Lucaweb Posted January 15, 2010 Posted January 15, 2010 di Giuseppe Sciascia Massimo Ferraiuolo, decisamente soddisfatto per la prova di maturità fornita da Varese al PalaMensSana, sofferma la sua attenzione sull’unità di intenti a livello tecnico e caratteriale con le quali la Cimberio ha saputo tener testa all’inarrivabile Siena: «Abbiamo saputo mettere in difficoltà anche la corazzata Montepaschi applicando il piano-partita preparato meticolosamente in settimana. I ragazzi meritano un plauso perché hanno continuato a giocare con determinazione anche quando siamo finiti a meno 14, rientrando in partita con lucidità e grinta. Al di là del risultato finale è importante aver mostrato sempre il giusto atteggiamento, sia mentale che tattico, che la squadra ha saputo mettere in campo per 40 minuti. Visto il pronostico segnato era facile limitarsi a lavorare nell’ottica di un’onorevole sconfitta, invece ci abbiamo provato sino in fondo e questo ribadisce la solidità assoluta del gruppo». Il match in terra toscana ha costituito un’altra tappa di avvicinamento verso il raggiungimento della miglior condizione nel nuovo assetto tecnico della squadra: «Abbiamo compiuto certamente un altro passo avanti verso la quadratura del cerchio nel nuovo sistema di gioco; d’altra parte in settimana lavoriamo sempre bene, acciacchi a parte, potendo contare su ragazzi super per disponibilità al lavoro e mentalità. In questo sono importanti i nostri italiani che anche a Siena hanno dimostrato le loro qualità: Gergati ha giocato una partita eccellente per vivacità e applicazione, molto bene anche Cotani che è il barometro della nostra intensità, Martinoni non è più una novità e lo stesso Antonelli ha tenuto bene il campo contro Eze». Anche a Siena, comunque, la Cimberio ha “sparato a raffica” dall’arco, confermando che la pericolosità perimetrale è l’arma principale dell’attacco “nuova formula” (nelle ultime tre gare clamoroso il 52% da 3 su 68 tentativi, facendo salire Varese al 40% complessivo che vale il terzo posto assoluto nella classifica della serie A): «Dopo gli ultimi arrivi, abbiamo in organico tanti “mani calde”. E comunque Reynolds, che aspettiamo ancora al meglio, è bravissimo a battere l’uomo e a creare aiuti aprendo il campo per le triple di Thomas e Morandais, probabilmente il più beneficiato dal cambio di sistema. Inoltre, non avere un lungo puramente d’area può anche essere un vantaggio: in questo senso torna utile la doppia dimensione di Tusek, simile in questo a Slay. Marko ha dato qualcosa dentro l’area anche domenica, ma quando è marcato da avversari come Eze o Jamison, che non amano uscire sul perimetro, può punirli col tiro da fuori. In fondo Siena è stata costretta a schierare la zona per fermarci... L’optimum sarebbe avere un equilibrio maggiore tra gioco interno e tiro perimetrale, ma il concetto di non dare punti di riferimento alle difese è fondamentale nel gioco di Pillastrini». Intanto, Ferraiuolo guarda verso la trasferta di Napoli che, a dispetto delle zero vittorie dei partenopei, nasconde qualche insidia visto il debutto annunciato di Travis Best: «Quella di domenica è una tappa nella quale incassare due punti ghiotti per la classifica: ancora non è chiaro che squadra ci troveremo davanti, ma non ci sono comunque alternative al risultato da conseguire, anche se dovremo preparare la partita con la massima attenzione. Espugnare il campo della Martos ci consentirebbe di tenere il ritmo-salvezza; se poi riuscissimo a chiudere l’anno solare battendo anche Roma il 20 dicembre potremmo regalarci un bellissimo Natale e cercare di sfruttare un calendario apparentemente in discesa a gennaio. L’auspicio sarebbe quello di “girare” a fine andata tra 14 e 16 punti: se ci riuscissimo vorrebbe dire avere già mezza salvezza in tasca».
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