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Ferraiuolo:"Holland da Eurolega, Varese da 5° posto. Ma va in campo senza gioia"


Lucaweb

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di Francesco Caielli

VARESE Parlare con Max Ferraiuolo è sempre un piacere, specie per chi è cresciuto al palazzetto di Masnago davanti a quella squadra indimenticabile con la maglia biancoblù e la scritta DiVarese cucita sul petto. Max, smessi i panni di giocatore, non è riuscito a staccare il cuore dal parquet cullandosi nel ricordo di cinquemila diavoli dagli spalti ad urlare per lui. «Proprio come sabato scorso con Cantù - dice Ferraiuolo -. Io purtroppo non c'ero ma mi hanno detto che i tifosi hanno creato un ambiente caldissimo, di quelli che fanno subito capire all'avversario che non ce n'è».

Quel boato, le ricorda qualcosa?

Ancora mi fischiano le orecchie se ripenso al macello che faceva il pubblico alle nostre partite. Era la nostra arma in , più, era l'arma in più di Varese, temuta da tutti quelli che venivano a giocare contro di noi. E credo che anche adesso sia così.

Ma in una vittoria come quella di sabato, quanto conta l'apporto della curva, della gente?

Tanto, tantissimo. Io posso dirlo perché c'ero, perché l'ho provato, e vi assicuro che la gente di Masnago ci ha sempre aiutato a rendere più di quello che avremmo potuto. Ci spingeva nei momenti diffìcili, quando eravamo stanchi, e quando la palla diventava pesante come un macigno loro sapevano renderla leggera come una piuma. Dalle altre parti il pubblico è importante, a Masnago è determinante.

La Whirlpool sta per affrontare due partite fondamentali in una difficile volata per i playoff. Come la vede?

Sono un tifoso, e spero con tutte le forze che riesca a qualificarsi. All'inizio dell'anno avevo pronosticato la squadra attorno al quinto - sesto posto, e oggi confermo che quella è la posizione di classifica che questo gruppo dovrebbe occupare. Non mi aspettavo che avrebbe fatto tanta fatica proprio sul finire della stagione.

Cosa è mancato?

Ho visto poche partite, quindi non posso lanciarmi in disquisizioni tecniche. Ma di certo posso dire che è mancato un po' il divertimento.

Ovvero?

Ovvero io credo che ci siano due strade: o giochi per vincere il campionato, e allora allestisci una formazione completa e competitiva, oppure, se sai che lo scudetto lo vinceranno gli altri, ti attrezzi per far divertire la gente, il tuo pubblico.

E questa Varese non è divertente?

Non come potrebbe. Io credo che questa squadra giochi al 60 per cento delle sue possibilità. Se in panchina ci fosse uno come

Joe Isaac magari avrebbe gli stessi punti in classifica, forse anche qualcuno di meno, ma ci si divertirebbe tutti un sacco di più. No, non mi piace questo gioco controllato, non mi piacciono questi schemi rigidi, non mi piace questa lentezza. Specie se si hanno in squadra giocatori di grande talento come quelli di Varese. Però questo non è il momento di fare polemiche: siamo arrivati al momento decisivo, e la squadra lo deve affrontare con la giusta serenità.

Delonte Holland. Talento sopraffino o donnicciola intrattabile?

Talento enorme, smisurato, baciato dagli dei del basket. Riesce a far sembrare semplice la cosa più complicata, ed è una gioia per gli occhi vederlo giocare. Io ho avuto in squadra uno come Wes Matthews, e in alcuni momenti mi pare di rivederlo in campo guardando Holland: mi ricorda la sua folle imprevedibilità, la sua capacità di farsi beffe dell'avversario. A quelli che lo considerano una primadonna, un giocatore problematico, rispondo che probabilmente non hanno mai avuto a che fare con gli americani teste calde e i giocatori inallenabili. No, non scherziamo, Holland è uno che ogni allenatore vorrebbe avere in squadra: ve ne accorgerete quando giocherà da protagonista in Eurolega

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