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lutto


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Varese - Il quattordicenne morto nell'incidente di viale Borri era uno dei migliori elementi dell'under 15 della Pallacanestro Varese

Fabrizio, una stellina del basket strappata dalla strada

Sarebbe diventato una stella del basket. Ne sono certi allenatori e compagni, che ora piangono Fabrizio Panin, il quattordicenne morto in seguito all'incidente con la sua moto in viale Borri, a Varese. Il giovanissimo, iscritto a ragioneria dopo aver conseguito il dimploma di terza media all'Anna Frank, non ce l'ha fatta: troppo gravi i traumi riportati cadendo dalla sua Aprila, un cinquantino. A nulla sono serviti i tentativi di rianimarlo degli uomini del 118 ed inutile è stata anche la lunga operazione alla quale è stato sottoposto in ospedale. Fabrizio era di Giubiano, viveva con mamma, papà e la sorella in via Cadore e giocava a basket nella Pallacanestro Varese. Giocava bene, anzi benissimo, era uno dei migliori dell'under 15: faceva la guardia ed era il pupillo del suo allenatore Andrea Meneghin. Un ragazzo d'oro dentro e fuori dal campo, che aveva come mito Michael Jordan, ascoltava i Linkin' Park ed era appassionato di videogames. Vicino all'oratorio, ottimo studente, aperto e benvoluto da vicini e conoscenti che si sono raccolti al Circolo in attea di buone notizie che purtroppo non sono arrivate. Ora resta il dolore per questa giovane vita spezzata sulla strada.

Apriamo i commenti dei lettori per chiunque voglia lasciare un pensiero in ricordo di Fabrizio. alla famiglia del giovane le condoglianze della redazione di VareseNews.

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R.I.P.

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in questa estate un po' deprimente (cestisticamente parlando) ho una proposta per i ns moderatori : intotoliamo il forum a questo grande fantastico ragazzo , che giochera' nel fantastico dream team di tutti quelli che hanno amato questo sport.

da genitore , sono sconvolto !!!!

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Varese - Commovente cerimonia funebre per il giovane scomparso sabato 2 agosto. Chiesa di Sant'Ambrogio a Giubiano colma dentro e fuori: "Il suo ricordo vivrà per sempre"

L'ultimo saluto a Fabrizio: "Sarai il più bello fra gli angeli"

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E' difficile dire cosa commuova di più al funerale di Fabrizio Panin: se la maglietta numero 16 della Whirlpool, la squadra in cui giocava, o la corona a forma di cuore della sua fidanzatina con su scritto "con amore, Jenny". Se colpiscano di più gli striscioni che dicono che ora sarà il più "bello degli angeli" o la squadra in divisa a fargli da bordo per il suo ultimo viaggio terreno, insieme all'allenatore e ai dirigenti della Pallacanestro Varese, Cecco Vescovi in testa.

Perchè la morte di un ragazzino sembra sempre un sopruso, qualcosa di incomprensibile e colpisce tutti i cuori non solo quelli di chi gli è stato vicino. E perchè la morte è già un mistero di per sè, ma certe morti sono più misteriose delle altre: non hanno, soprattutto, spiegazioni. Nemmeno con la pericolosità dei mezzi a due ruote, o con la gioventù un po' scapestrata di natura: perchè Fabrizio, si capisce sempre di più, era un ragazzino a modo, accorto, che aveva fatto scuola di guida sicura ed era tutto tranne che uno con i grilli per la testa.

Certe cose, semplicemente, succedono. Perchè «Il mondo è fatto male, e spesso non riusciamo a capire perchè Dio eviti di raddrizzare questa fettina di universo», come dice don Pino Gamalero nella predica, coadiutore a Giubiano ma soprattutto prete di grande esperienza nei rapporti umani e nelle famiglie. A lui è toccata la più scomoda delle posizioni: rappresentare la voce di Dio a tutti quei "perchè?" che hanno riempito fino all'inverosimile, in un martedì di agosto assolato, la chiesa di Sant'Ambrogio a Giubiano, quella chiesa dove i genitori di Fabrizio, Emilio e Stefania detta "Tati", conoscono tutti per averla frequentata a lungo, prima ancora del figlio che qui aveva tutti gli amici della polisportiva dell'oratorio.

La verità, difficile da spiegare in un momento così duro, è che non c'è niente da raddrizzare, e che il primo ad aver fatto piangere per la sua morte una madre è Gesù stesso. E perchè la vita vera comincia, per Fabrizio, ora: è questo che crede chi Crede, anche se è difficile.

«Qui c'è una comunità unita intorno alla presenza misteriosa di Fabrizio. E Fabrizio è qui, non c'è dubbio: è nel suo gruppo di amici, è accanto alle persone con cui si confidava. E' una presenza concreta, che noi non sappiamo vedere, come del resto non riusciamo a vedere Dio, che gli occhi non vedono ma il cuore sente», ha detto don Pino dopo il brano del vangelo di Giovanni in cui Gesù spiega che sta per andare a "Preparare la strada - E i discepoli ancora non sapevano quanto dura - perchè voi siate accanto a me dove io andrò".

Parole dure, durissime, quando riguardano la morte di un ragazzino, e non il funerale di un uomo che ha già vissuto una vita intera.

Ma «Da quel che ho letto in Internet su di te, ho capito una cosa - dice Daniela, la zia di Fabrizio, che ha parlato alla fine della funzione insieme a suo fratello e alla fidanzatina di Fabri -. Ho capito che tu avevi già capito che il vero senso della vita non è sulla terra. Lo si vede dalla disponibilità e bontà con cui hai trattato tutti, da subito. Per questo tutti dicono e scrivono che eri un angelo: perchè sei un angelo ora, ed eri già un angelo. Tu in questi giorni stai insegnando a tutti noi molte cose. Grazie per l'esempio di vita che ci stai dando». Parole sorprendenti per una persona spezzata dal dolore, suo e della sorella: ma che fanno scoprire come, in quella chiesa, non c'è la Morte, e una delle più brutte.

C'è vita, vita a bizzeffe: tra tutti i ragazzi in lacrime, i compagni di scuola, i colleghi del basket, quelli dell'oratorio, della curva Nord del Varese e pure "quelli del Ballo" che gli hanno dedicato la corona. Vita, davanti a una bara e alla morte di un ragazzo che non riescono a spiegare. E che molto insegerà a tutti. Il dolore, il mistero, la forza invece spettano alla famiglia di Fabrizio: espressa anche nella pazienza di abbracciare tutti quelli che li hanno cercati, e li ha fatti trattenere in chiesa mezz'ora oltre la funzione.

Mancherà a tutti Fabrizio, immensamente: lo si sente dai singhiozzi sommessi. Ma la sua lezione di vita, sorprendente e durissima, comincia qui, da quella che non è una fine anche se ne ha tutto l'aspetto. Fabrizio sarà cremato nel cimitero di Giubiano. D'ora in poi ci penseranno i cuori e internet (più volte citato anche nella predica, per i tanti messaggi su you tube, sul forum e on line anche su Varesenews) a dargli la vita d'angelo che merita.

Martedi 5 Agosto 2008

Stefania Radman

http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=104679

:o:o:o:lol: ........

Per me, buona la proposta del mazzulatre.... Luca ? Silver ?....che dite ??

Edited by ROOSTERS99
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Varese - Commovente cerimonia funebre per il giovane scomparso sabato 2 agosto. Chiesa di Sant'Ambrogio a Giubiano colma dentro e fuori: "Il suo ricordo vivrà per sempre"

L'ultimo saluto a Fabrizio: "Sarai il più bello fra gli angeli"

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E' difficile dire cosa commuova di più al funerale di Fabrizio Panin: se la maglietta numero 16 della Whirlpool, la squadra in cui giocava, o la corona a forma di cuore della sua fidanzatina con su scritto "con amore, Jenny". Se colpiscano di più gli striscioni che dicono che ora sarà il più "bello degli angeli" o la squadra in divisa a fargli da bordo per il suo ultimo viaggio terreno, insieme all'allenatore e ai dirigenti della Pallacanestro Varese, Cecco Vescovi in testa.

Perchè la morte di un ragazzino sembra sempre un sopruso, qualcosa di incomprensibile e colpisce tutti i cuori non solo quelli di chi gli è stato vicino. E perchè la morte è già un mistero di per sè, ma certe morti sono più misteriose delle altre: non hanno, soprattutto, spiegazioni. Nemmeno con la pericolosità dei mezzi a due ruote, o con la gioventù un po' scapestrata di natura: perchè Fabrizio, si capisce sempre di più, era un ragazzino a modo, accorto, che aveva fatto scuola di guida sicura ed era tutto tranne che uno con i grilli per la testa.

Certe cose, semplicemente, succedono. Perchè «Il mondo è fatto male, e spesso non riusciamo a capire perchè Dio eviti di raddrizzare questa fettina di universo», come dice don Pino Gamalero nella predica, coadiutore a Giubiano ma soprattutto prete di grande esperienza nei rapporti umani e nelle famiglie. A lui è toccata la più scomoda delle posizioni: rappresentare la voce di Dio a tutti quei "perchè?" che hanno riempito fino all'inverosimile, in un martedì di agosto assolato, la chiesa di Sant'Ambrogio a Giubiano, quella chiesa dove i genitori di Fabrizio, Emilio e Stefania detta "Tati", conoscono tutti per averla frequentata a lungo, prima ancora del figlio che qui aveva tutti gli amici della polisportiva dell'oratorio.

La verità, difficile da spiegare in un momento così duro, è che non c'è niente da raddrizzare, e che il primo ad aver fatto piangere per la sua morte una madre è Gesù stesso. E perchè la vita vera comincia, per Fabrizio, ora: è questo che crede chi Crede, anche se è difficile.

«Qui c'è una comunità unita intorno alla presenza misteriosa di Fabrizio. E Fabrizio è qui, non c'è dubbio: è nel suo gruppo di amici, è accanto alle persone con cui si confidava. E' una presenza concreta, che noi non sappiamo vedere, come del resto non riusciamo a vedere Dio, che gli occhi non vedono ma il cuore sente», ha detto don Pino dopo il brano del vangelo di Giovanni in cui Gesù spiega che sta per andare a "Preparare la strada - E i discepoli ancora non sapevano quanto dura - perchè voi siate accanto a me dove io andrò".

Parole dure, durissime, quando riguardano la morte di un ragazzino, e non il funerale di un uomo che ha già vissuto una vita intera.

Ma «Da quel che ho letto in Internet su di te, ho capito una cosa - dice Daniela, la zia di Fabrizio, che ha parlato alla fine della funzione insieme a suo fratello e alla fidanzatina di Fabri -. Ho capito che tu avevi già capito che il vero senso della vita non è sulla terra. Lo si vede dalla disponibilità e bontà con cui hai trattato tutti, da subito. Per questo tutti dicono e scrivono che eri un angelo: perchè sei un angelo ora, ed eri già un angelo. Tu in questi giorni stai insegnando a tutti noi molte cose. Grazie per l'esempio di vita che ci stai dando». Parole sorprendenti per una persona spezzata dal dolore, suo e della sorella: ma che fanno scoprire come, in quella chiesa, non c'è la Morte, e una delle più brutte.

C'è vita, vita a bizzeffe: tra tutti i ragazzi in lacrime, i compagni di scuola, i colleghi del basket, quelli dell'oratorio, della curva Nord del Varese e pure "quelli del Ballo" che gli hanno dedicato la corona. Vita, davanti a una bara e alla morte di un ragazzo che non riescono a spiegare. E che molto insegerà a tutti. Il dolore, il mistero, la forza invece spettano alla famiglia di Fabrizio: espressa anche nella pazienza di abbracciare tutti quelli che li hanno cercati, e li ha fatti trattenere in chiesa mezz'ora oltre la funzione.

Mancherà a tutti Fabrizio, immensamente: lo si sente dai singhiozzi sommessi. Ma la sua lezione di vita, sorprendente e durissima, comincia qui, da quella che non è una fine anche se ne ha tutto l'aspetto. Fabrizio sarà cremato nel cimitero di Giubiano. D'ora in poi ci penseranno i cuori e internet (più volte citato anche nella predica, per i tanti messaggi su you tube, sul forum e on line anche su Varesenews) a dargli la vita d'angelo che merita.

Martedi 5 Agosto 2008

Stefania Radman

http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=104679

:o:o:o:lol: ........

Per me, buona la proposta del mazzulatre.... Luca ? Silver ?....che dite ??

lo conoscevo di vista.... tutto vero, un ragazzo d ' oro. :lol::lol:

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Per me, buona la proposta del mazzulatre.... Luca ? Silver ?....che dite ??

Perchè non pensare ad un torneo giovanile a lui dedicato?

Secondo me tramite Pall. Varese potrebbe essere una strada percorribile e forse più valida nel ricordo di un ragazzo scomparso così tragicamente.

Edited by Lucaweb
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Perchè non pensare ad un torneo giovanile a lui dedicato?

Secondo me tramite Pall. Varese potrebbe essere una strada percorribile e forse più valida nel ricordo di un ragazzo scomparso così tragicamente.

E' quello che faremo. Adesso si tratta solo di individuare periodo e categoria, ma sono solo dettagli. Intitolare un torneo giovanile ci sembra la soluzione più giusta e doverosa per ricordare Fabrizio.

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E' quello che faremo. Adesso si tratta solo di individuare periodo e categoria, ma sono solo dettagli. Intitolare un torneo giovanile ci sembra la soluzione più giusta e doverosa per ricordare Fabrizio.

Giusto così!

Il mio plauso a voi, e le mie condoglianze "silenziose" alla famiglia!

MC

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  • 1 month later...

Basket - Uno striscione e un applauso nell'intervallo del "Fermi" hanno ricordato il giovane cestista deceduto in un incidente ai primi di agosto

Al palazzetto c'era anche "Fabri"

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Questa sera ad applaudire Gek Galanda, a scoprire i "numeri" di Randy Childress, a gustarsi i canestri del giovane Niccolò Martinoni c'era anche lui, ne siamo certi.

"Fabri" forse era invisibile agli occhi, ma per lui c'era quello striscione appeso alla balaustra della curva nord, proprio accanto a quello della Gioventù Biancorossa. "La tua luce non si spegnerà mai nei nostri cuori", era scritto, firmato e controfirmato sulla stoffa da amici e compagni di squadra. E poi c'è stato l'applauso, quello chiesto dallo speaker nell'intervallo del match e subito scrosciato dagli spalti del palasport, fino a riempire quel parquet su cui Fabri si allenava sperando, un giorno, di occuparlo da protagonista del canestro.

Questa sera a Masnago c'era anche Fabrizio Panin, strappato al basket e alla vita da un incidente maledetto poco più di un mese fa, ma che da allora torna in campo ogni volta che uno dei suoi tanti amici varca la soglia del palazzetto.

Mercoledi 10 Settembre 2008

franz

sport@varesenews.it

:rolleyes::lol:

Non sò se "franz" sia il "nostro franz", comunque bravo !!

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