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«Pillastrini? L'uomo del futuro, stiamo parlando»


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di Francesco Caielli

VARESEL'incontro tra Stefano Pillastrini e la famiglia Castiglioni c'è stato, ma da qui a dire che il coach ferrarese sarà il prossimo allenatore della Pallacanestro Varese, ce ne passa. Quella di lunedì scorso è stata una cena di cortesia, giusto per conoscersi e guardarsi in faccia, anche perché Pillastrini non ha certo dimenticato la brutta esperienza del 2003. Chiamato a Varese per firmare il contratto e sostituire sulla panchina biancorossa il dimissionario Dodo Rusconi, il Pilla fu rispedito a casa senza troppi complimenti dal presidente, dopo che i senatori dello spogliatoio si opposero al suo arrivo promuovendo sul campo il vice Giulio Cadeo. I proprietari di allora sono gli stessi di oggi: ovvio che il coach voglia vederci chiaro prima di sposare un progetto importante quanto rischioso. Mentre i Castiglioni e Pillastrini erano a cena, Vescovi parlava con Bernardi, agente dell'allenatore: sono da definire cifre e durata dell'eventuale contratto, e la sensazione è che per un'eventuale firma ci sarà da attendere qualche giorno.

La realtà è che tutto è ancora fermo, e lo è da un paio di mesi, perché nessuno vuole muoversi prima che sia definito l'ingresso in società dei nuovi soci. Ingresso che fino a settimana scorsa pareva imminente, e che avrebbe posto fine a una situazione di immobilismo che sta facendo il male della Pallacanestro Varese, ma i cui tempi si sono dilatati per la leggerezza con la quale alcune informazioni sono state trattate. Nessuno si muove, e chi continua a sostenere che il progetto polisportiva di cui si parla da mesi sia soltanto una colossale bufala, ci spieghi il perché di questa assenza di decisioni. La realtà è che se davvero non ci fosse nulla di serio, e i Castiglioni fossero realmente convinti di continuare da soli, la società avrebbe già da tempo ufficializzato le sue prime mosse: Vescovi general manager, Ferraiuolo direttore sportivo, e l'allenatore.

IL CECCO AL LAVORO

Invece si attende, con il Cecco che con grande correttezza e senso del dovere sta portando avanti il suo lavoro: «Sono in ufficio tutti i giorni - spiega Vescovi - e tutti i giorni porto avanti il progetto che abbiamo deciso di sposare: parlo con gli agenti, visiono giocatori, sondo le piste per arrivare a questo o quell'allenatore».

Avete scelto Pillastrini?

Abbiamo parlato con lui e con il suo agente. Ripeto: abbiamo in testa un progetto preciso, e cerchiamo un allenatore che sia contento di sposare la nostra idea e portarla avanti.

Quale sarebbe questa idea?

Vogliamo impostare un discorso a lungo termine, per arrivare tra qualche anno ad avere in mano qualche cosa di concreto, di reale, di nostro. Vogliamo puntare sui giovani, vogliamo lanciare gente nuova, vogliamo fare tesoro degli errori commessi nella stagione appena conclusa.

L'obiettivo non sarà la riconquista dell'A1?

Certo, ma non è detto che ci si riesca al primo colpo. Non abbiamo un budget tale per cui possiamo permetterci di allestire uno squadrone spaccatutto, e non vogliamo nemmeno fare una cosa del genere. Qui si tratta di lavorare per il futuro della Pallacanestro Varese.

Con chi?

Con chiunque ci sarà. Spero che si riesca ad andare avanti insieme, tutti con la stessa idea, senza guerre interne e isterismi: a lavorare con i giovani, per un futuro che sia il più possibile sereno e sostenibile. Per Varese.

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