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di Francesco Caielli

I tifosi di Varese lo adorano e lo chiamano affettuosamente

"soldatino". Gli allenatori avversari se lo mangiano con gli occhi e

lo ammirano, "Avercene di giocatori così". Gregor Hafnar, il sesto

uomo di lusso di questa squadra, abbozza un sorriso mentre si asciuga

il sudore di un allenamento durissimo. Al derby mancano ormai

soltanto due giorni, e le vigilie di partite così importanti non sono

mai tranquille. Tutti sono convinti che quella del Forum sarà una

tappa fondamentale nella stagione di Varese. C´è da vendicare quella

sconfitta maledetta, l´unica interna di quest´anno, quando Blair e

l´Armani giocarono un brutto scherzo a Varese, e soprattutto c´è da

riscattare la brutta figura fatta a Bologna in coppa Italia: i tifosi

vogliono dimenticare al più presto quella squadra che ha perso senza

lottare.

Hafnar non vede l´ora che la partita inizi, tanta è la voglia di

tornare a vincere: "Sappiamo tutti quello che dobbiamo fare, e ognuno

di noi è consapevole dell´importanza della posta in palio. E´ inutile

dire che sarà durissima, che sarà una vera e propria battaglia, che

avremo di fronte uno squadrone. Io credo che Varese potrà vincere

domenica se saprà prendere in mano subito il ritmo della gara, senza

lasciare giocare Milano come meglio crede. Questo, probabilmente è

stato l´errore che abbiamo commesso nella gara d´andata e che

dobbiamo evitare di ripetere". Idee chiare e voglia di rifarsi,

soprattutto dopo una settimana difficile iniziata con l´eliminazione

in coppa Italia: "Quella è una parentesi chiusa, che dobbiamo cercare

dimenticare. E´ stata una brutta serata, abbiamo giocato malissimo e

siamo usciti dalla coppa meritatamente. Ma il nostro obiettivo, lo

abbiamo detto più volte, è il campionato e ora possiamo concentrarci

esclusivamente su quello". Lo scorso anno Gregor, nelle sue

interviste, era sempre il più critico nei confronti della squadra. La

sua frase preferita era "potremmo giocare molto meglio". Tante cose,

rispetto alla scorsa stagione, sono cambiate; ma non Hafnar,

perennemente insoddisfatto, che vuole sempre di più: "Si, sono sempre

critico, perché vedo che a questa squadra mancano ancora delle cose

importanti, così come ci mancano dei punti che abbiamo lasciato

stupidamente per strada. Credo che essere sempre insoddisfatti sia il

modo migliore per migliorare". Eppure, rispetto allo scorso anno,

questa squadra è molto più forte. E Hafnar lo sa benissimo: "E´ vero,

e il bello è che diventiamo più forti ogni settimana che passa.

Stiamo insieme da sei mesi, il gruppo non è stato modificato, ci

conosciamo sempre meglio e abbiamo ancora ampi margini di

miglioramento. Siamo una bellissima famiglia, e come in tutte le

famiglie che si rispettino ogni tanto succede anche qualche casino,

qualche battibecco. Capita, l´importante è che poi tutto torni a

posto". Gregor Hafnar ha visto il suo minutaggio, rispetto allo

scorso anno, scendere da 28.6 minuti a 17.9. Una bocciatura per

quello che era stato uno dei migliori biancorossi della scorsa

stagione? "Niente affatto, anzi. Varese ha voluto confermarmi, ed io

ne sono onorato. So che quest´anno il mio ruolo è cambiato, così come

è cambiato quello che la squadra mi chiede. Devo uscire dalla

panchina, cercare di cambiare la partita, diventare un´importante

arma tattica. Io non do importanza ai numeri, alle statistiche: non

le guardo nemmeno. Che giochi due minuti o che ne giochi quaranta,

l´unica cosa che devo fare è dare il massimo. Ora l´ho capito,

accetto la cosa con la massima tranquillità, e riesco a rendere di

più!. E quando gli si chiede dove potrà arrivare questa squadra, ad

Hafnar si illuminano gli occhi: "Se quest´anno non facciamo i

playoff, siamo dei cretini. Abbiamo una buona posizione di

classifica, che dobbiamo difendere a tutti i costi, perché vogliamo

fare i playoff, e vogliamo farli da protagonisti. Sarebbe

importantissimo arrivare nei primi quattro, in modo da avere poi il

vantaggio del fattore campo e sfruttare la forza di questo

palazzetto, dove batterci è quasi impossibile".

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