Lucaweb Posted March 2, 2009 Posted March 2, 2009 di GIANCARLO PIGIONATTI Più impiccato che boia. Ci si consenta quest’immagine d’un Childress maldestro in una Cimberio un po’ improvvida ai comandi. Gli ultimi risultati, non grattati dai muri né tantomeno dal tabaccaio, ancorché inverecondi, come un successo in cinque gare, per una capolista, hanno riflesso la crisetta del play americano che, in realtà, già in ottobre, chiese scusa ai tifosi per una mediocre figura all’esordio di Masnago e che, evidentemente, in questa stagione, sta trovando avversari imprevisti, soprattutto molesti, come insetti. Non si può allora fingere d’aver visto un Childress diverso da quello che impietose statistiche hanno spogliato pur dovendogli la stessa considerazione, ancorché il suo rendimento ha contribuito a un calo di risultati. Sicuramente Childress, sollevato da Passera, in un lavoro sporco, non sempre s’è trovato al suo fianco quel "castigo di Dio" che farebbe comodo a un regista, del suo genere, tessitore di gioco. Come dire di un "animale chiuso in gabbia". Gli altri? Per mesi manca Boscagin, un paio di volte Nikagbatse, una domenica Galanda non ci azzecca, come Cotani, mentre Dickens sembra l’omino che segna il tempo, abbia o no l’ombrello, non sai mai se farà bello o brutto stabile. Dunque, un po’ tutti, sono responsabili di un così illustre sbandamento ma, innanzitutto, occorre essere chiari su ciò che si pretende dal play americano affinchè eventuali limiti d’un dato momento non si ripercuotano contro una Cimberio, fatta e finita... per vincere. Con un Childress non abbandonato in una rupe, ai quattro venti, dovrebbe infatti guadagnarci la squadra, attesa da una riscossa dopo troppi giri e una fuga buona persi. Dev’essere questo il momento di una Varese "nuova serie", cioè "ricompattata" al suo leader e "distribuita", per responsabilità, ad altri pezzi grossi biancorossi, sui quali società e allenatore hanno puntato dall’estate scorsa. Personalmente, oggi, ci aspettiamo un Lauwers già vicino alla sua fama di tiratore o comunque di uomo che, sapendo fare un po’ di tutto, ha giusto il fiuto del canestro e, sicuramente, più di quei compagni dal cui tanto tuonar... poi non piovve. Il nazionale belga è un’addizione di valore all’attacco biancorosso, dando per scontata la solita forza difensiva della Cimberio: la sua cerbottana può aprire le difese avversarie, liberare Galanda e Dickens da un po’ di zavorra, come lo stesso Childress. E se la concorrenza, da emulazione, è sana, ci sembra lecito attendere una lievitazione di buone iniziative tra gli esterni. Già, oggi, comincia l’altra metà del campionato, decisiva ai fini di una promozione, ormai, dichiaratissima, da parte dei Castiglioni e dalla quale nessuno, poi, potrà tirarsi indietro, magari con barbine giustificazioni. Come non ve ne sono per una Coppa Italia, da organizzare qui, per una questione di onore, ma saltata per mancanza di sforzi passionali. La Cimberio possiede un potenziale all’altezza dell’ambizione, si giocherà due posti preziosi con cinque avversarie, le compete l’onere della prova, sostenuta da una grande piazza. Insomma, non può fallire, a cominciare da gare che le concedono maggior credito come quella di oggi, a Masnago, contro Roseto che non è una squadra di fenomeni ma che pretende attenzione massima per Lloreda, un ex che qui, una volta, e in serie A, ne segnò un sacco e una sporta. La Cimberio, si sa, soffre un po’ i bestioni, come i veri "centri", ma ha di che, tra lunghi ed esterni, per far gioco e risultato.
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