Jump to content

Varese attende, ma la cordata non si ferma


Lucaweb

Recommended Posts

di Francesco Caielli

VARESE«Il progetto continua, nonostante tutto». Gianmarco Faija, e quelli che gli stanno dietro, non hanno nessuna intenzione di fermarsi anche se gli ultimi giorni hanno portato un brusco e deciso rallentamento a un accordo che ormai pareva praticamente fatto.

Si continua: si portano avanti tutte le questioni legali che un progetto del genere porta con se, si definiscono assetti futuri e si lavora nella stesura dello statuto della nuova società. Gli spifferi e le fughe di notizie delle ultime ore - anzi, la scelta di rendere pubbliche cose che dovevano restare private, per il bene di Varese - hanno creato parecchi problemi all'interno di quelle aziende che si erano dette disponibili a sposare la causa. Perché un conto è avere a che fare con dei privati, che autonomamente (o al massimo con un paio di soci) decidono e gestiscono la loro attività, un altro paio di maniche è trattare con grosse aziende, magari multinazionali.

CHIAMATELA CORDATA

C'è chi ancora si ostina a sottovalutare quello che sta succedendo o, ancora peggio, a scherzarci sopra. Da mesi si parla di questa, che è una cordata a tutti gli effetti, per dimensioni dell'affare e per il numero delle persone e dei soggetti coinvolti. Nel progetto iniziale - che a questo punto potrebbe anche però cambiare - due avrebbero dovuto essere i soci fondatori della nuova polisportiva: due grossi nomi che avrebbero affiancato i Castiglioni alla guida della società, dividendo le quote in tre parti uguali. Questo, però, non significa che i soggetti interessati dall'operazione siano effettivamente solo due. Alle spalle dei fondatori ci sono infatti altre realtà pronte a scendere in campo, con impegno e investimenti importanti, una volta costituita la società. Un gruppo, anzi no, una cordata di imprenditori varesini pronti a mettersi in gioco: poi, ognuno la chiami come vuole.

NUOVI SCENARI

Le cose, come detto, nelle ultime ore sono cambiate. I potenziali nuovi soci - i fondatori, ma anche gli altri - sono furibondi per un accordo che qualcuno non ha rispettato, e hanno voluto fare un passo indietro. Tutto tramontato? Certo che no, ma le carte in tavola, ora, sono diverse. La volontà dei soci entranti era e resta quella di affiancare la famiglia Castiglioni, riconoscendo agli attuali proprietari un ruolo fondamentale nella loro opera alla guida della società nelle ultime sette stagioni. Patron Gianfranco si è subito detto disponibile, una volta verificata la serietà nei nomi componenti la cordata, ad aprirsi all'ingresso dei nuovi soci, ma c'è dell'altro. Gianfranco Castiglioni non ha fatto mistero, negli ultimi mesi, della sua volontà di mollare tutto: troppo l'impegno economico sulle spalle del suo gruppo aziendale, troppa la delusione dopo una stagione così brutta. Se dovessero verificarsi le condizioni ideali, i Castiglioni potrebbero anche decidere di farsi completamente da parte. Ci dispiacerebbe, perché Gianfranco non merita di chiudere la sua esperienza alla guida della società con una retrocessione, con tutti i soldi e tutta la passione che ci ha sempre messo. Però è una eventualità possibile.

IL CAMPO

È il tasto dolente: senza decisioni definitive in seno alla società, non si può lavorare sulla costruzione della squadra. Continuano i sondaggi e gli incontri per sciogliere il primo nodo, ovvero il nome dell'allenatore. Recalcati è l'uomo scelto dai nuovi soci, che in panchina vorrebbero l'ex Roosters e non gradiscono affatto il nome di Pillastrini. Bisognerà però attendere ancora qualche giorno: è lo scotto da pagare per una società che sta cambiando, nonostante tutto.

Link to comment
Share on other sites

×
×
  • Create New...