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di Massimo Turconi

“Mare dentro”. Film delicato, pieno di significati, ma anche un titolo adatto per descrivere la parabola recente di Massimo Cedro Galli, ben noto allenatore varesino che, per ripartire dopo un’esperienza difficile e, per certi versi sfibrante, ha scelto Rimini e il Mar Adriatico. Come dire: vele spiegate in un mare solitamente tranquillo. Scelta felice per Galli che, da pochi mesi, si ritrova seduto, di nuovo da capo allenatore nel basket professionistico: «Un esito naturale della mia collaborazione con il Basket Rimini perché, da queste parti, è quasi una tradizione che, se il capo lascia, la panchina spetti all’assistente. Così, quando nell’estate scorsa, Ticchi optò per la Nazionale Femminile, i dirigenti, per la sua successione, puntarono su di me. La cosa mi ha fatto piacere perché il presidente Braschi e il general manager Vecchiato hanno valutato non solo le mie capacità tecniche ma anche il lavoro svolto in questi anni come capo del settore giovanile e il contributo offerto, stagione dopo stagione, nella costruzione della squadra»

- Tuttavia ci risulta che questa squadra è nata con qualche difficoltà.

«Per ragioni di natura economica, leggi reperimento delle risorse, ci siamo messi all’opera solo dopo il 31 luglio ma - spiega Cedro (nella seconda foto in alto) -, malgrado defezioni importanti (Guarisci ha smesso, Filloy è andato all’Armani, Thomas al PAU Orthez ndr), i tempi ridotti e l’esigenza di lavorare in economia, s’è raggiunto un risultato più che discreto. Su uno zoccolo duro (Zanus Fortes e Scarone) abbiamo innestato altri giovani con l’idea di creare una formazione con ampi margini di miglioramento. Sin qui mi pare che l’obbiettivo è stato raggiunto».

- La figura di De Pol come rientra in questo piano strategico?

«Dietro a due lunghi giovani, come Rinaldi e Kesicki, avevo bisogno di una coppia con più esperienza di gioco e, quando è affiorata l’opportunità De Pol, mi è sembrato giusto non farsela scappare. Sandro si integra alla perfezione con Zanus Fortes, ha una gran voglia di giocare dopo un anno tormentato. Gli ho chiesto solo di non fare la chioccia, un ruolo che francamente non ci interessa, ma di essere un giocatore vero della squadra, uno che, partendo dalla panchina, grazie a vigoria fisica, conoscenza tecnica e freddezza nelle varie situazioni, può cambiare l’esito di una gara».

- Lontano dagli occhi ma, immaginiamo, ancora vicino al cuore: cosa pensa e come giudica Varese?

«Conosco abbastanza bene il campionato di LegaDue e credo che la Cimberio, sotto il profilo individuale, si collochi un gradino sopra tutte le concorrenti. Una posizione certificata dal possesso di fuoriclasse assoluti come Childress e Galanda, Cotani che in LegaDue è un lusso e Nikagbatse, Dickens, Passera e Boscagin che sono buoni giocatori. Infine Pillastrini conosce questo campionato avendolo vinto un paio di volte. Certo, Varese dovrà vedersela con tanti avversari, in particolare con Jesi che, con Maestranzi e Maggioli, ha un duo capace di rivaleggiare con Childress Galanda. La Cimberio però mi sembra più profonda e completa, ha tutto per arrivare vincente al traguardo, merita i favori del pronostico».

- Galli e Varese, intendiamo “quella” Varese: si è ricucito il rapporto?

«A distanza di nove anni ritengo quell’esperienza più che positiva perché – ammette Cedro -, vincere è bello ma è dalle sconfitte che s’impara di più. Il tempo mi ha regalato maggior consapevolezza e miglior capacità d’analisi rispetto a quello che successe allora. Com’è scritto nei libri, nell’inverno ’99, pagai io per tutti, perché, giustamente, all’allenatore spettano onori e oneri, anche se il gruppo dei giocatori, nella stagione post scudetto, si comportò davvero male, con atteggiamenti che nulla hanno a che vedere con la buona condotta del professionista. Riconosco che toccava al sottoscritto richiamare tutti all’ordine affinché certi modi di fare non prendessero piede. Sottovalutai la situazione e ne soffrii le conseguenze. Di sicuro, oggi, in una circostanza analoga, farei scelte diverse».

- In conclusione: considerazioni sulla partita di domani...

«Varese, l’ho già detto, è favoritissima, mentre noi stiamo inseguendo soprattutto un traguardo a lungo termine e un obiettivo a brevissimo raggio. Il primo è quello di migliorare una continuità di rendimento e, in questo senso, la Cimberio rappresenta un test di valore assoluto. Il secondo è offrire spettacolo e, davvero, al di là del risultato, a Masnago mi auguro di poter disputare una bella partita, che faccia divertire la gente. Sarei già contento così».

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