EmaZ Posted January 29, 2010 Posted January 29, 2010 Niente Celtic League per l'Italia? Niente Aironi del Po e Benetton Treviso in Celtic League. A deciderlo è la federazione italiana, e non il Board del torneo a cui partecipano rappresentative delle provincie irlandesi e superclub gallesi e scozzesi. La Fir rende infatti noto con un comunicato che "dopo mesi di intense trattative e un accurato processo di revisione interna, siamo oggi nella condizione di dover interrompere ogni negoziato relativamente all'ingresso di due entità sportive italiane a partire dall'edizione 2010-2011. Tale decisione è stata assunta a seguito delle richieste di natura economica da ultimo avanzate dal Board stesso, e ritenute da Fir non accettabili sia per l'entità sia perchè rivolte a esclusivo beneficio delle sole selezioni già partecipanti alla competizione. "Ciò che più mi rincresce - spiega il presidente della federazione iancarlo Dondi - è che queste richieste siano emerse solo nella fase finale delle trattative. Nel caso fossimo stati messi preventivamente a conoscenza delle eccessive pretese economiche del Board della Celtic League avremmo evitato un lungo e laborioso percorso. Questa amara decisione, che deriva dal solo intento di preservare la dignità del rugby italiano, non può e non deve in nessun modo rappresentare un freno alla crescita del movimento rugbistico nel nostro Paese". Ma ora cosa succederà con le due franchigie che già si erano formate (e anche con i Pretoriani di Roma esclusi dalla Fir) e soprattutto con il campionato italiano? Sarà a dodici squadre o si tornerà al formato del Super 10? "Se non si verificheranno ripensamenti da parte del Board celtico - è la risposta di Dondi - sono sicuro che, attraverso percorsi alternativi, riusciremo comunque a raggiungere i traguardi che con grande serietà e perseveranza ci siamo prefissati. Nei prossimi mesi lavoreremo con ancor maggiore intensità ed impegno per far sì che le competizioni nazionali possano essere sempre più formative per l'alto livello ed appetibili per gli sponsor ed il grande pubblico". gazzetta.it
Franz#12 Posted January 29, 2010 Posted January 29, 2010 "Ciò che più mi rincresce - spiega il presidente della federazione iancarlo Dondi - è che queste richieste siano emerse solo nella fase finale delle trattative. Nel caso fossimo stati messi preventivamente a conoscenza delle eccessive pretese economiche del Board della Celtic League avremmo evitato un lungo e laborioso percorso. Questa amara decisione, che deriva dal solo intento di preservare la dignità del rugby italiano, non può e non deve in nessun modo rappresentare un freno alla crescita del movimento rugbistico nel nostro Paese". Ahahahahahahahah La Fir in certi casi riesce a strappare alla Federghiaccio il numero uno nella classifica dei rincoglioniti. E non è facile la Fisg, settore hockey
Ponchiaz Posted January 31, 2010 Posted January 31, 2010 Calma: adesso ci mandiamo Boso o Borghezio a parlare col Board celtici. Tra una gara di rutto ed un lancio del nano sono certo si trovera' la quadra.
ROOSTERS99 Posted January 31, 2010 Posted January 31, 2010 Calma: adesso ci mandiamo Boso o Borghezio a parlare col Board celtici. Tra una gara di rutto ed un lancio del nano sono certo si trovera' la quadra.
EmaZ Posted February 1, 2010 Author Posted February 1, 2010 Il problema non è trovare la squadra ma cercare di alzare il livello delle competizioni per le nostre squadre...e la celtic league doveva esser la soluzione (questo a quanto pensavano i massimi vertici della fir) ma s'è rivelata un papocchio clamoroso
Franz#12 Posted February 1, 2010 Posted February 1, 2010 Il problema non è trovare la squadra ma cercare di alzare il livello delle competizioni per le nostre squadre...e la celtic league doveva esser la soluzione (questo a quanto pensavano i massimi vertici della fir) ma s'è rivelata un papocchio clamoroso Il papocchio però non l'ha fatto la Celtic League...
EmaZ Posted February 1, 2010 Author Posted February 1, 2010 Il papocchio però non l'ha fatto la Celtic League... eh eh esatto caro franz...ce lo siam fatti noi con le nostre mani...e già a partire dalla selezione-creazione delle squadre da candidare
pxg14 Posted February 9, 2010 Posted February 9, 2010 Niente Celtic League per l'Italia?Niente Aironi del Po e Benetton Treviso in Celtic League. A deciderlo è la federazione italiana, e non il Board del torneo a cui partecipano rappresentative delle provincie irlandesi e superclub gallesi e scozzesi. La Fir rende infatti noto con un comunicato che "dopo mesi di intense trattative e un accurato processo di revisione interna, siamo oggi nella condizione di dover interrompere ogni negoziato relativamente all'ingresso di due entità sportive italiane a partire dall'edizione 2010-2011. Tale decisione è stata assunta a seguito delle richieste di natura economica da ultimo avanzate dal Board stesso, e ritenute da Fir non accettabili sia per l'entità sia perchè rivolte a esclusivo beneficio delle sole selezioni già partecipanti alla competizione. "Ciò che più mi rincresce - spiega il presidente della federazione iancarlo Dondi - è che queste richieste siano emerse solo nella fase finale delle trattative. Nel caso fossimo stati messi preventivamente a conoscenza delle eccessive pretese economiche del Board della Celtic League avremmo evitato un lungo e laborioso percorso. Questa amara decisione, che deriva dal solo intento di preservare la dignità del rugby italiano, non può e non deve in nessun modo rappresentare un freno alla crescita del movimento rugbistico nel nostro Paese". Ma ora cosa succederà con le due franchigie che già si erano formate (e anche con i Pretoriani di Roma esclusi dalla Fir) e soprattutto con il campionato italiano? Sarà a dodici squadre o si tornerà al formato del Super 10? "Se non si verificheranno ripensamenti da parte del Board celtico - è la risposta di Dondi - sono sicuro che, attraverso percorsi alternativi, riusciremo comunque a raggiungere i traguardi che con grande serietà e perseveranza ci siamo prefissati. Nei prossimi mesi lavoreremo con ancor maggiore intensità ed impegno per far sì che le competizioni nazionali possano essere sempre più formative per l'alto livello ed appetibili per gli sponsor ed il grande pubblico". gazzetta.it ...O forse si... Da corrieredelveneto.it Celtic, la Fir mette i fondi Benetton ancora in mischia Coperta la richiesta del Board, tra due settimane la decisione TREVISO—Nella telenovela Celtic League sembrava tutto finito giovedì scorso, quando la Federugby e la direzione del torneo anglosassone avevano ufficializzato l'interruzione del negoziato per l'ammissione di Treviso e Viadana. Il problema? La fidejussione di tre milioni di euro richiesta agli italiani da parte del club irlandesi, scozzesi e gallesi che danno vita alla competizione. Una chip di partecipazione ritenuta troppo costosa dalla Fir, con il presidente Giancarlo Dondi che lamentava anche come «queste richieste siano emerse solo nella fase finale delle trattative». Ma come in ogni telenovela, la puntata finale è stata ancora una volta rimandata. Il management della Celtic ha chiesto ora altre due settimane per prendere una decisione definitiva sull'allargamento ai due club italiani. Contemporaneamente ieri la Erc, società che organizza le coppe europee e la programmazione dell'attività dei club armonizzando impegni nazionali e internazionali, ha concesso di «congelare» la compilazione dei calendari di Heineken e Challenge Cup in attesa dell'esito della trattativa: segnale che conferma anche l'interesse da parte degli organismi continentali ad una crescita del rugby italiano di club e del mercato ad esso legato. A tempo ormai scaduto si riaccendono così le speranze del Benetton. Cosa è successo fra venerdì e ieri? Che la Fir ha consegnato alla Celtic League la fidejussione richiesta, soddisfando quindi il requisito fondamentale che gli anglosassoni esigevano. Ad offrire la copertura economica sarebbero stati però non la Federazione ma gli stessi club Treviso e Viadana, nell'ultimo disperato sussulto per garantirsi lo sbarco in un torneo di visibilità internazionale. Una autotassazione supplementare, al di là dei quasi 6 milioni di euro a stagione messi a budget per avere almeno una minima competitività in Celtic League, ed allo stesso tempo una mossa «politica» per costringere la Fir a continuare a lavorare sul primo progetto che coinvolga i singoli club e non la Nazionale, punta del movimento azzurro. «Ma non si è trattato di tirare fuori nuovi soldi, quanto piuttosto di dare supporto alla Fir nelle garanzie finanziarie— puntualizza il presidente biancoverde Amerino Zatta — la trattativa è riaperta, questo ci sembra già un segnale positivo. Ora tutto è nelle mani degli organizzatori della competizione». Ottenuto l'accordo sul contributo economico italiano, al vaglio del board anglosassone ci sono ancora varie questioni di carattere sia tecnico che amministrativo e politico (ad esempio, sulle modalità della partecipazione italiana all'esecutivo del torneo). Alla Celtic League interessa anche che le nuove franchigie possano proporsi con una certa competitività in una manifestazione che si giocherà anche durante il Sei Nazioni e che quindi vedrebbe Benetton e Aironi privati dei numerosi azzurri convocati. Gli anglosassoni offrono alle due squadre italiane un «periodo di prova» di tre stagioni, riservandosi il diritto di escluderle dalla «Superlega » nel 2013. Al contempo Treviso e Viadana premono sulla Federazione affinchè il numero di stranieri non sia limitato a cinque, affermando l'impossibilità di allestire rose competitive sulla base dei soli giocatori italiani. Di fatto il rugby italiano si trova a gestire una complessa trattativa senza una reale condivisione di indirizzi al suo interno. Ed il pasticcio della scorsa estate — Treviso esclusa ed in seguito ripescata—non ha certo giocato a favore della credibilità della Fir agli occhi dei manager della Celtic League. Elvis Lucchese
EmaZ Posted February 10, 2010 Author Posted February 10, 2010 ...O forse si...Da corrieredelveneto.it Celtic, la Fir mette i fondi Benetton ancora in mischia Coperta la richiesta del Board, tra due settimane la decisione TREVISO—Nella telenovela Celtic League sembrava tutto finito giovedì scorso, quando la Federugby e la direzione del torneo anglosassone avevano ufficializzato l'interruzione del negoziato per l'ammissione di Treviso e Viadana. Il problema? La fidejussione di tre milioni di euro richiesta agli italiani da parte del club irlandesi, scozzesi e gallesi che danno vita alla competizione. Una chip di partecipazione ritenuta troppo costosa dalla Fir, con il presidente Giancarlo Dondi che lamentava anche come «queste richieste siano emerse solo nella fase finale delle trattative». Ma come in ogni telenovela, la puntata finale è stata ancora una volta rimandata. Il management della Celtic ha chiesto ora altre due settimane per prendere una decisione definitiva sull'allargamento ai due club italiani. Contemporaneamente ieri la Erc, società che organizza le coppe europee e la programmazione dell'attività dei club armonizzando impegni nazionali e internazionali, ha concesso di «congelare» la compilazione dei calendari di Heineken e Challenge Cup in attesa dell'esito della trattativa: segnale che conferma anche l'interesse da parte degli organismi continentali ad una crescita del rugby italiano di club e del mercato ad esso legato. A tempo ormai scaduto si riaccendono così le speranze del Benetton. Cosa è successo fra venerdì e ieri? Che la Fir ha consegnato alla Celtic League la fidejussione richiesta, soddisfando quindi il requisito fondamentale che gli anglosassoni esigevano. Ad offrire la copertura economica sarebbero stati però non la Federazione ma gli stessi club Treviso e Viadana, nell'ultimo disperato sussulto per garantirsi lo sbarco in un torneo di visibilità internazionale. Una autotassazione supplementare, al di là dei quasi 6 milioni di euro a stagione messi a budget per avere almeno una minima competitività in Celtic League, ed allo stesso tempo una mossa «politica» per costringere la Fir a continuare a lavorare sul primo progetto che coinvolga i singoli club e non la Nazionale, punta del movimento azzurro. «Ma non si è trattato di tirare fuori nuovi soldi, quanto piuttosto di dare supporto alla Fir nelle garanzie finanziarie— puntualizza il presidente biancoverde Amerino Zatta — la trattativa è riaperta, questo ci sembra già un segnale positivo. Ora tutto è nelle mani degli organizzatori della competizione». Ottenuto l'accordo sul contributo economico italiano, al vaglio del board anglosassone ci sono ancora varie questioni di carattere sia tecnico che amministrativo e politico (ad esempio, sulle modalità della partecipazione italiana all'esecutivo del torneo). Alla Celtic League interessa anche che le nuove franchigie possano proporsi con una certa competitività in una manifestazione che si giocherà anche durante il Sei Nazioni e che quindi vedrebbe Benetton e Aironi privati dei numerosi azzurri convocati. Gli anglosassoni offrono alle due squadre italiane un «periodo di prova» di tre stagioni, riservandosi il diritto di escluderle dalla «Superlega » nel 2013. Al contempo Treviso e Viadana premono sulla Federazione affinchè il numero di stranieri non sia limitato a cinque, affermando l'impossibilità di allestire rose competitive sulla base dei soli giocatori italiani. Di fatto il rugby italiano si trova a gestire una complessa trattativa senza una reale condivisione di indirizzi al suo interno. Ed il pasticcio della scorsa estate — Treviso esclusa ed in seguito ripescata—non ha certo giocato a favore della credibilità della Fir agli occhi dei manager della Celtic League. Elvis Lucchese Perchè la terra dei cachi è la terra dei cachi
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