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Slay alla sbarra, Tusek si scalda


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di Giuseppe Sciascia

Dentro o fuori, senza alternative: è il giorno del verdetto per Ronald Slay, l’ala biancorossa che in mattinata spiegherà le sue ragioni davanti al Tas di Losanna per confutare le accuse della Wada sull’ormai noto caso-antidoping. Lo statunitense ha raggiunto ieri la città svizzera assieme al g.m. biancorosso Cecco Vescovi e al suo rappresentante italiano Virginio Bernardi, ovviamente interessati alla vicenda che risale al novembre 2008 a Teramo, quando l’atleta del 1981 vestiva la maglia di Caserta.

Oltre alla testimonianza di Slay e del suo ex compagno Guillermo Diaz, verranno ascoltati anche Fabrizio Frates (lo scorso anno coach della Pepsi), un dirigente e un medico della società campana. Al tribunale elvetico spetterà stabilire se la sanzione già irrogata dal Coni (un mese di squalifica scontato tra maggio e giugno) è sufficiente per punire la “mancata collaborazione” dei due atleti che dopo una quindicina di minuti di attesa si allontanarono dallo stanzino antidoping a causa del freddo, sbrigando le pratiche solo dopo la doccia. Un comportamento che la Wada vorrebbe sanzionare con uno stop più pesante rispetto a quello deliberato dalla giustizia sportiva italiana, sebbene sembri evidente che quella di Slay e Diaz sia stata una leggerezza (indotta anche dalla “barriera linguistica” tra i due americani e gli addetti) e non certo un comportamento “doloso”.

A far ben sperare c’è il precedente del calciatore Cherubin della Reggina (episodio risalente al novembre 2007) che per una infrazione analoga fu condannato dal Coni a un mese di stop con la successiva conferma del verdetto da parte del Tas in seguito al ricorso della Wada. Di sicuro un pizzico di preoccupazione serpeggia in casa biancorossa, sebbene la situazione fosse ben nota sin dal momento della firma del contratto, tanto che Varese si tutelò a luglio stipulando un accordo che in caso di squalifica superiore al mese può prevedere la rescissione senza costi aggiuntivi. Chiaro che dopo un precampionato di alto livello e la stellare prestazione nel derby contro Milano, la Cimberio non ha alcuna intenzione di separarsi da Slay. Ma nell’ipotesi di una squalifica la società di via Sanvito ha voluto coprirsi le spalle raggiungendo già un accordo di massima con Marko Tusek, 34enne ala-pivot slovena che ha alle spalle 10 stagioni in Italia (lo scorso anno ad Avellino 8,6 punti e 4 rimbalzi di media col 48% da 2 e il 42% da 3).

L’auspicio dell’ambiente biancorosso è che oggi si chiuda la vicenda con la piena assoluzione di Slay: ma se nella tarda mattinata da Losanna dovessero arrivare brutte notizie, la macchina della società si metterà in moto per far partire immediatamente la pratica-Tusek affinchè l’atleta del 1975 (già allenato a Pesaro da Pillastrini dal 2000 al 2002) possa essere tesserato entro le 11 di domani per scendere in campo domenica contro Biella. L’ex giocatore di Rimini e Roma siglerebbe un accordo a gettone (di uno o due mesi, a seconda della durata della squalifica) che potrebbe consentire alla Cimberio di non rinunciare a Slay qualora lo stop fosse limitato, oppure di agire senza fretta sul mercato extracomunitario nell’ipotesi di mano pesante del Tas.

«Ovviamente speriamo di non avere bisogno di fare ricorso al mercato, soprattutto alla luce del rendimento di questi primi due mesi di Ron che ha già dimostrato di essere un cardine della squadra . spiega il dirigente biancorosso Max Ferraiuolo -. Vista la delicatezza della situazione, abbiamo però ritenuto giusto tutelarci: domenica ci aspetta una partita casalinga importantissima contro Biella, la prima del ciclo di tre sfide interne nelle prossime quattro partite. Tutte gare nelle quali fare punti è comunque possibile: affrontarle con il reparto lunghi menomato sarebbe un rischio troppo grande».

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