Lucaweb Posted October 15, 2009 Posted October 15, 2009 di Giuseppe Sciascia Niccolò Martinoni si prepara con la serietà di un giovane con la testa di un veterano in vista dell’avventura in serie A perchè la Cimberio auspica di ritrovarlo tra le scommesse vinte a fine stagione. Per il momento l’ala varesina respira a pieni polmoni la positività di uno spogliatoio ancora galvanizzato dall’effetto-promozione: «Le sensazioni sono buone, il clima è lo stesso dello scorso anno e i nuovi stanno prendendo in fretta le misure con il gruppo. D’altra parte si tratta di elementi più che conosciuti, cui non serve una presentazione particolare; gli allenamenti sono tosti e il livello dell’organico è un po’ più alto rispetto alla stagione passata. Aspetto con curiosità di prendere le misure della nuova categoria, sicuramente ci sarà da sudare come era logico che fosse facendo un passo avanti». Martinoni ribadisce l’importanza della continuità di lavoro rispetto al passato, riponendo molta fiducia nell’innesto dell’ultimo arrivato Morandais per provare a compiere un salto di qualità dal punto di vista qualitativo: «Tendenzialmente i giochi d’attacco sono gli stessi dello scorso anno, pur con qualche adattamento: in pratica la base di lavoro è analoga a quella della stagione passata, va solo affinata l’intesa con i nuovi, anche se Slay e Thomas conoscevano già il sistema del coach. Fondamentale è creare in fretta la giusta chimica ma sotto questo aspetto i 7 confermati rappresentano una base di partenza importante garantendoci un vantaggio a inizio stagione rispetto a chi ha cambiato molto. Obiettivo stagionale? L’idea resta quello di salvarsi il più in fretta possibile, anche se l’arrivo di Morandais può essere una bella spinta per far bene». L’ingaggio dell’ala francese fa slittare l’atleta varesino nel reparto lunghi: in attesa di tastare con mano l’impatto con la serie A (primo assaggio domani e domenica nel Memorial Martini di Castelfiorentino), Martinoni mantiene comunque la stessa disponibilità al lavoro che fu la chiave per la sua rapida maturazione della stagione passata. «In cuor mio sapevo già che cosa mi aspettava e, d’altra parte, avevo fatto le prove generali agli Europei Under 20 giocando spesso da pivot. Come si tiene botta sotto canestro contro avversari più grossi? Dovrò usare più che altro la testa e provare a far valere le mie caratteristiche tecniche, di sicuro cercherò di conquistarmi minuti. La ricetta è sempre la stessa: dare sempre il massimo in allenamento e lavorare duro, poi la fiducia di Pillastrini aiuta tanto. Dovrò abituarmi rapidamente al clima della A: il precampionato conta poco, il vero impatto con la nuova categoria l’avrò dall’11 ottobre. E’ chiaro che ci sarà da lottare e magari stenterò all’inizio ma il mio obiettivo è ritagliarmi uno spazio, auspicando di crescere durante la stagione come accaduto in LegAdue». L’atleta varesino sottolinea comunque la validità del taglio giovanilistico del nuovo progetto impostato dalla società biancorossa, legato a filo doppio alla presenza di un allenatore perfetto per far crescere i giovani come Pillastrini: «In città si respira un clima positivo attorno alla squadra e in questo il nuovo progetto ha aiutato molto. Un prospetto come Mian è un acquisto molto importante e lo stesso provino di Zahariev significa che Varese è considerata come un luogo di crescita per i giovani. D’altronde, la società ha avuto la forza di dare spazio a un gruppo di ragazzi locali ed è stata ripagata della sua scelta; la presenza di Pillastrini è fondamentale, perché lavorare sui giovani paga sempre, poi ci vuole chi ha il coraggio di lanciarli con i giusti modi e i giusti tempi e in tal senso credo che non ci sia di meglio del nostro allenatore».
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