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di Francesco Caielli

VARESE Se doveste incontrare per strada Tony Cappellari, e lui parlando di basket dovesse raccontarvi di non essere più un uomo che conta della pallacanestro, voi non credetegli. È vero: dopo aver sfiorato lo scorso anno la poltrona di presidente della LegaDue (gli fu preferito Bonamico) le sue apparizioni nei salotti della palla a spicchi si sono ridotte. Ma basta ascoltarlo per qualche minuto per capire che lui, questo mondo, non l'ha mai abbandonato. «Ho seguito tutte le partite di Varese: quella contro Milano, che considero un po' il mio derby, e quella di Teramo».

Ecco: che idea si è fatto?

Poche storie: quest'anno sarà dura e credo che queste prime due partite abbiano detto tantissimo su quello che sarà il prossimo campionato.

Ovvero?

Sarà una stagione equilibratissima: Siena vincerà lo scudetto, Roma, Milano, Treviso e Bologna proveranno a starle dietro. Ma le altre squadre si equivalgono: tutte possono ambire ai playoff, ma tutte possono scivolare nelle zone calde.

Come giustificare quel meno ventisei in Abruzzo?

Vincere fuori casa sarà difficilissimo, ma saranno proprio i colpacci in trasferta a fare la differenza su quanto dicevo prima: quel sottile confine tra playoff e LegaDue.

Già, ma ventisei punti...

Teramo è forte. E Varese è una squadra che - se lo mettano in testa i suoi tifosi - alternerà grandi prestazioni a partite come quelle di sabato. Piuttosto si pensi alla sfida di domenica con Biella perché, ricollegandomi al discorso di prima, vincere in casa diventa fondamentale.

La Cimberio si salverà?

Il cuore, lo sapete, dice di sì. Ma io credo che per la salvezza di Varese dovrebbe fare il tifo tutto il basket italiano.

E perché mai?

Perché lo scorso anno tutti si sono accorti quanto sia strano un campionato di serie A senza Varese. E poi perché ci sono società come Varese, e società come Cantù.

Questa ce la spiega.

Sapete che Cantù ha iniziato la partita di domenica con un fallo tecnico? Lo ha fischiato Facchini, che sarà pure un pignolo ma in quel caso ha fatto benissimo: Cantù aveva in panchina un giocatore che era a referto anche come assistente allenatore. Ovvero per risparmiare su un tesseramento e per schierare un italiano a referto, hanno messo lì il vice vestito con la tuta.

Questa è bella...

Questa la dice lunga sulla situazione del basket italiano: una società come Cantù che per anni ha fatto scuola nella gestione dei settori giovanili, che arriva a fare una cosa del genere. Tristezza, tanta. Per fortuna che a Varese le cose vanno diversamente.

E come vanno?

Da voi c'è un signore che risponde al nome di Stefano Pillastrini: lui gioca contro Milano e non ha paura di far giocare i vari Passera, Gergati, Antonelli. Gli altri parlano di giovani da lanciare, lui li lancia per davvero. E non è mica finita qui.

Continui.

Vescovi e Ferraiuolo sono due splendide notizie per la pallacanestro italiana: avremo bisogno di gente così, gente capace di lavorare bene e in silenzio. E poi sapete che il mio cuore batte per Varese, la vera ?basket city? italiana, altro che Bologna.

Eppure il PalaWhirlpool è un impianto fatiscente e pieno di problemi: come può esserci una ?basket city? con un palazzetto così?

Questo è vero: però preferisco un palazzetto bruttino ma pieno che un impianto grande e bellissimo ma semivuoto. A Varese vive la passione, e a dimostrarlo ancora una volta sono i numeri della campagna abbonamenti.

Quasi tremila tessere: mica poche, vero?

Non vorrei sbagliarmi, ma credo che Varese sia la terza società di A1 per numero di abbonati. Abbonati veri, senza omaggi a gonfiare i numeri: nello tsunami economico che stiamo vivendo, tremila tessere sono tantissime.

Torniamo all'attualità. Cosa riferiscono i suoi spifferi circa la possibile squalifica di Slay per un vecchio caso di doping (domani la decisione a Losanna)?

Che bisogna incrociare le dita: i precedenti e le sensazioni fanno pensare a una assoluzione, ma Varese deve prendere in considerazione anche l'ipotesi peggiore.

Sarebbe?

Se Slay venisse fermato per un paio di mesi, sarebbe davvero un problema: sarebbe meglio una squalifica di un anno, così lo si potrebbe sostituire definitivamente senza andare a caccia di un gettonaro.

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