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Sacchetti o Cavina? Varese stringe i tempi


Lucaweb

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Si entra nel vivo delle strategie future per una Pallacanestro Varese che dopo aver vinto la "battaglia del grano" sul fronte del reperimento del budget per disputare una stagione 2010/2011 all’altezza di quella appena conclusa dovrebbe iniziare a parlare di tecnica e non più solo di diritto societario e contabilità. Nei giorni scorsi alcuni impegni personali di Cecco Vescovi hanno costretto la società ad una piccola pausa, ma da oggi si tornerà operativi al 100 per cento; ovviamente la prima priorità rimane concentrata sulla scelta del nuovo allenatore che prenderà il posto di Stefano Pillastrini, ormai un ex sotto tutti i fronti...trannè quello della burocrazia, dovendo ancora rescindere l’accordo depositato in Lega che lo unisce a Varese fino al 30 giugno 2011.

Nei prossimi giorni il coach romagnolo è atteso in via Sanvito per mettere "nero su bianco" e chiudere ufficialmente il rapporto economico con il club biancorosso; allo stesso tempo la dirigenza dovrebbe iniziare i sondaggi con i "papabili" per la panchina della Cimberio.

«Entro fine settimana dovremmo entrare nel vivo del discorso: i nomi sono quelli che girano già, sceglieremo quello a cui potranno star bene le nostre proposte a livello di strategie tecniche e di volontà di impostare un determinato tipo di pallacanestro»: così Max Ferraiuolo - col quale Vescovi si confronta stabilmente - conferma implicitamente che il nuovo allenatore biancorosso sarà con ragionevole certezza uno tra Romeo Sacchetti e Demis Cavina («Almeno se saranno d’accordo con le nostre prospettive: certo il coach di Udine ha altre possibilità e quello di Sassari potrebbe salire in serie A con le sue forze, ma solo se questi non accetteranno o prenderanno altre strade faremo altre valutazioni»

afferma l’ex play della DiVarese).

Al momento attuale sembrerebbe esserci una preferenza lieve nei confronti di Sacchetti. scelta sicuramente gradita alla piazza ("si dice" che piacerebbe anche a Renzo Cimberio) anche se la dirigenza biancorossa vuole evitare derive "populiste" alla Mrsic che sono già costate tempo e soprattutto danaro per recuperare credibilità e categoria.

L’alternativa Cavina (sondato anche da Biella) sarebbe invece una scommessa "emergente" nel solco della continuità con la linea tecnica impostata da Pillastrini.

«Sicuramente vogliamo dare continuità ad un discorso ben delineato a livello di programmi societari, mantenendo la stessa filosofia di serietà e rigore nella gestione economica che in due anni ha praticamente completato il risanamento dei conti ed allo stesso tempo ci ha permesso di tornare in A1 e mantenere la categoria - conferma Ferraiuolo - Ci confronteremo con i candidati valutando se le idee collimerano; il discorso economico avrà il suo peso, ma soprattutto conta il fatto che il nuovo allenatore sia disposto a sposare il nostro progetto».

Di sicuro il "portafoglio-giocatori" che la Cimberio metterà a disposizione del nuovo coach sarà composto dai confermati Thomas e Galanda e dal "confermando" Slay; in più ci sono i contratti di Mian ed Antonelli e le volontà di Gergati e Cotani di rimanere in biancorosso sulle quali confrontarsi senza preclusioni.

Ma l’aspetto determinante sarà la volontà del nuovo coach di sposare il progetto anche sul piano della filosofia di gioco: dopo la salvezza colta con un gruppo tecnicamente eccellente ma ricco di elementi nella parabola discendente della carriera e con poco "speed" a livello atletico (con una serie di belle imprese esterne cui hanno fatto da contralto 7 sconfitte casalinghe su 14 partite) la società vorrebbe allestire una squadra figlia di scelte di mercato meno "conservative".

«Sulla base del nuovo assetto societario riteniamo di poter allestire un progetto serio che possa durare nel tempo e crescere sia sul piano tecnico che economico; al momento bisogna essere realisti e pensare che con lo stesso budget di quest’anno le prospettive di classifica saranno quelle di puntare ad una tranquilla salvezza con l’ottavo posto come massimo risultato, qualsiasi altro proclama sarebbe vendere fumo e questo non è nello stile che abbiamo impostato in questi due anni. In quest’ottica però l’intento sarebbe quello di allestire una squadra che abbia più brio e che possa dare più emozioni ai tifosi di Masnago».

Giuseppe Sciascia

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