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Per Lauwers a punti un gioco da ragazzi


Lucaweb
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PIGIONATTI

di GIANCARLO

La cassa è aperta, si può riscuotere. Non c’è nemmeno la fila, essendo in pochi ad aver concesso, "illo tempore", tanto credito al tiro di Dimitri Lauwers sulla cui affidabilità da "punti nelle mani" si poteva scommettere anche una casa. Qualcuno s’annoterà questa certezza "sparata" per rinfacciarla alla prima disgraziata giornata di Varese e di Lauwers che, sicuramente, potrà capitare e non una sola volta.

Ma la presenza dell’italobelga, come invocammo nel giorno della perdita di Marco Passera, insostituibile per la sua parte, quindi e soltanto a grandioso pretesto di potenziamento, si qualifica puntualmente all’esordio di Masnago, attraverso una prestazione di per sè lineare, come lo è questo giocatore, ma pesantissima per segnature e una serie di piccole grandi cose che evitano a Lauwers il ghetto, seppur dorato, di tiratore fine a se stesso. In verità non ci era affatto piaciuto il suo trattamento a Veroli, ignorato clamorosamente, un paio di volte, dai compagni, pur solo e soletto dietro l’arco. S’era tentati da sospetti di gelosia perniciosa da parte della vecchia guardia nei confronti del nuovo arrivato ma avevamo preferito supporre un’entrata in punta di piedi di Lauwers nella squadra, quindi poco a poco, piano piano.

Già, ma coach Pillastrini, evidentemente dello stesso avviso, gli ha offerto grande opportunità alla seconda uscita, in casa, contro Roseto, eleggendolo nel quintetto base, a discapito di Boscagin il cui rendimento non è più da scoprire.

E Lauwers, a suon di canestri, senza fronzoli, è sembrato calato nella Cimberio da un pezzo: il che riesce solitamente a elementi così puliti, se non scarni, avendo grande docilità di mano al tiro, tant’è che vederlo, vien da credere abbastanza facile il gioco della pallacanestro per la moltitudine di ragazzi, dal fisico normale, che hanno cominciato dal mini-basket. Evidentemente non è così.

Certo, se i vivai funzionassero, nei loro maestri, dovremmo ritrovarci "vagonate" di Lauwers nostrani in ogni squadra e in ogni stagione ma, si diceva, accade esattamente il contrario. Serie A, B o Ctl: le "piastrelle" sono le stesse e di uguali dimensioni sono i canestri. Se si possiede l’abitudine d’una vocazione vera, e sin da piccoli, segnare non è un esercizio arduo.

I canestri di Lauwers, top-scorer biancorosso, hanno avvalorato il sacrificio della famiglia Castiglioni la quale, accollandosi nuove spese, punta grosso sulla promozione in serie A. Peccato che il giovane presidente, domenica, non era alla partita, costretto a casa da un male di stagione, sennò avrebbe accarezzato con gli occhi quei "punti nelle mani" che ogni squadra, che si rispetti per ambizioni, deve avere. Questo è un argomento che ci sta a cuore, non condivisi da quei giocatori che, non facendo canestro, danno allora un maggior "valore patrimoniale" alla difesa. Ma andiamo avanti con una Cimberio che, più completa, dovrà, d’ora in poi, riappropriarsi della sua autorità fuori casa, laddove le basterà vincere due, tre volte (quindi sempre a Masnago) per abbandonare questo disgraziato campionato.

Abbiamo sentito più volte gli addetti ai lavori affermare che questa LegAdue è molto più tecnica e competitiva delle edizioni passate. Non abbiamo sotto gli occhi quei campionati, ci basta però questo per non farci... spacciare valori che non riusciamo proprio a intravedere in gare nelle quali alcuni "quarti di gioco" assomigliano più a "quartini di vino" ubriacanti per gli uomini in campo nel disperato tentativo di far canestro. Roseto è sembrata una squadretta, come Soresina e altre che l’hanno preceduta a Masnago, merito di una Cimberio più potente, seppur a tratti non al di sopra di una certa mediocrità. Spettacolo da latte alle ginocchia? Fortunatamente no: Varese, come in altre occasioni, salva il suo amato pubblico con qualche pezzo di grande pregio, d’un Dickens che, svegliatosi improvvisamente, s’è reso autore di alcuni schiaccioni volanti. E bravi sono stati i compagni per un’artistica assistenza. Masnago in calore, non c’è che dire, soprattutto per la classifica.

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