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La Cimberio riparte dal coach


Lucaweb

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Divisa a metà tra la volata per l’operazione-consorzio e la scelta del nuovo allenatore la lista delle priorità della Pallacanestro Varese.

Una volta ottenuto il “semaforo verde” relativo alla copertura finanziaria delle operazioni di mercato, è evidente come la società stia iniziando a guardarsi intorno sul mercato allenatori vista la certezza dell’addio di Stefano Pillastrini. Al momento non risulta una vera e propria trattativa avviata, al di là di alcuni sondaggi con l’agente Virginio Bernardi nel momento in cui venne prorogata la tempistica della clausola d’uscita dal contratto del coach romagnolo.

Ma sulle frequenze di radio-mercato i nomi associati a Varese sono quelli di Meo Sacchetti (in alto nella foto Blitz) e Demis Cavina: allenatori dalle caratteristiche quasi antitetiche che il club di via Sanvito sta valutando con attenzione, soprattutto nell’ottica di una filosofia di gioco che si vorrebbe più votata allo spettacolo, coniugando i risultati del campo a un feeling maggiore tra squadra e pubblico. Quella che fu la base fondamentale dei risultati positivi degli anni ’80 e ’90, ai tempi di DiVarese e Ranger e dei primi Roosters di Dodo Rusconi.

Chiusa l’era-Pillastrini, ora la società sembra orientata verso un taglio diverso nella scelta dell’allenatore, partendo da una premessa sul piano del gioco: «La prossima annata inaugurerà un nuovo ciclo. E in quest’ottica ci piacerebbe allestire una squadra che possa giocare un basket in grado di regalare emozioni forti ai tifosi di Masnago - spiega il dirigente biancorosso Massimo Ferraiuolo -.

Nella stagione appena conclusa abbiamo centrato il traguardo prefissato in classifica, ma ci aspettavamo un maggior afflusso di pubblico dopo il ritorno in serie A: ci piacerebbe allestire una squadra che sappia ottenere risultati e, allo stesso tempo, proporre uno spettacolo più coinvolgente per il pubblico. Non senza giocatori che, pur prendendosi qualche rischio in più, siano capaci di dare la scossa».

Per costruire una Varese arrembante, e allo stesso tempo efficace, il profilo “ad hoc” sarebbe quello di Sacchetti, allenatore che ama un basket votato all’attacco e all’atletismo, senza troppe pastoie tattiche.

Però, al momento è impossibile intavolare una trattativa vera e propria con Sacchetti, impegnato con il suo Banco di Sardegna Sassari nelle finali playoff di LegAdue. Dunque, nessun contatto diretto, almeno fino al termine della serie contro Veroli, non escludendo neppure la possibilità - in caso di promozione dei sardi - che il coach ex Capo d’Orlando rimanga sull’attuale panchina.

Per questo l’ipotesi alternativa di Cavina è ancora praticabile, anche se in pole position sembra tornato proprio Sacchetti: per motivi molto più tecnici, per il tipo di squadra che si vorrebbe allestire, rispetto a quelli “ambientali” legati alla residenza in città dell’ex bandiera di DiVarese e Ranger, nonché compagno di squadra di Vescovi e Ferraiuolo.

Varese è già stata scottata una volta passando da Magnano al duo Mrsic-Bianchini, ma gli attuali intendimenti della società nascono da programmi chiari e non da scelte “populistiche” in cerca di facili consensi di piazza.

Ovvio, però, che per supportare un tecnico del genere occorrerebbe poi un organico adatto a sviluppare il suo gioco, soprattutto nel ruolo nevralgico di playmaker al quale sono sempre state legate le fortune del coach di Altamura nelle sue precedenti incarnazioni («le valutazioni spettano all’allenatore, ma vista l’attuale situazione del nostro organico sarà proprio in regia che dovremo individuare il giocatore giusto per guidare il progetto», conferma Ferraiuolo).

Insomma, se quello tra Varese e Sacchetti fosse effettivamente un “matrimonio annunciato”, nel 2010/2011 il coach biancorosso avrà un altro taglio. Ma vestirà la stessa taglia...

Giuseppe Sciascia

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