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«Sarà una lotta furibonda»


Lucaweb

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Dagli una partita di quelle che, senza troppa fantasia, sono definite “senza domani”. Lo farai contento.

Dagli avversari duri e più arrabbiati che mai. Lo renderai felice.

Dagli, infine, gare in cui la pressione per il risultato la puoi vedere, anche senza l’ausilio dei famosi occhialetti 3-D. Lo esalterai.

Simone Cotani, per tutte queste cose, e mille altre ancora, si è guadagnato l’appellativo di “Gladiatore”, anche se - come accaduto sabato scorso a Cremona - è il primo a rendersi conto che, ogni tanto, una camomilla o una tisana gli farebbero proprio bene.

«Purtroppo - riconosce Simone - contro la Vanoli ho dato io fuoco alla miccia che ha acceso gli animi del pubblico cremonese e svegliato dalla virtuale catalessi i giocatori di casa. Tutto è successo dopo un corpo a corpo piuttosto spinto con Brandon Brown. Il PalaRadi ha naturalmente preso le difese dell’americano e il clima, in tempo zero, da glaciale s’è fatto incandescente. Così, quello che per me era una normalissimo contatto di gioco, come ce ne sono a decine in una partita, ha innescato un’inattesa reazione a catena della quale assumo la responsabilità visto che a farne le spese è stata la Cimberio. In quel frangente ho avuto la netta sensazione che la partita stesse cambiando di mano».

- Cecco Vescovi, dopo il match contro Cremona, ha parlato pubblicamente di suicidio collettivo: espressione “fortina”...

«Un giudizio, quello del nostro general manager, totalmente da sottoscrivere perché - argomenta il giocatore romano - è inconcepibile che una squadra come la nostra, cui di sicuro non mancano le opzioni offensive, si blocchi di colpo e da un meritato +15, incapace di qualsivoglia reazione, subisca il terribile parziale che ha incanalato la gara in direzione Vanoli. Il tutto senza trovare un solo spunto positivo da parte nostra. Se non si tratta di suicidio di massa, è qualcosa che, comunque, gli assomiglia molto».

- Quasi alla fine del girone d’andata siete invischiatissimi nella lotta per non retrocedere: se l’aspettava una situazione del genere?

«Se volete una risposta sincera è no, nel modo più assoluto. Ovvio, nessuno di noi si attendeva un campionato tutto rose e fiori ma, dopo la vittoria ottenuta a Napoli, pensavo, pensavamo, che la nostra strada potesse essere già in discesa. Invece, vuoi per la mazzata provocata dai due punti di penalizzazione, vuoi per la sfortuna che continua a ostacolarci (regalare Tusek e Gergati non è cosa da poco), vuoi per la crescita esponenziale delle nostre avversarie, ci ritroviamo in una posizione decisamente scomoda. Ne siamo pienamente consapevoli e ora più che mai convinti che sarà una lotta furibonda sino al termine della stagione. Del resto, ci sono ben sette formazioni racchiuse in un fazzoletto di quattro punti e giornata dopo giornata tutti affilano le armi dandosi da fare per migliorare prestazioni e organico».

- In mezzo a queste c’è la Scavolini, avversaria di scena domenica pomeriggio a Masnago in una gara già etichettata come “spareggio”.

«Sarà una partita importantissima, ma parlare di spareggio mi sembra eccessivo anche perché Pesaro, se si ragiona in termini di potenzialità e ambizioni, non è certo compagine destinata alle parti basse della classifica. I marchigiani stanno soffrendo a causa della loro pessima partenza ma, in teoria, dovrebbero giocare per la parte alta della graduatoria. Quindi, dal mio punto di vista, non sarà partita da “scontro finale” ma “solo” una gara da vincere per non scivolare vicino al baratro».

Massimo Turconi

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