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Varese vuole rispetto


Lucaweb

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di GIANCARLO PIGIONATTI

Quante speranze flagellate sul filo di lana! Roba da maglia nera, oltre il limite di una sorte che dovrebbe aiutare i più deboli. Carezze per il più forte, schiaffi per lo sfidante. E l’ultima volta, nella terra del famoso ratto, Varese è stata pure derubata.

Cari arbitri, non provateci più, verrebbe da dire, se vi fosse stato un complotto. Siamo seri, non esiste. Però ci sfugge la comprensione di una severità, così fiscale, nei confronti di una Cimberio, spogliata a Rieti di due punti possibili e pesanti. Se questo atteggiamento è riconducibile a un dirigente biancorosso che, in alcune giornate, ha mancato di rispetto ai direttori di gara, esso non è tuttavia giustificato all’indirizzo di una grande piazza nonché di un club nel quale, da tempo, Gianni Chiapparo, che ha pagato con sofferenza i suoi errori, è finito tra gli impiegati. Nessuno, sia chiaro, è autorizzato a sentenziare la retrocessione di Varese quando il campo le concede ancora chances di salvezza, sicchè archiviamo con serenità l’arbitraggio di Rieti, casalingo ai massimi storici (Anni Sessanta) e pure quello di Cimberio - Scavolini a Masnago per rivendicare, d’ora in poi,un grande rispetto, che significa tutela della squadra in campo.

Non ci piacciono i vittimismi né i sospetti che, nel nostro Paese, sono lo sport nazionale, dovendo piuttosto la Cimberio meditare sui suoi diabolici peccati originali e su alcuni fatali tentennamenti nel porvi rimedio ma si sappia che qui non v’è alcuna smobilitazione e farebbe bene il presidente a non abbandonarsi a certi sussurri depressivi.

Pensiamo allora, e un po’ tutti, positivo, almeno fin che la classifica lo consente (spes ultima dea) aspettandoci un buon arbitraggio, che non dev’essere fazioso, se così fosse, personalmente non lo approveremmo, avendo ben altro concetto del nostro lavoro, indignati, e parecchio, da certo campanilismo giornalistico che fa scempio di ogni meritocrazia e obiettività, sicchè auspichiamo una direzione di gara che tuteli gli sforzi di una squadra, intenta a battersi per la propria dignità e il proprio onore. Varese sembra essersi messa alle spalle quel nervosismo che scaturiva dall’angoscia dei propri limiti e dalla paura di non venirne a capo ed ora ha solo bisogno, anche con l’aiuto di una buona sorte, di una propria continuità per una più marcata riabilitazione. Anche le vie dello sport sono infinite, almeno di quel cielo che, quando uno meno se l’aspetta, è raggiungibile. E poi i morti si mettono via freddi...

Siano i benvenuti oggi i signori Tola, Chiari e Sardella. E stiano tranquilli, qui il basket è cultura, anche di civiltà.Se di fronte ai primi disastrosi risultati alcuni avevano pensato a "scopa buona, manico sbagliato", questi signori si sono dovuti ricredere attraverso i ratei delle sconfitte, più o meno simili, pur relativi a conduzioni tecniche diverse e pur con un Bianchini che non ammette discussioni. Oggi la scopa è un po’ cambiata, può cominciare a ramazzare. Si spera solo che non si sia perso tempo, con Holland innanzitutto (da reclutare prima) e che non si debba assistere a una caduta all’inferno, per quattro, se non due punti, mancanti all’appello.

Ma, si diceva con energia, c’è tempo per evitare questa mala eventualità, chiedendoci pur sempre se Teramo, con Varese poco più su, avrebbe ceduto Tucker, al di là di tutte le sue spiegazioni del caso. A questo punto val la pena correre anche sugli abruzzesi, non essendo impossibile perdere otto o nove partite con una squadra inadeguata (se lo sarà, lo scopriremo), a patto di batterli oggi, ci mancherebbe altro, e pure gagliardamente.

Se le nostre convinzioni, seppur all’ingrosso, dei punti nelle mani, come potenziale indicativo della competitività tra due squadre a confronto, trovano credibilità in campo, stavolta la Cimberio (con 77,3 punti contro i 64,4 degli abruzzesi) pretende, e di rigore, i favori del pronostico.

Ciò non significa partita vinta in partenza, per l’inerzia delle proprie forze teoriche: agli uomini di Bianchini toccherà non esaltare le segnature avversarie, soprattutto quelle dei cosiddetti gregari. E, trascinata da Holland, cui Mrsic dedica giudizi che, solitamente, si riservano a stelle di grandezza europea, la Cimberio potrà regalare un crepitante successo alla sua generosa gente.

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