Lucaweb Posted January 14, 2010 Posted January 14, 2010 di Francesco Caielli VARESE Non capita mica tanto spesso di essere contenti per una sconfitta. E infatti quel clima di ventilata euforia che si respirava dopo la partita di Siena - una di quelle sfide perse in partenza, che invece Varese ha giocato fino all'ultimo secondo - se n'è andata via nello spazio di una notte. No, non è per nulla "varesino" fregarsi le mani dopo aver lasciato per strada due punti, e di fronte potevano esserci pure i Boston Celtics: perché un gruppo che si rispetti deve sempre scendere in campo per vincere. E allora via con i rimpianti e il fegato amaro, un po' come accadde in quella serata speciale del 1999.1 Roosters con lo scudetto sulle maglie ma pieni di difficoltà in campionato affrontarono a Milano i campioni Nba dei San Antonio Spurs: un'amichevole di lusso, una tradizione che fino a qualche anno fa vedeva i fenomeni americani andare ad affrontare i vincitori degli ultimi campionati disputati in Europa. I galletti guidati da Cedro Galli stupirono il mondo intero, guidando la partita fino a due minuti dalla fine e uscendo dal Forum sotto gli applausi di ottomila spettatori arrivati per vedere gli Spurs ma ritrovatisi a fare il tifo per Varese. Alla fine della partita Pozzecco in diretta tv spiazzò tutti quando dichiarò: «Sono incazzato, perché avremmo potuto vincere». A Siena è capitata un po' la stessa cosa? Secondo Cecco Vescovi, sì. «C'è tanta amarezza e un po' di amaro in bocca - dice il gm biancorosso - perché siamo arrivati davvero a un passo. Se non fosse arrivata la prima delle due bombe di Stonerook sono convinto che ce la saremmo giocata punto a punto fino alla fine: purtroppo è andata così». Davvero non ce la fa a essere un po' soddisfatto? Abbiamo perso, e in classifica ci sono gli stessi punti che avevamo domenica mattina. Certo, sono contento per come abbiamo giocato e per lo spirito che abbiamo messo in campo, però siamo qui a parlare di una sconfitta. Piuttosto, pensiamo alla partita di Napoli: quella sì che è importante. Martoriata dagli infortuni e rivoluzionata, questa squadra è riuscita a trovare subito il suo equilibrio. Stupito? No. Abbiamo un gruppo su cui lavorare composto da giocatori che sono disposti lavorare: questa è la premespiù importante, senza la ale non si va da nessuna parte. Parla anche dei due ultimi arrivati? Tusek sta dimostrando quello che vale, giorno dopo giorno: ci ha messo un attimo a entrare nei meccanismi di un basket che conosce già alla perfezione. Per Reynolds ci vorrà un po' di tempo in più. Perché? E' in una realtà nuova, e si trova a giocare a fianco di uno come Childress. Deve dividersi con lui la leadership e le responsabilità, e insieme a Randy deve gestire la squadra. Non è l'unica punta. Torniamo a Tusek. Possiamo ufficializzare il prolungamento del suo contratto fino al termine della stagione? No. Siamo contentissimi di quello che il ragazzo sta facendo, ma aspettiamo la fine del mese prima di prendere qualsiasi tipo di decisione. Tra le altre cose stiamo aspettando la decisione del Tas sul caso Slay: il giorno limite del 10 dicembre ormai è alle porte, e mi auguro che nelle prossime ore sapremo qualcosa. Diceva della sfida di domenica a Napoli. Che partita si aspetta? Sarà difficile perché avremo addosso tutta la pressione del mondo, a differenza di quanto ci è successo a Siena. Affrontiamo una squadra che è praticamente costretta a vincere e che se non è con l'acqua alla gola poco ci manca. Non so se riusciranno a tesserare Best, ma poco importa. Perché? Dipenderà tutto da noi: se giocheremo con lo spirito delle ultime uscite non avremo problemi. Tra noi e loro c'è una differenza dal punto di vista tecnico, ma soprattutto da quello dell'atteggiamento e dell'essere gruppo e squadra. Parliamo di palazzetto. Ha seguito le ultime novità? Sì, e non posso che ribadire quanto detto dal presidente Castiglioni: così non si può andare avanti, e la costruzione di un nuovo impianto per la pallacanestro sta diventando un'urgenza e una priorità per una città che ha sempre vissuto di basket. Pensi che se ne potrebbero costruire due: stadio e palazzo... Ancora meglio: questo ci permetterebbe di unire gli sforzi con gli amici del Varese per ottenere qualcosa che servirebbe a tutti.
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