Lucaweb Posted July 12, 2008 Posted July 12, 2008 di Francesco Caielli Rolando Howell ci prova. Durante l´allenamento, nelle pause mentre gli altri vanno a bere, lui prende in mano il pallone e si mette in lunetta. Quattro o cinque tiri liberi provati in scioltezza, senza avere addosso la pressione della partita, senza l´assillo di dover segnare a tutti i costi. Niente da fare: il risultato è lo stesso e le percentuali non cambiano. Rolando Howell e i tiri liberi proprio non riescono ad andare d´accordo. Eppure, nella sua prima esperienza italiana a Capo d´Orlando, il lungo della South Carolina aveva dimostrato di non essere così male nella specialità, tirando con medie superiori al 60 per 100. Ma dopo il suo approdo a Varese le cifre di Rolando sono cadute in picchiata: 46.8 lo scorso anno, 39.3 nella stagione in corso. Il peggiore dell´intera serie A. "E dire - spiega il centro biancorosso - che io ci sto lavorando, davvero. Ogni giorno mi metto da parte, in compagnia di Meneghin che cerca di spiegarmi come migliorare la mia tecnica di tiro". Eppure, i risultati ancora non si vedono. Come mai? Non lo so, io credo che sia un problema di tecnica, ma anche - e forse soprattutto - di testa. Per tirare bene i liberi bisogna andare in lunetta con la mente sgombra e libera. Evidentemente io non ci riesco. E´ questo il motivo per cui a Capo d´Orlando li tirava bene? Probabilmente si. Ero giovane, spensierato, e giocavo in un campionato in cui c´erano molte meno pressioni. Avere percentuali così basse è un problema per la squadra. Lo capisce? Lo vedo e ci sto male. Il coach è costretto a tenermi in panchina nei minuti decisivi, perché altrimenti gli avversari mi mandano subito in lunetta. In questo modo non posso dare il mio contributo sul campo, e la cosa mi fa soffrire. Soluzioni? Io continuo a lavorarci, giorno dopo giorno. E sono convinto che riuscirò a migliorare. Lo prometto a tutti i tifosi. Intanto sta per iniziare il periodo decisivo della stagione. Un mese intenso, nel quale si giocherà otto volte e si definirà la griglia dei playoff. Ottimista? Innanzitutto dico che questa parte della stagione è quella che preferisco. Le partite sono tutte dure, toste, decisive e si gioca alla morte: è più divertente. Sono ottimista, perché credo che questo sia l´anno buono per raggiungere i playoff e per giocarli da protagonisti. Certo, non sarà per nulla facile, perché la classifica è molto corta e ci sono tante squadre in lotta per pochi posti. E cosa la rende così ottimista? Il gruppo di quest´anno è ottimo, siamo una squadra che gioca bene insieme, e rispetto all´anno scorso abbiamo molto più talento, soprattutto dal punto di vista offensivo. Purtroppo abbiamo lasciato per strada qualche punto di troppo, che avrebbe potuto farci stare più tranquilli. Ma io dico che nella vita bisogna sempre guardare avanti. E davanti io vedo i playoff.
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