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Silver Surfer

La futura Pallacanestro Varese che i tifosi vorrebbero...

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Giochiamo.

Senza pretese, senza prosopopea.

Cosa vorremmo dalla prossima Pall.VA? Come vorremmo che fosse?

Ovviamente alcune affermazioni potrebbero essere semplici sottolineature di ciò che già esiste e sussiste.

Meglio così.

In caso avverso, invece, sarebbero piccoli propositi positivi.

Potremmo chiamarli...che ne so...

Auspìci, semplici auspìci.

Comincio io, sperando che seguano in coda tanti tanti messaggi sicuramente interessanti e forieri di possibili nuove idee per il Futuro.

-1- Una Società stabile economicamente (anche nel piccolo...), presente e viva, pur senza strabordare: presente sul territorio con iniziative giovanili e non solo, ed a livello nazionale. Impegnata nell'ambito cestistico, senza subire imbrigliature da sovrastrutture non inerenti la palla-al-cesto. Con uomini che abbiano (possano avere?) idee chiare a partire dall'anno precedente al riguardo di budget, prerogative, allenatore, staff, tipologia di giocatori.

-2- Un allenatore ed uno staff a livello giovanile coordinati, con il chiaro intento di far migliorare il materiale umano, soprattutto quello giovane e da costruire*, a disposizione in modo da ricreare attenzione intorno a Varese, come sembrava stesse succedendo già dopo l'annata passata.

Varese deve scordarsi le grandi imprese del Passato, probabilmente impossibili da replicare. Però potrebbe ritagliarsi una porzione importante a livello non solo nazionale proprio tramite quanto appena detto sopra. Ricordiamoci quanto ad esempio stia facendo Biella, proprio a proprosito di qs. ...

-3- Una squadra creata certamente in sintonia con l'allenatore e la Società (vedi punti -1- e -2-), ma senza eccessive paure, e senza sentirsi vincolati in modo castrante al mero Sistema.

-4- Una tipologia di squadra che (e qui spero tanto di NON suscitare vespai di polemiche, bensì un discorso costruttivo o almeno semplicemente di confronto tranquillo!) sia dotata di voglia di apprendere e migliorare, impegnarsi in palestra ed in miglioramenti in difesa durante l'anno, comunque dotata di un play in grado di dirigere la squadra, ma anche di avere un rapporto assists/palle perse positivo, ben superiore all'unità...preferendo magari x un ruolo da battitore libero/solista la futura guardia prescelta; una ala atletica, in grado di prendere rimbalzi e saltare, oltre che di passare la palla con abilità e vedere il gioco; un lungo/semi-lungo a Sua volta atletico e con buona propensione al rimbalzo, oltre che tecnicamente almeno sufficientemente capace.

My two cents.

A Voi la palla, anche perchè ho aperto qs.post alle 8 del mattino senza mai riuscire a finirlo ed aggiungendo qualcosina di tanto in tanto... :rolleyes::angry:

*A proposito del discorso: cito da altro Forum quanto scritto al riguardo di 2 giocatori arrivati in Italia senza aver prima mai calcato i parquet italici ed europei, ovvero Jamont Gordon e Alan Anderson.

Penso che le parole citate potrebbero essere tranquillamente sottoscritte...no? :thumbsup::lol:

...

Forse però il discorso è un altro. Forse si potrebbe cominciare a notare come il tipo di giocatore che viene schifato a bologna e si scopre poi non così cesso altrove sia sempre della stessa tipologia. Giovane, alle prime o alla prima esperienza in europa, americano. Sono sempre i primi a prendere fischi. Per varie ragioni credo.

- Perché abituati a un altro basket impiegano tempo ad abituarsi al nostro. Noi non diamo loro tempo.

- Perché nessuno spiega loro che il trucco in un paese è far girare voci positive sul proprio conto o, in alternativa, negative su altri. Non parlano con i tifosi, raramente si battono il petto e se ne fottono di fare facce serie e contrite dopo le sconfitte.

- Perché il pubblico è formato da vecchie vedove alla neo, sempre in attesa di danilovic e djordjevic che tornino a predicare basket tennico alla europea.

- Perché due società di merda non li proteggono a dovere.

- Perché siamo un po' razzisti (prima che saltiate come tappi di krugg, lo considero un elemento, non il principale).

Sono sostanzialmente d'accordo.

Aggiungo la poca pazienza dei tifosi che in Estate vogliono la scommessa giovane a buon mercato che incuriosisce, prendono sempre ad esempio Biella e Cantù e il loro modo di operare, etc...poi però se il negretto sbaglia le prime 2 partite apriti cielo, "torna a casa, qui non siamo nel Bronx", "vogliamo gli slavi con le palle", "l'hanno visto ubriaco alle 5 alla Ca' del Liscio con 2 troie accanto e la siringa piantata nel braccio", ....

Edited by Silver Surfer

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Giochiamo.

Senza pretese, senza prosopopea.

Cosa vorremmo dalla prossima Pall.VA? Come vorremmo che fosse?

Ovviamente alcune affermazioni potrebbero essere semplici sottolineature di ciò che già esiste e sussiste.

Meglio così.

In caso avverso, invece, sarebbero piccoli propositi positivi.

Potremmo chiamarli...che ne so...

Auspìci, semplici auspìci.

Comincio io, sperando che seguano in coda tanti tanti messaggi sicuramente interessanti e forieri di possibili nuove idee per il Futuro.

-1- Una Società stabile economicamente (anche nel piccolo...), presente e viva, pur senza strabordare: presente sul territorio con iniziative giovanili e non solo, ed a livello nazionale. Impegnata nell'ambito cestistico, senza subire imbrigliature da sovrastrutture non inerenti la palla-al-cesto. Con uomini che abbiano (possano avere?) idee chiare a partire dall'anno precedente al riguardo di budget, prerogative, allenatore, staff, tipologia di giocatori.

-2- Un allenatore ed uno staff a livello giovanile coordinati, con il chiaro intento di far migliorare il materiale umano, soprattutto quello giovane e da costruire*, a disposizione in modo da ricreare attenzione intorno a Varese, come sembrava stesse succedendo già dopo l'annata passata.

Varese deve scordarsi le grandi imprese del Passato, probabilmente impossibili da replicare. Però potrebbe ritagliarsi una porzione importante a livello non solo nazionale proprio tramite quanto appena detto sopra. Ricordiamoci quanto ad esempio stia facendo Biella, proprio a proprosito di qs. ...

-3- Una squadra creata certamente in sintonia con l'allenatore e la Società (vedi punti -1- e -2-), ma senza eccessive paure, e senza sentirsi vincolati in modo castrante al mero Sistema.

-4- Una tipologia di squadra che (e qui spero tanto di NON suscitare vespai di polemiche, bensì un discorso costruttivo o almeno semplicemente di confronto tranquillo!) sia dotata di voglia di apprendere e migliorare, impegnarsi in palestra ed in miglioramenti in difesa durante l'anno, comunque dotata di un play in grado di dirigere la squadra, ma anche di avere un rapporto assists/palle perse positivo, ben superiore all'unità...preferendo magari x un ruolo da battitore libero/solista la futura guardia prescelta; una ala atletica, in grado di prendere rimbalzi e saltare, oltre che di passare la palla con abilità e vedere il gioco; un lungo/semi-lungo a Sua volta atletico e con buona propensione al rimbalzo, oltre che tecnicamente almeno sufficientemente capace.

My two cents.

A Voi la palla, anche perchè ho aperto qs.post alle 8 del mattino senza mai riuscire a finirlo ed aggiungendo qualcosina di tanto in tanto... :rolleyes::angry:

*A proposito del discorso: cito da altro Forum quanto scritto al riguardo di 2 giocatori arrivati in Italia senza aver prima mai calcato i parquet italici ed europei, ovvero Jamont Gordon e Alan Anderson.

Penso che le parole citate potrebbero essere tranquillamente sottoscritte...no? :thumbsup::lol:

Per avere una società economicamente stabile pero' serve:

1) una proprietà che lo sia

2) che la squadra sia separata dalle attività dei proprietari

3) che la proprietà ragioni su un progetto triennale destinando già i fondi che dovranno essere usati nel triennio

4) che la dirigenza sia brava nel trovare sponsor che vogliano partecipare a questo progetto a lunga scadenza

5) idealmente servirebbe un palazzo dello sport di proprietà o almeno che possa essere gestito dalla pall. va.

per il resto d'accordo al 100%

Edited by pxg14

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...

5) che la proprietà ragioni su un progetto triennale destinando già i fondi che dovranno essere usati nel triennio

...

6) idealmente servirebbe un palazzo dello sport di proprietà o almeno che possa essere gestito dalla pall. va.

...

Quoto al 100%

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Guest

Il problema è la distanza tra il mondo perfetto e il mondo reale.

Poche, o meglio pochissime volte combaciano. E' più probabile che sia stile Mercurio-Plutone.

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cocktails_and_dreams.jpg
Il problema è la distanza tra il mondo perfetto e il mondo reale.

Poche, o meglio pochissime volte combaciano. E' più probabile che sia stile Mercurio-Plutone.

Ok, ragazzi. :rolleyes:

Giusto, x carità...però...allora Vi pongo un paio di domande: tutti i punti sopra enunciati, quanto sono disattesi da realtà comunque non certo ricchissime come Cantù, Biella e Montegranaro...?

Cosa avrebbe la stirpe varesina in meno di loro...? :thumbsup:

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Ok, ragazzi. :rolleyes:

Giusto, x carità...però...allora Vi pongo un paio di domande: tutti i punti sopra enunciati, quanto sono disattesi da realtà comunque non certo ricchissime come Cantù, Biella e Montegranaro...?

Cosa avrebbe la stirpe varesina in meno di loro...? :thumbsup:

cattiva gestione societaria?

ho vinto qualche cosa???

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Io Vorrei una Pallacanestro Varese:

1. Vincente in Campionato

1. Vincente in Eurolega

1. Coma le Ignis e Mobilgirgi

chiedo troppo ? penso di no...io sono un tifoso il resto sono balle,

....

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Io Vorrei una Pallacanestro Varese:

1. Vincente in Campionato

1. Vincente in Eurolega

1. Coma le Ignis e Mobilgirgi

chiedo troppo ? penso di no...io sono un tifoso il resto sono balle,

....

Sì, chiedi troppo.

Varese era una provincia imprenditorialmente ad alto livello negli anni della Ignis.

Oggi no.

Metafora.

E' come se un 20enne abituato a spaccare il mondo pretendesse a 60anni di fare lo stesso, senza rendersi conto della differente situazione sopraggiunta.

Non è con la Forza bruta che otterrebbe risultati.

Bensì con l'esperienza, con l'astuzia, con ben altre Virtù, insomma.

Prova a traslare il discorso alla palla-al-cesto, tenendo conto della potenza economica ridottissima ed alla luce della situazione attuale...

Cosa ottieni? :rolleyes::thumbsup:

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Ok, ragazzi. :rolleyes:

Giusto, x carità...però...allora Vi pongo un paio di domande: tutti i punti sopra enunciati, quanto sono disattesi da realtà comunque non certo ricchissime come Cantù, Biella e Montegranaro...?

Cosa avrebbe la stirpe varesina in meno di loro...? :thumbsup:

Semplicemente una congiunzione astrale funzionante (oggi, non è detto domani) tra proprietà, area tecnica ed allenatori.

Al netto del fatto che ogni società è un piccolo mondo, dunque modelli esportabili in toto non ne esistono, e che quanto si può fare a Biella, Cantù e Montegranaro - comunque con sfaccettature diverse l'una dall'altra - non è necessariamente replicabile altrove, nemmeno con le stesse persone, se non si ricreano le medesime condizioni generali.

Edited by Guest

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Semplicemente una congiunzione astrale funzionante (oggi, non è detto domani) tra proprietà, area tecnica ed allenatori.

Al netto del fatto che ogni società è un piccolo mondo, dunque modelli esportabili in toto non ne esistono, e che quanto si può fare a Biella, Cantù e Montegranaro - comunque con sfaccettature diverse l'una dall'altra - non è necessariamente replicabile altrove, nemmeno con le stesse persone, se non si ricreano le medesime condizioni generali.

Partiamo dal fondo.

Secondo concetto: verissimo. Però si potrebbe lavorare x creare un modello varesino comunque positivo, seppur con sfaccettature diverse rispetto alle 3 citate.

Primo concetto: arguisco, forse abagliando, che la congiunzione astrale necessiterebbe di avvicinamento tra il 1° nome e gli altri 2. Ecco, cercare di far capire che il non colmare il gap rischia giorno x giorno di allontanare i pianeti dal sole. Forse qui il 1° nome ascolterebbe gli altri 2?

Ragazzi, mi pare che qui non ci si possa più nascondere.

Ho la sensazione (chiamiamola pure paura) che oggi si sia di fronte ad un momento importante della storia cestistica varesina...mi sbaglio, GS...? :thumbsup:

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Partiamo dal fondo.

Secondo concetto: verissimo. Però si potrebbe lavorare x creare un modello varesino comunque positivo, seppur con sfaccettature diverse rispetto alle 3 citate.

Primo concetto: arguisco, forse abagliando, che la congiunzione astrale necessiterebbe di avvicinamento tra il 1° nome e gli altri 2. Ecco, cercare di far capire che il non colmare il gap rischia giorno x giorno di allontanare i pianeti dal sole. Forse qui il 1° nome ascolterebbe gli altri 2?

Ragazzi, mi pare che qui non ci si possa più nascondere.

Ho la sensazione (chiamiamola pure paura) che oggi si sia di fronte ad un momento importante della storia cestistica varesina...mi sbaglio, GS...? :thumbsup:

Ma non è più facile rapportarsi con i fatti compiuti e cercare di ottimizzare - nel limite del possibile - quello che si ha, anzichè andare in cerca di ipotetiche migliorie che si scontrano con la dicotomia mondo perfetto-mondo reale?

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Ma non è più facile rapportarsi con i fatti compiuti e cercare di ottimizzare - nel limite del possibile - quello che si ha, anzichè andare in cerca di ipotetiche migliorie che si scontrano con la dicotomia mondo perfetto-mondo reale?

IMHO: la prima affermazione non è detto che si scontri con la seconda. E non solo in un mondo perfetto. Semplicemente in un mondo reale che si voglia migliorare, partendo dalla 1a, bisognerebbe tendere alla 2a...sempre imho, naturalmente.

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Bel thread, veramente.

Secondo me quello che serve e' una proprieta' appassionata, competente abbastanza da sapere capire l'importanza dello scegliere bene lo staff tecnico ed amministrativo e astuta abbastanza da lasciarlo lavorare con tranquillita'.

Una proprieta' soprattutto in grado di assicurare una certa continuita' di budget: il budget non potra' e quindi non dovra' essere alto, ma comunque dovra' essere prevedibilmente garantito in un orizzonte almeno triennale.

Uno staff tecnico capace di gestire un mix di giocatori variabili ogni anno, in ogni situazione in grado di trovare, inserire e migliorare il patrimonio tecnico durante la stagione.

Con questi presupposti, oso affermare che i giocatori o lo schema di gioco potrebbero essere secondari dal momento che ci sarebbe la coda per giocare da noi.

Per venire dietro al caustico Giesse, direi che ad oggi c'e' un barlume di quello staff tecnico di cui parlo ma la proprieta' e' esattamente all'opposto di quella che idealizzo. Tutto inizia da li'.

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Sì, chiedi troppo.

Varese era una provincia imprenditorialmente ad alto livello negli anni della Ignis.

Oggi no.

Metafora.

E' come se un 20enne abituato a spaccare il mondo pretendesse a 60anni di fare lo stesso, senza rendersi conto della differente situazione sopraggiunta.

Non è con la Forza bruta che otterrebbe risultati.

Bensì con l'esperienza, con l'astuzia, con ben altre Virtù, insomma.

Prova a traslare il discorso alla palla-al-cesto, tenendo conto della potenza economica ridottissima ed alla luce della situazione attuale...

Cosa ottieni? :rolleyes::thumbsup:

Lo so lo so, è che praticamente tutti avete espresso lo stesso concetto "razionale" con la quale ovviamente non nasce nessuna discussione.

Allora dico che il TIFO per la Pallacanestro Varese nasce dal fatto che essendo società professionistica debba avere il dovere di provare ad avere obiettivi più importanti...ma questo concetto vale solo per me ? Che gusto c'è ad avere una bellissima società piena di gente entusiasta - competente - con budget in ordine e partire la stagione con l'obiettivo del 12° posto ?

Questo non vuol dire che si debba distruggere tutto ovviamente ma fatto salvo competenza-budget in ordine - società organizzata bisogna darsi un progetto vincente altrimenti andiamo a vedere la Valceresio che è uguale (sai quanta gente appassionata-competente -seria c'è nelle squadre di provincia?)

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Lo so lo so, è che praticamente tutti avete espresso lo stesso concetto "razionale" con la quale ovviamente non nasce nessuna discussione.

Allora dico che il TIFO per la Pallacanestro Varese nasce dal fatto che essendo società professionistica debba avere il dovere di provare ad avere obiettivi più importanti...ma questo concetto vale solo per me ? Che gusto c'è ad avere una bellissima società piena di gente entusiasta - competente - con budget in ordine e partire la stagione con l'obiettivo del 12° posto ?

Questo non vuol dire che si debba distruggere tutto ovviamente ma fatto salvo competenza-budget in ordine - società organizzata bisogna darsi un progetto vincente altrimenti andiamo a vedere la Valceresio che è uguale (sai quanta gente appassionata-competente -seria c'è nelle squadre di provincia?)

Quoto in pieno il discorso di Mangusta. Aggiungo che a livello giovanile,negli ultimi anni, qualcosa sta cambiando, serve tempo per capire se hanno intrappreso la strada giusta.

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Sì, chiedi troppo.

Varese era una provincia imprenditorialmente ad alto livello negli anni della Ignis.

Oggi no.

Metafora.

E' come se un 20enne abituato a spaccare il mondo pretendesse a 60anni di fare lo stesso, senza rendersi conto della differente situazione sopraggiunta.

Non è con la Forza bruta che otterrebbe risultati.

Bensì con l'esperienza, con l'astuzia, con ben altre Virtù, insomma.

Prova a traslare il discorso alla palla-al-cesto, tenendo conto della potenza economica ridottissima ed alla luce della situazione attuale...

Cosa ottieni? :rolleyes::thumbsup:

Ehi Silver, distinguiamo il mito dalla realtà...

Negli anni '70 la provincia di Varese esportava non più del 20% del suo prodotto, oggi questa cifra è costantemente superiore al 35%, con punte del 38% nel 2008.

Oggi abbiamo una densità imprenditoriale di 52 imprese per kmq: è un dato ampiamente superiore a quello di qualsiasi area europea. In Italia è di poco superiore a 30 e in Lombardia non raggiunge 45.

Il Pil prodotto dalle oltre 65mila imprese attive in provincia di Varese è di 23miliardi di euro (46mila miliardi di lire, tanto per intenderci!).

C'è un'azienda, Agusta-Westland, che supera i 4miliardi di fatturato. Credi forse che, rapportando le cifre, il fatturato dell'Ignis metà anni '60 fosse superiore?

La realtà è che il cumenda Borghi aveva capito tutto del marketing e, anni luce davanti a chiunque, sapeva che (allora!) l'investimento in immagine sportiva rendeva più di qualsiasi altro. E quindi, lui chiedeva "quant al custa?" e si prendeva il giocatore. Nè più, né meno di quello che fanno le dinastie sportive di tutti i tempi...

Chiedi a Vittori che cosa è successo quando è andato a Comerio a trattare il suo ingaggio con Borghi...Il cumenda gli ha offerto una cifra che lui pensava fosse per l'anno intero e invece era mensile!!!

Certo, poi, c'era la scuola Robur che aveva prodotto gli Ossola e i Rusconi, c'era Nico Messina che aveva pescato Dino Meneghin durante l'ora di ginnastica. E c'erano Giancarlo Gualco che ingaggiava Manuel Raga e Richard Percudani che segnalava che Bob Morse finiva l'Ncaa ma non piaceva all'Nba perché giudicato troppo lento....

Ma senza i danèe (che rientravano in pubblicità) anche in quell'epoca qualsiasi discorso di programmazione andava a farsi benedire. E Borghi aveva comiciato a investire nella Pall.Varese a metà anni '50... Non pochi anni prima di vincere qualcosa...

Che rientro invece possono avere oggi i soldi di chiunque investa nel prodotto Pall.Varese? Io francamente non so darmi una risposta.

Piuttosto, credo che nell'attuale situazione del basket italiano sia più utile navigare a vista e cambiare improvvisamente a seconda delle necessità, di momento in momento. Non bisogna farsi prendere dalla fregola di costruire la squadra d'estate e poi bloccarsi quando invece le altre cambiano assetto e quindi consistenza. Occorre adeguarsi, se no si muore...

E poi non ditemi che non vi piace quando c'è in ballo l'arrivo di qualche giocatore, anche a febbraio... Anche questo fa parte dello spettacolo basket (sempre splendido per me!!!).

Edited by antoniofranzi

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Lo so lo so, è che praticamente tutti avete espresso lo stesso concetto "razionale" con la quale ovviamente non nasce nessuna discussione.

Allora dico che il TIFO per la Pallacanestro Varese nasce dal fatto che essendo società professionistica debba avere il dovere di provare ad avere obiettivi più importanti...ma questo concetto vale solo per me ? Che gusto c'è ad avere una bellissima società piena di gente entusiasta - competente - con budget in ordine e partire la stagione con l'obiettivo del 12° posto ?

Questo non vuol dire che si debba distruggere tutto ovviamente ma fatto salvo competenza-budget in ordine - società organizzata bisogna darsi un progetto vincente altrimenti andiamo a vedere la Valceresio che è uguale (sai quanta gente appassionata-competente -seria c'è nelle squadre di provincia?)

Rispondo a Te e Caramba insieme.

Primo boldato: dimmi e ditemi dove ho scritto che si debba puntare ad avere un obiettivo di basso livello. Semmai il contrario: bisogna essere chiari ed organizzati e lavorare sodo x avere i massimi risultati rispetto al progetto economicamente sostenibile. Che mi pare discorso ben diverso da quanto velatamente paventato qui. Ovvero: abbiamo budget 3 contro la media che ha 5 ed il top che è sopra ai 10? Ok, se qs.fosse, bisognerebbe prenderne atto, e mi parrebbe giusto cercare di ottenere non certo strappando contratti ad atleti già noti ed in auge (concorderete che è impossibile...o no?), bensì dando serietà, competenza, crescita a chi potrebbe veramente giovarne.

Abbiamo 7 contro la media a 5 ed il top sopra ai 10? Ok, pensate forse che il discorso di mettere sul piatto della bilancia l'organizzazione, la capacità di far crescere, la serietà e la competenza non possano essere armi vincenti? Secondo me sarebbe esattamente il contrario, ed allora sì che si potrebbe puntare moooolto in alto pur avendo un budget inferiore ai 2/3 al top.

Abbiamo 10 e siamo al top? Meglio, ma varrebbe comunque l'esempio sopra. Milano, dopo Siena, ha il budget penso più alto da un paio di anni a qs.parte. Roma idem. Risultati?

Secondo boldato: e chi ha parlato di non darsi un progetto vincente? Guarda che io ho solo criticato il discorso Vittoria-Gran-Slam come se fosse un obiettivo automaticamente ottenibile in discorsi aprioristici ad inizio anno. Lasciamo stare Siena e l'Italia, hai presente il budget e l'organizzazione di squadre come il Barca, il Pana, il CSKA..? Ragazzi, si parla di organizzazioni impressionanti (e qui ce ne sarebbero comunque almeno altre 5 in Europa...) nonchè di budget da squadra di calcio italiana di livello alto, tipo la Fiorentina...non so se mi spiego...

Edited by Silver Surfer

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Ehi Silver, distinguiamo il mito dalla realtà...

Negli anni '70 la provincia di Varese esportava non più del 20% del suo prodotto, oggi questa cifra è costantemente superiore al 35%, con punte del 38% nel 2008.

Oggi abbiamo una densità imprenditoriale di 52 imprese per kmq: è un dato ampiamente superiore a quello di qualsiasi area europea. In Italia è di poco superiore a 30 e in Lombardia non raggiunge 45.

Il Pil prodotto dalle oltre 65mila imprese attive in provincia di Varese è di 23miliardi di euro (46mila miliardi di lire, tanto per intenderci!).

C'è un'azienda, Agusta-Westland, che supera i 4miliardi di fatturato. Credi forse che, rapportando le cifre, il fatturato dell'Ignis metà anni '60 fosse superiore?

La realtà è che il cumenda Borghi aveva capito tutto del marketing e, anni luce davanti a chiunque, sapeva che (allora!) l'investimento in immagine sportiva rendeva più di qualsiasi altro. E quindi, lui chiedeva "quant al custa?" e si prendeva il giocatore. Nè più, né meno di quello che fanno le dinastie sportive di tutti i tempi...

Chiedi a Vittori che cosa è successo quando è andato a Comerio a trattare il suo ingaggio con Borghi...Il cumenda gli ha offerto una cifra che lui pensava fosse per l'anno intero e invece era mensile!!!

Certo, poi, c'era la scuola Robur che aveva prodotto gli Ossola e i Rusconi, c'era Nico Messina che aveva pescato Dino Meneghin durante l'ora di ginnastica. E c'erano Giancarlo Gualco che ingaggiava Manuel Raga e Richard Percudani che segnalava che Bob Morse finiva l'Ncaa ma non piaceva all'Nba perché giudicato troppo lento....

Ma senza i danèe (che rientravano in pubblicità) anche in quell'epoca qualsiasi discorso di programmazione andava a farsi benedire. E Borghi aveva comiciato a investire nella Pall.Varese a metà anni '50... Non pochi anni prima di vincere qualcosa...

Che rientro invece possono avere oggi i soldi di chiunque investa nel prodotto Pall.Varese? Io francamente non so darmi una risposta.

Piuttosto, credo che nell'attuale situazione del basket italiano sia più utile navigare a vista e cambiare improvvisamente a seconda delle necessità, di momento in momento. Non bisogna farsi prendere dalla fregola di costruire la squadra d'estate e poi bloccarsi quando invece le altre cambiano assetto e quindi consistenza. Occorre adeguarsi, se no si muore...

E poi non ditemi che non vi piace quando c'è in ballo l'arrivo di qualche giocatore, anche a febbraio... Anche questo fa parte dello spettacolo basket (sempre splendido per me!!!).

Alt.

A prescindere che non dubito delle cifre da Te citate (Ubi Maior, minor cessat...), mi permetto comunque un paio di considerazioni imho importanti: giustissimo quello che dici al riguardo dell'importanza del marketing (se ricordi l'anno passato, in periodo di Coppa Italia di Lega2, sono stato tra i più pugnaci e rompiscatole nel sottolineare quanto fosse importante il cercare di procacciare soldi in qs.modo...), ma permettimi...

- la Ignis era in mano ad un imprenditore privato e radicato sul territorio. La FinMeccanica mi pare di no, anzi...

- la situazione economica è oggi ben diversa, sebbene le cifre sembrerebbero dire il contrario. Varese era comunque la 2a provincia più ricca all'interno di una realtà italica comunque in crescita;

- le banche prestavano soldi valutando la bontà dei progetti anche di piccole ditte artigianali, oggi non mi pare che si diano soldi se non a chi può dare serissime garanzie di famiglia;

- vedo che però parli anche Tu di competenze, agganci, serietà, organizzazione... :thumbsup:

Scappo al lavoro...a dopo...

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Rispondo a Te e Caramba insieme.

Primo boldato: dimmi e ditemi dove ho scritto che si debba puntare ad avere un obiettivo di basso livello. Semmai il contrario: bisogna essere chiari ed organizzati e lavorare sodo x avere i massimi risultati rispetto al progetto economicamente sostenibile. Che mi pare discorso ben diverso da quanto velatamente paventato qui. Ovvero: abbiamo budget 3 contro la media che ha 5 ed il top che è sopra ai 10? Ok, se qs.fosse, bisognerebbe prenderne atto, e mi parrebbe giusto cercare di ottenere non certo strappando contratti ad atleti già noti ed in auge (concorderete che è impossibile...o no?), bensì dando serietà, competenza, crescita a chi potrebbe veramente giovarne.

Abbiamo 7 contro la media a 5 ed il top sopra ai 10? Ok, pensate forse che il discorso di mettere sul piatto della bilancia l'organizzazione, la capacità di far crescere, la serietà e la competenza non possano essere armi vincenti? Secondo me sarebbe esattamente il contrario, ed allora sì che si potrebbe puntare moooolto in alto pur avendo un budget inferiore ai 2/3 al top.

Abbiamo 10 e siamo al top? Meglio, ma varrebbe comunque l'esempio sopra. Milano, dopo Siena, ha il budget penso più alto da un paio di anni a qs.parte. Roma idem. Risultati?

Secondo boldato: e chi ha parlato di non darsi un progetto vincente? Guarda che io ho solo criticato il discorso Vittoria-Gran-Slam come se fosse un obiettivo automaticamente ottenibile in discorsi aprioristici ad inizio anno. Lasciamo stare Siena e l'Italia, hai presente il budget e l'organizzazione di squadre come il Barca, il Pana, il CSKA..? Ragazzi, si parla di organizzazioni impressionanti (e qui ce ne sarebbero comunque almeno altre 5 in Europa...) nonchè di budget da squadra di calcio italiana di livello alto, tipo la Fiorentina...non so se mi spiego...

Giusto,Silver, però anche nel 99 si è vinto uno scudetto con risorse di gran lunga inferiori alle bolognesi e a Treviso, azzardando (Santiago).

Certo il contorno era di buon livello (proprietà, gm e vari).

Io credo che cambiare la squadra ogni anno non sia la via migliore, anche se i casi di Biella, Cantù e Montegranaro sembrano indicare il contrario. Ma roma e Milano, spendendo vagonate di soldi, rifondando la squadra ogni anno, non raccolgono niente.

Siena ha aggiunto ogni anno ad un ingranaggio già buono piccoli tasseli, dominando in Italia, meno in Europa ma questo è un altro discorso.

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