Lucaweb Posted March 25, 2009 Posted March 25, 2009 di Francesco Caielli VARESE L'Italia dei canestri se l'è girata un po' tutta, ma sotto quella scorza di vagabondo del basket c'è un cuore che batte per Varese: e Tony Cappellari non l'ha mai nascosto. Storico general manager di quella Cagiva che con una squadra splendida si lasciò alle spalle le paludi della serie A2 per volare verso uno scudetto, oggi Cappellari è tra i nomi più gettonati per l'elezione a presidente della LegaDue. Sarebbe il degno coronamento di una vita dedicata alla pallacanestro: noi, ovviamente, facciamo il tifo per lui. «Lo so, e non posso che ringraziarvi: ormai la decisione è questione di giorni, nel caso si festeggia insieme». A che punto è la sua candidatura? A un bivio: da un lato c'è la volontà di scegliere un presidente che sia stato anche presidente di una società al quale poi affiancare un manager, e in questo caso i nomi che si fanno sono quelli del patron di Imola Domenicali, e dell'ex proprietario di Jesi Gallucci. Dall'altro c'è la scelta di continuare sulla strada tracciata dall'ex presidente Renzi e di mettere quindi un dirigente: in questo caso si fa il mio nome, ma anche quelli di Faraoni e di Mario Ghiacci. Parliamo un po' di Varese: qual è stata l'ultima partita che ha visto? Ero a Casale, e prima di quella gara, parlando proprio con voi, fui profetico: dissi che sarebbe stata una partita decisiva. Se Varese avesse vinto, avrebbe messo una seria ipoteca sulla promozione diretta, se invece avesse perso sarebbe stato rimesso tutto in discussione. E infatti Varese ha perso, e ora tutto è in una pericolosa situazione di equilibrio: c'è da preoccuparsi? Sì e no. Perché no? Perché Varese è la squadra più forte della LegaDue e soprattutto è quella con l'allenatore più bravo: ognuno si lasci andare ai gesti scaramantici che preferisce, ma la Cimberio è la favorita per la promozione diretta. Perché sì? Perché ho visto in tv la partita di Livorno, e sono rimasto molto deluso: spero sia stato solo un brutto episodio, ma in Toscana è andata in campo la brutta copia della squadra che aveva dominato la prima parte della stagione. Un aggettivo per definirla? Svogliata, e questa è una cosa inaccettabile e rischiosa. Perché rischiosa? Perché Varese è la più forte, ma le partite deve comunque giocarle e vincerle: per il primo posto finale se la dovrà vedere con Reggio Emilia e Casale, ma se dovesse fallire la promozione diretta, allora sarebbe un problema serio. Perché? I playoff sono una brutta bestia: sono partite ravvicinate e si gioca al meglio delle tre gare: e se per un caso sbagli la prima in casa, rischi di andare fuori e rovinare tutto. Nei playoff Varese se la vedrebbe con squadre come Jesi, Veroli, Soresina: tutti avversari pericolosissimi, con i quali è meglio non scherzare. Scrivetelo bello in grande: evitate i playoff, come la peste. Qual è la strada per evitarli? Varese faccia l'esatto contrario di quello che ha fatto a Livorno. In casa non avrà problemi a vincere, ma in trasferta, specie nel girone di ritorno, è tutta un'altra storia. E in LegaDue una squadra che fuori casa entra in campo svogliata, non vince mai. Come giudica l'innesto di Lauwers? Un tiratore serviva, ma non sarà lui a fare la differenza e a vincere le partite. E chi dovrà vincerle? Tre nomi: Galanda, che è il leader della squadra e dello spogliatoio ed è un giocatore fuori categoria, Childress, che ha in mano le chiavi dell'attacco biancorosso e ha già fatto vedere quello che sa fare, e Cotani. Sul giocatore romano mi devo ricredere: non sono mai stato un suo grande tifoso, ma il ragazzo mi sta sorprendendo e sta facendo un campionato sontuoso. Sono loro che dovranno portare su Varese: Lauwers darà una grande mano, ma non sarà mai un capo, un leader. I suoi motti sono sempre stati due: varesinità e italianità. Come si sono comportati, da questo punto di vista, Cecco e Max? Benissimo, giù il cappello. Hanno costruito un gruppo molto equilibrato, ma soprattutto hanno lavorato benissimo per il futuro di Varese. Spero fortemente che Martinoni possa restare in biancorosso anche nei prossimi anni, mi piace molto Passera, e poi c'è questo Antonelli di cui si parla un gran bene. Lo ha visto giocare? Sabato a Livorno si è fatto trascinare nella mediocrità che ha colpito tutta la squadra, e non è certo colpa sua. Però si vede che il ragazzo c'è: ha talento, ha voglia di giocare e da quanto mi si dice è uno che non si tira indietro quando c'è da lavorare in palestra. Bene: il nostro basket ha bisogno di ragazzi così, facciamo tutti quanti il tifo per lui.
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