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di Francesco Caielli

VARESE C'è chi lo vede come un sogno,

chi come un'occasione da non

farsi scappare, chi come un'utopia irrealizzabile.

Di certo ora è qualcosa

di concreto: lo studio del Politecnico

di Milano, commissionato mesi fa

dall'amministrazione comunale per

verificare la possibilità di costruire

un nuovo impianto al posto del vetusto

Franco Ossola, la casa del Varese.

IL Politecnico ha parlato, si è preso

del tempo per valutare ogni variabile

e alla fine ha espresso il suo parere:

a Masnago c'è lo spazio per costruire

uno stadio ma anche - e questa

è la novità - un

nuovo palazzetto.

Due case nuove per

calcio e basket, gli

sport principi di

questa città, che da

tempo lamentano l'inadeguatezza

degli

impianti di cui dispongono,

vecchi e

fatiscenti. Ci vuole

davvero poco per

scatenare la fantasia

dei tifosi che già si

immaginano la loro

Varese come una

città nuova e diversa,

votata allo sport

e forte di due squadre

capaci di portare

il suo nome in giro

per il mondo. Calcio

e basket che, da

oggi, hanno il dovere

di camminare insieme

e insieme

combattere per andarsi

a prendere

quello che vogliono.

ROSATI: «ORA RISPONDETE»

Il patron del Varese Antonio Rosati

gongola: lui ha aspettato per mesi il

rapporto del Politecnico, in silenzio

e fiducioso, e ora la sua pazienza è

stata premiata dalla risposta che voleva.

«Non posso che essere felice -

ha detto - felice del fatto che l'università

abbia finalmente partorito questo

studio e sia uscito con la migliore

delle soluzioni». Se l'aspettava?

«Mesi fa quelli del Politecnico mi

chiesero un parere, e io fui felice di

dire la mia: ovvero che un progetto

del genere è fattibile solo a Masnago,

e non in riva al lago dove sarebbe impossibile

scavare per fare fondamenta

e parcheggi o fuori città dove si costruirebbe

una cattedrale nel deserto.

Felice che mi abbiano ascoltato».

La novità, grossa, è un'altra: non si

parla solo di stadio, ma anche di palazzetto.

«Grande notizia, perché in

due sport più importanti di Varese

devono operare in perfetta sintonia.

Del resto hanno almeno una cosa in

comune: due impianti da rifare». E

ora? «Stanno per verificarsi tutte le

condizioni perché un progetto del genere

prenda il volo: c'è uno studio di

fattibilità che ha dato parere positivo,

e c'è un governo che sta per emanare

delle leggi volte a incentivare la

costruzione di impianti di proprietà

delle società». Che cosa manca? «Praticamente

nulla: che altro bisogna

aspettare, che arrivi Babbo Natale a

costruire lo stadio? Ora attendo una

telefonata da chi dovrà decidere, perché

finora mi avete chiamato solo voi,

e qualche risposta concreta».

CASTIGLIONI «AVANTI INSIEME»

Claudio Castiglioni, presidente della

Pallacanestro Varese, non la pensa

tanto diversamente: «Sarebbe davvero

bello, e sarebbe ora: così non si

può andare avanti, con un palazzetto

che non sta più in piedi e ad ogni

temporale si allaga». Già: ora c'è la

possibilità concreta di fare qualcosa.

«Vedremo: per quanto mi riguarda

non ho visto lo studio del Politecnico

e mi pare che anche il sindaco

debba ancora farsi un'idea chiare. Di

certo posso dire che da parte nostra

c'è la completa volontà di andare

avanti e di andare fino in fondo a

fianco degli amici del Varese 1910:

noi mettiamo i quattromila tifosi che

ogni domenica vengono al palazzetto

».

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