Jump to content

«Guardo solo al presente ed agli stimoli del progetto Varese»


Lucaweb

Recommended Posts

Ultimi preparativi per il "Recalcati-Bis" in vista della presentazione ufficiale prevista oggi al Palace Hotel di Colle Campigli per la seconda "incarnazione" sulla panchina di Varese dell’ex Cittì azzurro. Di certo il mondo del basket italiano punta nuovamente gli occhi sulla "città-Giardino", visto che la notizia del ritorno nella mischia del 65enne tecnico ex Fortitudo e Siena ha fatto scalpore riportando al centro dell’attenzione generale il club biancorosso. Ma Recalcati si concentra solo sull’esperienza futura alla guida della Cimberio, cancellando quello che è stato sia con i Roosters che con gli azzurri

«Nessun "amarcord". guardo solo al presente ed alla situazione attuale: il mio approdo a Varese arriva in circostanze completamente diverse rispetto all’estate del 1997, perchè si tratta di due prospettive e due progetti quasi opposti. Vedo che c’è molto rumore sul fatto che torni in panchina, ma la considero come una notizia assolutamente normale, o almeno io la percepisco così; poi mi rendo conto che sia diifferente lavorare in un club rispetto ad una Nazionale perchè sono diversi i tempi e le programmazioni, ma lo stacco è stato di qualche mese ed io mi sento prontissimo a tornare in panchina...».

Per il momento comunque la dirigenza varesina ed il nuovo coach non hanno approfondito concretamente alcuna situazione legata al roster della squadra, anche perchè la trasformazione "consortile" della società dovrebbe assorbire quasi interamente l’agenda dei prossimi 10-15 giorni:

«Il progetto sarà operativo nel giro di qualche settimana, ma le bozze prospettate da Vescovi sono molto interessanti e dunque valeva la pena di fare questa scommessa. L’organico? Ci siamo confrontati soltanto sulle linee generali, partendo da una chiaccherata ad ampio raggio sull’opportunità migliore tra il 3+2 ed il 2+4 e sulla compatibilità sui vari ruoli tenendo conto dei contratti in essere e delle prospettive tuttora embrionali proposte dal mercato, sul quale si deve ragionare anche nell’ottica dei passaporti e non solo delle caratteristiche dei singoli».

Certo la strategia iniziale del mercato ruoterà sotto molti aspetti attorno al rinnovo di Slay, mentre le scelte sugli italiani dipenderanno di conseguenza dal "taglio" dei passaporti:

«E’ una valutazione che abbiamo accennato e sicuramente ne riparleremo anche sulla base di dati più precisi. Il giocatore non si discute, bisogna ragionare ad ampio raggio pensando anche alle condizioni fisiche, e questi sono discorsi che conoscono bene quelli che lo hanno avuto a disposizione per tutto l’anno sapendo come reagisce a determinate sollecitazioni e ai carichi di lavoro. Gli italiani? Dipenderà dal tipo di strategia che adotteremo, chiaro che il 3+2 imporrà scelte diverse dall’eventuale 2+4, ma sono cose davvero premature...».

Al di là della nota predilezione per un basket "razzente" comunque coincidente alla volontà della dirigenza di impostare una squadra in grado di coinvolgere maggiormente il pubblico, Recalcati rifugge comunque dalle etichette troppo "stereotipate" da incollare alle strategie di mercato:

«La cosa importante è quella di allestire una squadra competitiva: che poi sia esperta, difensiva, spettacolare o altre etichette poco importa, conta soprattutto fare risultato a prescindere da tutto, e soprattutto non autolimitarsi sul mercato nella ricerca di giocatori adatti ad un certo tipo di gioco. Partiamo dal presupposto che il budget a disposizione non sarà infinito; nell’ambito di questo vincolo cercheremo gli elementi più forti possibile, senza troppi discorsi filosofici che vanno bene solo quando hai la forza economica per poter scegliere».

In definitiva il nuovo coach varesino evita proclami altisonanti e tiene un profilo basso nell’individuare gli obiettivi futuri collocati con raziocinio tra l’ottavo ed il quattordicesimo posto:

«L’esperienza degli ultimi campionati insegna che la distanza tra i playoff e la zona retrocessione è veramente minima; dovremo essere bravi a metterci nella condizione di rimanere lontani dalle posizioni di fondo classifica e trovare l’alchimia giusta per cercare di inserirsi nel giro playoff. Allestire la miglior squadra possibile nei limiti del budget disponibile potrebbe consentire di arrivare a risultati insperate se gli incastri saranno quelli giusti; dovremo essere bravi a trovare l’alchimia vincente ma è inutile promettere posizioni altisonanti...».

Giuseppe Sciascia

Link to comment
Share on other sites

×
×
  • Create New...