Lucaweb Posted March 25, 2009 Posted March 25, 2009 di Francesco Caielli VARESE Ma come si fa a non essere ottimisti? Mesi a parlarsi addosso, giornate intere passate a contagiarsi con l'idea di un basket italiano che sta morendo, e poi arriva questo ragazzino - vent'anni da compiere a maggio - che in una serata indimenticabile tira fuori dal cilindro la partita perfetta, quella che riconcilia con il mondo e prenota un posto nel futuro. Oggi il nome di Niccolò Martinoni è sulla bocca di tutti, in un rincorrersi di occhi sgranati e complimenti, ma per chi dal mese di luglio sostiene che il ragazzone di Varese sarebbe stato la sorpresa del campionato della Cimberio, non c'è nulla di nuovo da dire: era solo questione di tempo, e di attendere con pazienza il momento giusto. Nulla di nuovo da dire, se non provare a rispondere alla domanda che ora batte nella testa di tutti i tifosi varesini: Niccolò resterà biancorosso anche il prossimo anno, oppure la Benetton che detiene il suo cartellino lo rivorrà indietro? Non possiamo che girare la domanda a Cecco Vescovi, l'uomo che ha portato Martinoni a Varese: «Al momento - confessa - non posso dire nulla. Di certo c'è che sarebbe bellissimo, che ci stiamo provando e che ci proveremo con tutte le forze, tenendo ovviamente conto anche di quello che vorrà fare il ragazzo. Ne parleremo al momento giusto, e dipenderà dalla volontà di tante persone, non solo da noi». Quanto è contento Vescovi di quello che Niccolò ha fatto domenica sera? Sono stato io a portarlo a Varese quando un sacco di gente continuava a ripetermi che stavo facendo un'idiozia, che Niccolò non era in grado di stare in campo. Io ci ho creduto fin dall'inizio e ovviamente ora sono il primo a essere contento di come sta giocando. Lui, e tutti i nostri giovani. La squadra ha reagito alla grande dopo una partita brutta come quella di Livorno e di fronte a tante assenze importanti: se lo aspettava? Sì, e mi è piaciuto l'atteggiamento con cui tutti sono entrati in campo, decisamente diverso rispetto a quello visto la settimana prima a Livorno. Cosa è successo in questi sette giorni? Abbiamo parlato. Abbiamo detto alla squadra che le facce dovevano cambiare e insieme doveva cambiare l'approccio alle partite: poi si può vincere o perdere, ma l'atteggiamento d'ora in avanti dovrà essere quello visto con Pistoia. E' davvero bastato fare un discorso così al gruppo per cambiare quei volti? Parlare è stato importante, poi aggiungiamo pure il fatto che domenica eravamo in emergenza, e le difficoltà solitamente ti fanno rendere il triplo. Ha letto le dichiarazioni che ha rilasciato Pillastrini prima della partita di domenica? Le ho lette e non c'è nulla da eccepire: il Pilla ha ragione. Dobbiamo toglierci questa pressione, dimenticarci l'assillo di dover vincere a tutti i costi, evitare gli isterismi. Varese è forte, ma non è così forte da poter ammazzare il campionato divorando gli avversari: ci sono altre squadre che hanno speso molto più di noi e sono attrezzatissime per tentare la promozione, e batterle non è affatto facile. Notizia splendida: domenica si è rivisto il vero Childress... Sapete che per me non è una sorpresa. Nemmeno per noi: lo vedremo sempre così? Questo non lo so. Di certo posso dire che è stato lui a portarci dove siamo adesso, e sia io che Pillastrini concordiamo sul fatto che non possiamo permetterci di rinunciare a uno come lui: per noi è troppo importante, è fondamentale. Sabato scorso a Livorno Randy ha perso il pallone decisivo. Domenica con Pistoia ha trasformato in oro tutto quello che ha toccato: che è successo? Abbiamo parlato con lui, e forse bastava davvero sedersi attorno a un tavolo e confrontarsi con una persona matura e intelligente come Randy. Che vi siete detti? Abbiamo parlato di tutto, abbiamo discusso del momento difficile che la squadra sta attraversando, ci siamo confrontati e abbiamo esposto le rispettive idee. E devo dire che, parlando, ci siamo accorti di essere d'accordo praticamente su tutto: lui aveva bisogno di essere confortato nelle sue convinzioni e nel suo pensiero, e ora si sente molto più tranquillo e sereno. Abbastanza per farci vincere giovedì a Rimini? Una vittoria in trasferta su un campo così difficile sarebbe una gran cosa: però se non dovesse arrivare non faremmo drammi. L'importante sarà non vedere l'atteggiamento di Livorno.
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