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Vele biancorosse da gonfiare


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di GIANCARLO PIGIONATTI

Immaginazioni e racconti, quando meno uno se l'aspetta, lasciano il posto alla realtà. Marko Tusek, domani, si calerà nella magica atmosfera di Masnago da nuovo beniamino, come lo furono i suoi connazionali Gorenc e Hafnar, e non da avversario da temere e fischiare. L'omone sloveno, tiratissimo, almeno così lo descrive chi forse s'aspettava un ciccione, fuori gioco da mesi, lassù in collina, al Palace Hotel, rimirando Alpi e Prealpi, pensa con palpitazione al suo debutto nelle file di Varese. Battuta a volte da rivale ma apprezzata segretamente per quel pubblico che, d'ora in poi, lo sosterrà con calore.

Già, perché a parte i due mesi di contratto, Marko rischia, si fa per dire, di allungare il suo soggiorno che, a Varese, dipenderà molto dal destino di Slay il quale, oltre a non passarsela bene, "marcato a pressing" da due ernie che gli bloccano la schiena, è in attesa di giudizio per la nota questione di procedura durante un vecchio controllo antidoping.

Slay da operare? Nel frattempo si cerca di curarlo e di capirne di più in fatto di recupero, anche attraverso il parere di luminari, mentre settimana prossima potrebbero esprimersi i giudici di Losanna, allora si saprà se la "vedette" americana della Cimberio sarà giunta, sfortunatamente, al capolinea biancorosso o se soltanto dovrà stare un po' in sala di attesa.

Pillastrini, prima di mollarlo, vorrà pensarci non una ma mille volte, sempre che non abbia in mano un certificato di "invalidità" per i mesi che restano a chiusura della stagione. Conveniamo con il tecnico, non potendo rinunciare a un giocatore di un tasso tecnico e atletico simile, anche a costo di battere Giobbe in pazienza per il suo recupero. Se invece l'americanone non potrà fare a meno di un'operazione, la Pall. Varese - premunitasi contrattualmente per l'altra questione, in caso d'una squalifica lunga - non ci rimetterebbe il becco d'un quattrino, avendo così un gruzzolo per muoversi di nuovo sul mercato. Resta da chiedersi se non si fosse potuto sottoporlo prima all'esame di giorni fa che, nei fatti, ha consentito un accertamento più preciso, quindi suggerito l'ingaggio di un sostituto il cui nome era già nell'agenda di Vescovi, tant'è che, una quindicina di giorni fa, fu fatto su queste colonne. Dire che Varese, con lo sloveno (nella foto) in campo, non avrebbe regalato due punti a Biella ci sembra forse troppo semplicistico, mancando una controprova, al di là dello scintillìo di Martinoni e dell'applicazione pregevole di Antonelli, tuttavia qualche "se" è pur ammesso nelle conversazioni tipiche d'un Bar Sport.

Dunque, il futuro di Varese potrebbe cambiare nel suo organico ma , ora come ora, si deve badare allo spigoloso match di domani contro un'arrembante Avellino, pure forte d'un primato in classifica, ottenuto non certo per grazia ricevuta.

Lasciare i "lupi" d'Irpinia senza preda significherebbe per la Cimberio puntellare la sua classifica sin qui incoraggiante e alzare un muro con filo spinato tra sé e le squadre che le stanno dietro.

Gonfiando le vele dell'ottimismo, se vittoria sarà nelle due sfide consecutive di Masnago (l'altra vedrà la Virtus Bologna di scena qui) si potrà fors'anche convenire che, senza cataclismi, Varese sarebbe già salva, potendo concentrarsi sulla sua crescita di squadra e di gerarchia (di campionato), con una sicurezza che, nel cantiere biancorosso, peserebbe come cemento armato.

Domani sarà sfida durissima, inutile nasconderselo, anche se non c'è bisogno di ricordarlo a Pillastrini e ai suoi uomini i quali hanno grande cognizione della realtà, sennò non avrebbero bruciato il blocchi di partenza contro Montegranaro per staccarla e vincere a mani basse.

Avellino ha un po' di tutto: individualità egregie, punti distribuiti, centimetri e chili nonché tanta corsa, cadenzata da Brown, sin qui peste sfrenata e leader sicuro. A Childress, Passera e Gergati, in versione Abs, la Cimberio si affiderà per frenare l'azione-guida del regista avversario e controllare il resto della compagnia.

Se l'inizio di campionato, per molte squadre, sta a metà strada tra paradiso e inferno, potrebbe ora non esserlo per Varese la quale si gioca una possibilità virtuosa.

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