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di Giuseppe Sciascia

Non è benevola con la Cimberio l'urna di Bologna: il sorteggio, effettuato ieri mattina, per l’assegnazione della sede per le Final Four di LegAdue ha premiato la Vanoli Soresina che ospiterà al PalaSomenzi di Cremona la kèrmesse di Coppa Italia nella serie cadetta, in programma il 28 febbraio e 1 marzo. Missione incompiuta per la società di via Sanvito che, pure aveva sottoposto agli uffici dell'organismo bolognese la sua offerta economica, come avevano fatto Veroli e Soresina, le altre due società in lizza nel sorteggio di ieri, per portare l'evento a Masnago: la "dea bendata" non ha sorriso agli sforzi del club biancorosso che, in ogni caso, fa buon viso a cattiva notizia.

«L'esito di un’urna non è la fine del mondo, anche se portare l'evento a Varese ci sarebbe piaciuto per diversi motivi - ammette il general manager Cecco Vescovi -. Organizzare un evento prestigioso sarebbe stato un motivo d'orgoglio per la società, tuttavia siamo sereni per aver fatto il possibile per vincere quest'asta, tenendo conto che non c'erano i presupposti per farla nostra alzando il prezzo in prima battuta».

Il sorteggio di Bologna ha così favorito la Vanoli Soresina che, negli ultimissimi giorni, si era dimostrata fortemente interessata ad aggiudicarsi l'evento arrivando a mettere "sul piatto" una copertura finanziaria complessiva stimata attorno ai 40mila euro. Di sicuro la società cremonese - realtà emergente al suo terzo anno di LegAdue - ha accolto la notizia con grande entusiasmo, come conferma il general manager Flavio Portaluppi: «Sappiamo che aver vinto il sorteggio è solo il primo passo, però siamo convinti d’aver presentato un progetto valido. Ora però dovremo tener fede alle aspettative dello sponsor, della società e della LegAdue. Sappiamo che sarà un biglietto da visita importante per club, città e tifosi: ci metteremo al lavoro già da oggi affinché tutti possano essere ospitati nel modo migliore possibile».

Dal punto di vista "pratico" l'assegnazione a Cremona delle Final Four significa che Varese - Veroli sarà la prima partita delle semifinali, lasciando ai padroni di casa della Vanoli il "prime time" del sabato nell'impegno contro Reggio Emilia. Anche senza il peso del fattore campo favorevole, la società biancorossa ribadisce la volontà di puntare alla vittoria del trofeo: «Anche se qualcuno considera quest'evento una "coppetta" ci teniamo a vincerla: si tratta del primo obiettivo stagionale che ci si presenta di fronte, visto che ce lo siamo conquistati sul campo proveremo a dare il massimo. Personalmente sono contento di disputare la Coppa Italia: è un test per la mentalità di una squadra che se vuole vincere il campionato deve scendere in campo puntando sempre al successo, e poi per molti dei nostri giovani giocarsi un trofeo in una Final Four è una novità assoluta che rappresenterà comunque un'esperienza utile».

Non sarà una Coppetta nemmeno per la Cimberio che affronterà in trasferta prove tecniche di promozione. Ieri la squadra di Stefano Pillastrini ha ripreso a lavorare in palestra - tra Campus e PalaWhirlpool - per preparare il "testa-coda" casalingo di domenica contro Pistoia. Ranghi completi per i 10 giocatori a referto sabato scorso a Livorno; ancora lavoro a parte per Marco Passera che prosegue nella lenta opera di "riattivazione" per il problema muscolare al quadricipite femorale.

Sembra però ancora lontano il rientro del play di Casciago che, nell'ipotesi più plausibile, tornerà a disposizione di Pillastrini nel match casalingo dell'8 febbraio contro Scafati. Resta ai box Misan Nikagbatse, fuori rosa per scelta societaria e comunque "inattivo" dovendo seguire un ciclo di terapie per risolvere definitivamente il problema al piede destro che ha "scatenato" la tempesta degli ultimi giorni. Al momento il giocatore è stato messo sul mercato; la sua posizione sarà eventualmente rivalutata, anche alla luce delle condizioni fisiche, alla chiusura della seconda finestra della LegAdue prevista per il 16 febbraio.

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