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Holland:"Mi manda Pat Riley e voglio regalarvi i play off"


Lucaweb

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di Antonio Franzi

VARESE Chi lo raccomanda ha uno dei curriculum più ricchi di gloria del basket mondiale: si tratta niente meno che di Pat Riley.

«È vero, l'allenatore dei Lakers dell'era "show time", quella di Magie e Jabbar, e che porta al dito l'ultimo anello Nba, conquistato sulla panchina di Miami a giugno, mi ha seguito durante l'ultima Summer League di Orlando. Riley ha speso belle parole per me». Delonte Holland ora riparte sotto la guida di un altro santone del basket mondiale: Ruben Magnano che, dopo averlo visto segnare al ritmo di 18 punti a partita con Teramo l'anno scorso, ha chiesto all'accoppiata Oioli-Chiapparo di fare di tutto per metterlo a sua disposizione. Detto e fatto: oggi la migliore ala realizzatrice dell'ultima serie A è un uomo Whirlpool.

Delonte Holiand, aveva diverse offerte sul piatto. Perché ha. scelto Varese?

Ci sono stati almeno tre motivi importanti. Il primo è che la società mi è subito apparsa ben organizzata e ambiziosa. C'è una grande storia alle spalle, ma soprattutto tanta voglia di fare bene. Poi la presenza del tecnico argentino è stata la seconda ragione: non è facile avere la possibilità di essere allenati da una medaglia d'oro olimpica che in panchina ha sempre fatto bene. Infine, sono convinto che questo gruppo ha il potenziale per fare un campionato ad alto livello.

Quale obiettivo ritiene alla portata della Whirlpool?

Ci sono tutte le condizioni per raggiungere i playoff. E magari anche di puntare a un torneo a ridosso delle primissime. E' difficile, però, dirlo adesso: le squadre sono incomplete e la possibilità di inserire nel quintetto quattro extracomunitari offre a molte società - sicuramente più dell'anno scorso - l'occasione di puntare in alto.

Tutti sanno che è un realizzatore, ma lei come si descrive da giocatore?

Vede, io ho avuto una grande fortuna. Da ragazzo ero un playmaker e quindi ho sviluppato una buona attenzione al gioco di squadra. Poi sono cresciuto di diversi centimetri e all'Università mi hanno impostato da ala. L'importante per me, però, è di esprimermi al massimo in ogni occasione, con forza e determinazione: questo lo posso garantire ai tifosi biancorossi, che so apprezzano chi da sempre tutto per il gruppo.

La Whirlpool non ha pescato solo un tiratore, quindi?

Ho l'ambizione di diventare un giocatore multidimensionale. Posso muovermi in tutte le parti del campo. Beh, in tutte proprio no, non mi vedo a lottare sotto canestro con i pivot. Ma sul perimetro la squadra potrà sempre contare su di me.

Si dice che la difesa non sia il suo pezzo forte. Cosa risponde?

Diciamo che sto lavorando per migliorare. E sarà facile farlo avendo a disposizione un maestro quale Magnano.

Conosce già gli altri biancorossi?

Molti li ho affrontati da avversari l'anno scorso. So quanto valgono. Howell, poi, è una vecchia conoscenza: ci siamo confrontati anche oltreoceano nel periodo universitario, dove era uno dei lunghi più quotati.

Quale la sua prima impressione di Varese?

Molto positiva: belle case, negozi ricchi, ambiente familiare. Si vede che qui si vive bene. A proposito, quando ero a Chicago, alla De Paul University, d'inverno soffrivo il freddo. A Varese fa più caldo, vero?».

Antonio Franzi

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