Lucaweb Posted October 14, 2009 Posted October 14, 2009 di Giuseppe Sciascia Sorriso fresco ed aperto e tanta disponibilità nonostante il peso di un viaggio lunghissimo in due tappe (sette ore e mezzo - escluso il fuso orario - dalla nativa Guadalupa a Parigi, poi altri 90 minuti di volo dalla capitale transalpina a Malpensa) e la stanchezza del primo allenamento con la maglia di Varese. Michel Morandais si racconta "a ruota libera" dopo aver fatto conoscenza con le retine di Masnago scuotendole con qualche tripla dagli angoli che rappresenta il marchio di fabbrica del suo bagaglio offensivo: l'ultimo arrivato in casa biancorossa propone un intrigante "melting pot" linguistico tra francese, inglese (scuola tecnica americana tra l'High School nella Pennsylvania e l'università del Colorado) e qualche parola d'italiano rimasta "in dote" per le tre precedenti stagioni tra Cantù e Napoli. «Sono stanco per il viaggio ma le condizioni di forma sono buone», afferma l'atleta del 1979, che spiega così le motivazioni della sua decisione di accasarsi a Varese: «Ho accettato la proposta della Cimberio perchè mi ha offerto l'opportunità di tornare a giocare nel campionato italiano, sicuramente quello che preferisco tra le varie esperienze che ho vissuto da professionista. So che la società ha una tradizione lunga e radicata e la squadra attuale è competitiva: qualche altra squadra di serie A aveva fatto dei sondaggi, ma Varese mi ha cercato con insistenza e allora ho accettato con entusiasmo questa chance che si sposava perfettamente con la mia volontà». Ricco di "vibrazioni positive" l'impatto di Morandais con la nuova realtà varesina, in attesa di inserirsi nei meccanismi di una squadra nella quale comunque ritroverà tanti avversari delle sue precedenti "incarnazioni" italiane: «Mi sono trovato subito a mio agio in questa nuova avventura a Varese: lo staff tecnico e i compagni mi hanno accolto benissimo, e in generale ho trovato una bella atmosfera. Il valore della squadra? Presto per dare un'opinione dopo un solo allenamento, però conosco molti di loro per averci giocato contro nelle mie precedenti esperienze di serie A e so che nel gruppo ci sono diversi elementi di talento». Nel presentare le proprie caratteristiche principali l'ala francese predilige l'aspetto caratteriale a quello strettamente tecnico, auspicando che la voglia di mettersi in luce della matricola Cimberio possa "sposarsi" al meglio con il suo desiderio di rivalsa dopo due annate "in chiaroscuro": «Personalmente mi considero un vincente e la cosa che preferisco è mettermi al servizio dei compagni facendo tutto quanto serve per ottenere un risultato di squadra. Non ho ancora un'idea chiara di quali saranno gli obiettivi cui potremo ambire, ma di certo lotterò per arrivare più in alto possibile: poi se dovremo accontentarci della salvezza oppure se potremo dire la nostra in chiave playoff sarà il campo a dirlo, ma da parte mia cercherò di portare Varese il più in alto possibile». Dopo la Coppa Italia vinta nel 2005/2006 a Napoli e tre stagioni consecutive di Eurolega a Napoli, Barcellona e Nancy Morandais non considera comunque un "declassamento" partire con ambizioni meno elevate rispetto a quelle delle sue tappe precedenti, e non si spaventa di fronte alle responsabilità da titolare con tanti palloni da giocare che la Cimberio vorrà affidargli: «Quelli della Cimberio sono obiettivi differenti ma non necessariamente meno importanti rispetto a chi lotta al vertice. La cosa fondamentale è prefiggersi un traguardo e lottare tutti insieme per ottenerlo; sotto questo profilo prometto di dare il massimo e poco importa il fatto che quest'anno non giocherò in Eurolega. A Varese ci sono grandi aspettative nei miei confronti? In fondo è normale in qualsiasi posto ed a qualsiasi livello, ma sono abituato a competere per vincere e farò del mio meglio per ripagare società e ambiente della fiducia che hanno avuto nei miei confronti».
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