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http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=137738

Ispra

Al CCR si studia la casa anti terremoto

Vito Renda, ricercatore del Laboratorio Europeo per le Verifiche Strutturali ELSA, spiega gli studi per mitigare i rischi dei terremoti con l'aiuto dell'ingegneria sismica

C'è chi, a Ispra, sta guardando le foto e le immagini televisive del terribile terremoto in Abruzzo con un occhio diverso: sono gli scienziati del Laboratorio Europeo per le Verifiche Strutturali (ELSA), nato per mitigare i rischi dei terremoti con l'aiuto dell'ingegneria sismica, che stanno lavorando per definire gli standard europei della tecnologia antisismica e aiutano le aziende di costruzione a verificare e migliorare le prestazioni dei loro materiali.

Della situazione in Abruzzo non se ne debbono occupare ancora, però: anche se verrà presto il loro momento. «Noi non veniamo coinvolti nel pronto intervento, a noi toccherà la missione di verifica – spiega Vito Renda, ricercatore all'Elsa – Facciamo le valutazioni a posteriori, di solito con un team internazionale di esperti che fa una valutazione generale dei danni e redige un documento che spiega cosa è meglio fare per ricostruire. Una cosa che abbiamo fatto in Cina, per esempio, in occasione dell'ultimo disastroso terremoto. Comunque, finchè non si fermano le scosse non si può nemmeno capire cosa si potrà recuperare: per questo, della missione se ne riparlerà non prima di qualche settimana»

Il loro compito, infatti, non è quello scientifico dello studio del terremoto in sé, quanto piuttosto quello di lavorare per diminuire i danni che i terremoti provocano: «A parte nelle grandi faglie, quelle dove avvengono i terremoti più disastrosi come la California o il Giappone, non ci sono particolari norme per la costruzione antisismica delle case. Un particolare importante, perchè il fatto che i terremoti facciano danni non è scontato, dipende ovviamente dove colpiscono».

La situazione odierna, dunque, è quella che si vede: se c'è un terremoto intenso in una città ci sono case crollate, distruzione e morte. E in futuro? «Per il futuro sono ottimista: le tecnologie ormai in Italia esistono, le norme stanno arrivando. E soprattutto le grandi opere saranno e dovranno essere sempre più antisismiche, utilizzando quelle tecnologie avanzate che permettono di mantenere in piedi e operative le strutture anche sotto grandi scosse. Penso innanzitutto gli ospedali, che devono restare operativi anche durante il terremoto. E penso anche a rimesse e spazi coperti dove sono ricoverati i mezzi di soccorso. Comunque va detto che la situazione è comune a tutta Europa, l'Italia non è “indietro” rispetto ad altri paesi. Gli unici già attrezzati, come dicevo, sono americani e giapponesi».

Per questo il gruppo di ricercatori di ELSA sta fornendo fornisce sostegno scientifico e tecnico per lo sviluppo degli "Eurocodes", gli standard europei di progettazione che coprono tutte le tipologie di carico e tutti i tipi di materiale da costruzione e strutture: «La normativa europea è già ad uno stato molto avanzato: noi ci stiamo proprio occupando delle verifiche strutturali delle prescrizioni tecniche. Si chiamerà Eurocodice 8 e si occuperà proprio della normativa antisismica. Sarà un insieme di norme risolutivo per tutta la Ue, e io penso possa essere operativo nei vari paesi UE nei prossimi quattro o cinque anni».

Questo, ovviamente, servirà per le nuove costruzioni. Ma cosa si può fare per tutto il patrimonio artistico italiano? Cosa succede alle città storiche? «Il caso dell'Aquila è emblematico: perchè ha strutture anche molto antiche, il che significa, tra l'altro, non costruite in maniera antisismica. Anche se non si può dire lo stesso per i monumenti storici, i quali resistono a volte molto di più delle materie moderne perchè sono massicci e dissipano utilmente energia quando vibrano. Per salvare e conservare i monumenti ci sono già molti congegni che funzionano bene, usano tecnologie non invasive, e sono eventualmente rimovibili nel caso il dispositivo non fosse utile. Ne abbiamo studiate e provate alcuni molto interessanti, costruite con materiali cosiddetti “a memoria di forma” che dissipano energia in caso di terremoto, e che ora sono usati nella chiesa di San Francesco ad Assisi, collocato perchè non cada di nuovo il timpano in caso di ulteriore di terremoto».

8/04/2009

Stefania Radmanstefania.radman@varesenews.it

http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=137732

Gorla Minore

Arriva l'asilo ecologico che si paga da solo

L'opera pubblica prevista dall'amministrazione sarà costruita seguendo i dettami della bio-edilizia dai materiali ai pannelli solari e al riscaldamento a pompa di calore, Nell'arco di 15 anni spesa ripagata

Un asilo che si paga da solo e che rispetta l'ambiente. Il progetto della scuola materna e asilo nido di Gorla Minore giunge alla sua concretizzazione, considerando che l'inizio dei lavori recentemente aggiudicati, è previsto in tempi brevissimi con un costo totale di 2,4 milioni di euro, completamente finanziati dal Comune stesso grazie ad alcune operazioni immobiliare ad hoc per reperire le risorse senza mutui. L'edificio sorgerà sull'area compresa tra le vie Giacchetti, Terzaghi e Aliprandi, acquisita in precedenza dall'Amministrazione Comunale con il Piano integrato convenzionato coi precedenti proprietari dell'area. L'Amministrazione Comunale aveva infatti promosso l'attuazione di questo programma integrato di intervento con l'obiettivo principale di realizzare la scuola materna e l'asilo nido e le opere di urbanizzazione ad essa correlate (nuova strada interna, parcheggi, marciapiedi e piste ciclabili, recinzione), rispondendo ai requisiti di adeguatezza dimensionale della struttura scolastica rispetto alla previsione di crescita demografica, di facile visibilità e accessibilità rispetto a tutto il territorio comunale, e di limitato impatto ambientale con l'utilizzo di materiali rinnovabili e tecnologie basso emissive e a ridotto consumo energetico, secondo i principi generali della bio-architettura. Il progetto è dell'architetto Carlo Maria Gatti, capo del settore urbanistico del comune della Valle Olona.

L'edificio progettato prevede un orientamento est-ovest al fine di sfruttare l'irradiamento solare durante i mesi invernali; avrà ingresso principale prospettante la via Rotondi e sarà delimitato da un'area verde di oltre 6000 mq che sarà opportunamente piantumata e resa disponibile per le attività ludiche dei bambini. Dal punto di vista tecnologico si prevede l' utilizzo di una struttura intelaiata in legno prefabbricata in grado di unificare l'effetto di apparente leggerezza con una più solida resistenza strutturale, con tamponature che fungono da controventi in gesso fibra e OSB. Le pareti saranno isolate con fiocchi di cellulosa assicurando un alto livello di comfort termico e acustico.

La copertura piana, realizzata anch'essa in legno, avrà camera di ventilazione che consente un miglior isolamento dell'edificio. L'intera struttura poggerà su un vespaio areato gettato in opera: è stato a tal proposito studiato un sistema di sfruttamento della brezza estiva che utilizza i giardini interni dei "cavedi" al fine di espellere l'aria calda mitigando la temperatura interna. Dunque un edificio ben isolato termicamente con grandi aperture a sud con lo scopo di utilizzare il calore invernale, e limitate aperture a nord per diminuire le dispersioni.

A tutto ciò si aggiunge l'installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, di pannelli per la produzione di acqua calda, l'utilizzo di impianti ad alto rendimento e di un sistema di pannelli radianti a pavimento alimentati da pompa di calore che utilizza l'acqua prelevata dalla falda attraverso una sonda geotermica. Inoltre è previsto lo sfruttamento delle acque in eccesso della sonda (acqua non potabile) per i servizi igienici, e il recupero delle acque piovane per l'irrigazione del giardino. Gli spazi interni. La superficie complessiva della scuola materna di 1920 mq si distribuisce in 9 sezioni di 56 mq, ognuna delle quali potrà ospitare 25 bambini. Le aule disposte con orientamento sud-est avranno un ampio affaccio vetrato schermato da una pensilina esterna che crea un percorso ombreggiato da est ad ovest. In fase progettuale, particolare attenzione è stata posta al posizionamento dei locali in riferimento alla loro fruizione: un esempio sono gli spazi per la mensa, per la direzione e per le insegnanti e altri accessori con utilizzo non permanente, che sono stati distribuiti a nord, allo scopo di costituire un filtro termico per le aule.

Ogni sezione della scuola materna prevede uno spazio per le attività a tavolino ed uno per le attività speciali, eventualmente divisibili con pareti mobili. Inoltre sono state progettate aule per attività di laboratorio (pittura, modellazione, etc.) che necessitano di materiali o superfici particolari, con annessi servizi accessori. Tutte le finiture interne (intonaci, vernici, pavimenti, etc.) saranno costituiti da materiali prevalentemente naturali o riciclabili, secondo i principi più generali dell'architettura bioecologica. Inoltre sono stati previsti ampi spazi gioco polivalenti, aule per insegnanti, uffici, direzione e zone per il personale addetto alla mensa (la cucina è concepita come locale di preparazione e porzionatura dei cibi ). "Cavedi verdi" collocati all'interno dell'edificio, proietteranno luce e aria nei locali che si distribuiscono sul loro perimetro.

L'asilo nido, con ingresso da Via Terzaghi, ha una superficie di 380 mq ed costituito da un'aula unica di 125 mq, orientata a sud ovest, prospettante su un giardino d'inverno che funziona come captatore misto delle radiazioni solari, mitigando il microclima interno nel periodo invernale. A nord e a ovest sono poi collocati i servizi, gli spazi per la direzione, per le insegnanti, ed un piccolo spazio per riscaldare i cibi, mentre la cucina è in uso comune con la scuola materna. Il progetto è totalmente rispondente ai requisiti della bio-edilizia e i costi di realizzazione verranno ammortizzati in un arco temporale tra i 10 e i 15 anni. Insomma, un'opera pubblica a emissioni 0 e a costo 0 che, anzi, dopo il periodo di ammortamento, farà guadagnare soldi all'amministrazione grazie al surplus di produzione energetica che verrà venduta e immessa nella rete nazionale.

8/04/2009

redazione@varesenews.it

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Ma sei fuori Ginfe ??

In Italia non si fa ricerca alcuna e progresso e modernità non esistono a causa dell' oscurantismo del Papa-nazi........ ;)

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Ma sei fuori Ginfe ??

In Italia non si fa ricerca alcuna e progresso e modernità non esistono a causa dell' oscurantismo del Papa-nazi........ :angry:

Per fortuna l'unica cosa che il papa può fare contro la ricerca è sparare qualcuna delle sue fesserie... Ringrazia questo...

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