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"Per il nuovo basket servono idee nuove"

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Ieri Giancarlo Gualco, su queste colonne, ha ricordato la nascita della "Finanziaria" che nel 1981 garantì la prosecuzione dell’attività della Pallacanestro Varese dopo che Guido Borghi, che l’aveva retta per anni, decise di disimpegnarsi.

Oggi Guido Borghi (foto Blitz) desidera precisare un dettaglio non irrilevante: «Non intascai i soldi raccolti dalla Finanziaria - spiega - che, insieme con quelli derivanti dalla cessione di Dino Meneghin, consentirono di azzerare i debiti. Io regalai la Pallacanestro Varese alla città preoccupandomi che finisse in mani sicure, che infatti ne hanno poi assicurato l’attività sino ad oggi».

Guido Borghi non si è mai pentito di avere chiuso con lo sport del quale era stato assoluto protagonista, raccogliendo l’eredità paterna, in particolare nel calcio e nel basket: «Ho sottratto alla famiglia troppi sabati e troppe domeniche - dice - e credo dunque di avere dato molto».

Borghi non dice di avere comunque offerto una mano al calcio in un momento di difficoltà tra gli anni Ottanta e Novanta e di essere anche oggi, con un paio di sue società, tra gli sponsor della Pallacanestro Varese, non con grandi cifre ma con il piacere di esserci.

L’ex presidente, spesso al PalaWhirlpool ad assistere alle partite al fianco di Gianfranco Castiglioni, non credeva a un finale di campionato così "pericoloso": «Ricordo di avere visto in tv la prima partita contro Milano vinta con grande autorità. Il problema della squadra, a mio parere, sta nella carenza di allenamento determinata dal fatto che, per problemi di logorio dettati dall’età o semplicemente per infortuni, molti suoi giocatori sono costretti a limitare i carichi di lavoro. Il basket è sport fisico e richiede dosi massicce di allenamento, altrimenti si paga».

Sul futuro della Pallacanestro Varese Guido Borghi non è pessimista come Giancarlo Gualco: «Da trent’anni a questa parte tutto è cambiato. Soprattutto a quei tempi c’era la possibilità di cedere giocatori e di monetizzare, attenuando così il peso economico degli oneri di gestione. Oggi questo non è più possibile e chi mette quattrini lo fa a fondo perduto. A mio parere ci vorrebbe uno sforzo da parte della Lega, un investimento da venti milioni di euro per un grande "spot" sul basket che ridefinisca l’immagine di questo sport, che lo presenti come il più bello del mondo. Non c’è fiction di successo se non viene adeguatamente reclamizzata, invece la Lega Basket da questo punto di vista si è mostrata in questi anni quanto mai carente. E poi ci vorrebbero comunque delle idee nuove per far sì che i soldi che un appassionato investe nel basket non siano proprio a fondo perduto. Ma a Varese credo che qualche persona appassionata ancora ci sia».

Sarà presente Guido Borghi domani sera al PalaWhirlpool? «Sono vicepresidente delle Capanelle e sarò per forza a Roma per il Derby. Ma con tutto il cuore vorrei essere a Masnago...».

C. P.

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