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Patti chiari, play off possibili


Lucaweb

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di Giancarlo Pigionatti

Chiamale, se vuoi, divagazioni. Che sono alle spalle. E’ finita in archivio una Coppa Italia dal risultato scontato, roba da puntare 10.000 euro su Siena per guadagnarne 2.500 sicuri, seppur con un po’ di strizza, mentre qui, fuori dai giochi, s’è cercato di non afflosciare i muscoli e di tener calde le mani in un torneo del cui esito s’è dato giustamente il valore di un allenamento.

Riecco il campionato con dodici giornate campali per la Cimberio che, se ce la immaginiamo come una delle colorate "pietre" del curling, dovremmo tutti spingere, lavorando duro di scopetta, per "lisciare" il suo percorso.

Stefano Pillastrini, facendo bene il suo mestiere, si limita a pretendere concentrazione e destrezza soltanto dai suoi uomini per far scivolare la squadra su un terreno difficile, ancorché "lastricato" di invisibili ostacoli, verso l’arco di un obiettivo. Innanzitutto quello della salvezza, anche se essa, ora come ora, pare in una cassetta di sicurezza, se non che il coach biancorosso, ben lontano dall’assomigliare a Mourinho che, a ogni pié sospinto, manifesta invincibilità, potendoselo anche permettere, convive con un realismo di lunga data.

Pillastrini, coniugando il vissuto di tanti campionati, fa notare che alcune squadre, date per morte e sepolte, erano poi risorte, a tal punto da sovvertire pronostici già infilati stancamente negli archivi.

Provocazione o no, nessuno, come lui, sa misurare il polso dei suoi uomini.

Varese giocherà sei gare in casa (di cui una contro Siena) e sei fuori: giusto chiedersi quanti punti riuscirà a mettere insieme. Da qui dipenderà anche, e verosimilmente, una sua eventuale qualificazione ai play off. «Il destino è nelle nostre mani, va maneggiato con cura: se lo pieghiamo a nostro vantaggio, non ci importa degli avversari che inseguono, sennò dobbiamo vigilare sino all’ultima giornata.

In questa visione - spiega il tecnico emiliano-romagnolo - s’incentra il futuro di Varese, quello di minimo profilo. Ma con risultati utili si può guardare oltre le attuali frontiere, pur dovendo, in questo caso, dipendere da altri risultati».

Alla faccia delle tabelle che nessuno fa, Pillastrini ripassa mentalmente quattro conti che ha in testa e se ne esce così: «A 26 punti la salvezza sarà una certezza, mentre a 32 i play off faranno sentire il loro profumo. Se invece s’alzasse l’asticella della salvezza, il confine dell’"overseason" scenderebbe a quote più basse».

Se Varese dovesse imporre il suo fattore campo, si ritroverebbe, ad esempio, un 2-0 nei confronti diretti con Treviso e Montegranaro, ora però in una "grande fuga", il che farebbe presupporre una chance in più nel caso di bagarre.

Ma Pillastrini, tornando alla pratica quotidiana, evita di farsi adescare dalle lusinghe di una teoria pur ammissibile, per dire che "i play off, non vietati a una squadra adulta, saranno possibili soltanto se la Cimberio giocherà bene".

Già, giocare bene... Che vuol dire tutto e niente, al di là di un imperativo, più o meno mascherato, per i suoi uomini...

«Giocar bene - chiarisce il tecnico biancorosso - significa alzare i ritmi di gara, com’è accaduto a Biella, al fine di creare soluzioni di tiro facili, magari non ideali per uno come Morandais, cui piace giochicchiare e segnare con l’avversario che sembra una sanguisuga, ma dobbiamo perseverare in questo atteggiamento.

Giocar bene significa anche non soffrire le mani addosso degli avversari, come ci è capitato, spesso, nella stagione: in questo senso dobbiamo cambiare pelle».

A sentir parlare Pillastrini di propellenti per filare come uno Sputnik si ha persino l’impressione di un’adeguata rispondenza della squadra a insegnamenti così chiari ma non semplici da tradurre in fatti, almeno con continuità. Probabilmente basterà applicarsi e crederci.

Chiacchierando si pensa e si ragiona: la fedeltà di un concetto al proprio pensiero si può cogliere guardando in faccia le persone. E c’è una strana espressione negli occhi di Pillastrini che la esterna con una convinta osservazione: «Una cosa è chiara: Varese dovrà vincere, e di brutto, in trasferta. Non mi chiedete su quali campi, un po’ tutti sono violabili, come lo è, bisogna ammetterlo, Masnago se, ad esempio, non curassimo quelle cose che ci permetterebbero, invece, di giocar bene...».

E il coach della Cimberio infila nella lista dei "clienti poco raccomandabili" una Montegranaro che, forte di cinque vittorie consecutive, quindi in grande gas, va fermata con una palettona rossa, non semplice da usare.

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