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Non soci forti ma molti amici


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di GIANCARLO PIGIONATTI

Chi, di questi tempi, cerca buone nuove biancorosse, rischia la noia. Presentato Recalcati, in carne e ossa, roba da arrendersi all'evidenza, almeno per qualcuno cui la realtà, se annunciata da altri, importa nulla, resta da capire come sarà concepito giuridicamente ma, soprattutto, operativamente questo benedetto consorzio il quale, a dire del presidente, avrà una sua voce nella Pallacanestro Varese, quanto conti lo sapremo ma che, indubbiamente, conforta la famiglia Castiglioni. La quale, garante della continuità, caccia ancora il grano ma, si augura, meno di quanto abbia fatto sin qui.

Come darle torto? Non solo ma essa resta il "motorone" delle decisioni avendo, già e innanzitutto, un general manager nonché l'allenatore, dai quali ma, soprattutto, da Cecco Vescovi (foto Blitz), dipenderanno quelle scelte che determineranno la nuova squadra. Sul conto della quale, a parte alcune certezze (quelle di Galanda e Thomas) e verosimili intenti di conferme per Cotani, Slay e Morandais, da verificare compatibilmente con elementi che verranno, è ancora presto per dissertare mancando le novità più spiccate, d'un nuovo play e di un pivot, sempre che quest'ultimo entri nei piani del club.

Recalcati, giorni fa, scherzando su un argomento-tabù, almeno sin qui, in casa biancorossa, faceva notare che Eze, per esempio, lascerà Siena: un modo come un altro per fare dell'ironia e tagliare corto...

Svolte forti sul fronte societario non ne abbiamo registrate, almeno come le aveva prefigurate il club all'indomani del campionato attraverso una spianata ricerca di consensi ma, soprattutto, di soldoni buoni in cambio di un ingresso responsabile da parte di nuove persone nella gestione di una Pallacanestro Varese che dev'essere ambiziosa.

Questa è storia arcinota, finita presto in archivio, non trovando gli operatori biancorossi la fatidica disponibilità di somme importanti da parte di potenziali tifosi investitori. Strada facendo, bel battere cassa, si è cambiato, intelligentemente, percorso convenendo con quote da 20, 30 mila euro, significative d'una partecipazione in versione "piccolo mecenatismo", al fine di trovare "fianchi sicuri" nell'affrontare il futuro. L'idea ha fatto breccia , soprattutto, tra piccoli e fedeli sponsor che restano tali ma che, aumentando il proprio contributo, entreranno a far parte della società.

Si tratta di appassionati lodevoli, ma quanti saranno? Il presidente li calcola in una quindicina: ottimista o no, staremo a vedere, augurandone al club molti di più alla resa dei conti. Professionisti esperti, osserva ancora il giovane Castiglioni, stanno studiando i "meccanismi" di una rappresentatività societaria in rapporto alla somma di partecipazione che dovrà essere triplicata nel tempo, valendo questa formula consortile per tre anni. E' già un risultato, promettente, ancorché da stimare nei suoi sviluppi reali.

Eppure un possibile e potenziale socio forte c'era: si tratta di un imprenditore, con disponibilità non considerevole ma congrua, quindi con certe intenzioni, qualora avesse trovato percorribili i progetti della prima ora, d'un pacchetto azionario da suddividere fra tre, quattro persone attraverso chiare deleghe decisionali, seppur nel gioco tra maggioranza e minoranza. L'imprenditore in questione, che abita fuori Varese, probabilmente ai limiti della provincia, s'era fatto avanti, da lettore affezionato qual è, con il sottoscritto proprio per capire come muoversi, avendo il desiderio di poter partecipare alla causa della squadra di cui è tifoso e abbonato.

In verità egli non ha mai rivelato il suo nome né tantomeno quello della sua azienda, nonostante più incontri con chi scrive, prima di fare conoscenza con il presidente, in un pomeriggio, al Palace Hotel, attraverso un lungo e aperto confronto. "Mister X", chiamiamolo così, non avendo interesse a mettersi in mostra, quindi a ottenere pubblicità per sé o per la propria azienda e non entusiasmandolo la prospettiva del cosiddetto consorzio, ha promesso, tuttavia, a Castiglioni l'acquisto di un giocatore, qualora servisse, a campionato in corso. E' soltanto l'intento di una persona che ci è parsa seria, sennò non avrebbe percorso centinaia di chilometri, tra andata e ritorno, per schiarirsi le idee, in ogni caso un dì verificheremo e sapremo, pur augurandoci che Varese non abbia bisogno di operazioni di pronto soccorso.

Dunque, esiste qualche potenzialità nascosta, da attrarre e far emergere attraverso serietà e credibilità nell'operare. La storia di acquisti di giocatori, a sostegno della società, non sarebbe nuova, basti ricordare Vimercati, dirigente Benetton, il quale assicurò un contributo extra della DiVarese per "comprare" Meo Sacchetti, quindi Alessandro Giani, imprenditore di Gallarate che si accollò l'ingaggio di Arijan Komazec, quello della seconda apparizione e, vieppiù, Renzo Cimberio il quale, nella stagione appena passata, pagò McGrath, segnalato dal club.

Non c'è che dire: Varese ha molti amici, basta sapersi proporre.

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