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Holland, una stella a parte


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di Giancarlo Pigionatti

Ci sono stelle che stanno a guardare. Delonte Holland è una di queste, fermato sull'uscio del firmamento italiano dell'All Star Game da un regolamento discutibile, preda di quei ragazzoni che, smanettando sui propri computer, hanno scelto attraverso Internet altri loro beniamini. Holland sarà domani a Torino ma a parte, in un "baraccone delle schiacciate", anche se, a onor del vero, l'americano di Varese ha preso molto sul serio questa sfida tenendo, com 'è nel suo stile, a eccellere.

Di questa voglia di emergere, come di chi non ha più

tempo d'aspettare, lo sappiamo da tempo, allorquando il

funambolico asso statunitense

firmò per una sola stagione con Varese e nonostante una diversa volontà del club biancorosso, pronta a offrigli un contratto garantito di due anni, come ricorda il diesse Mario Oioli, fra gli artefici del suo ingaggio e direttamente parte in causa nelle trattative.

Holland, le cui qualità da pantera d'area, feroce nell'uno contro cinque, anche se talvolta in eccesso, con sorsi di Tabor, come da prescrizione medica, per Ruben Magnano,

sono innegabili: egli sta crescendo sensibilmente nella dimensione di uomo squadra in una carriera in netta evoluzione per esperienze e compagni diversi. Holland sa quel che vuole e fa bene, vien da osservare, pur disperando di perderlo ben sapendo che, ogni anno, i "pezzi forti" del campionato finiscono all'asta in un mercato nel quale dominano i maggiori poteri d'acquisto ma non solo, perché a parità di dindini, le squadre dì Coppe si possono permettere, come migliori offerenti, una vetrina europea molto ambita. E c'è una Nba che, ogni estate, cerca di rastrellare personaggi nuovi, piena com'è di meteoriti e a corto di stelle.

Il campionato di Varese e di Holland è ancora lungo, non disperiamo in un nuovo fidanzamento, anche se, ora come ora, ogni trattativa finirebbe desena per mancanza di interlocutore. Di Holland fummo accaniti sostenitori l'estate scorsa, allorquando l'ex Teramo era in discussione con altri elementi, magari più quadrati e graditi a Magnano, ma non capaci di cambiare i giri del motore biancorosso quando esso non trova accelerazioni nei suoi cavalli di marca. A Varese uno come Holland, capace di volare a canestro, in mezzo a una selva non oscura ma chiara (di avversari), non ce lo ricordiamo nelle ultime stagioni. A Torino mancherà verosimilmente l'acciaccato Galanda tra gli azzurri e Holland avrà solo una particina: l'All Star Game a noi, di queste terre, ci può fregar di meno. C'è pur sempre Sandro Galleani, l'"Andreotti del basket italiano" ma a lui siamo abituati e sin dalle Guerre Puniche...

Giancarlo Pigionatti

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