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Forse è soltanto un sogno. O, più probabilmente, una straordinaria prospettiva. Ma "Varese nel cuore", il consorzio che sta per raccogliere dalla famiglia Castiglioni le redini della società di basket, è pronto al dialogo con il Varese 1910 (il presidente Antonio Rosati nella foto Blitz in alto a sinistra). Tanto che un primo vertice è già in programma oggi.

Sul tavolo, per adesso, ci sono solamente le sinergie possibili, a cominciare dai vantaggi da offrire ai rispettivi abbonati o, più semplicemente, ai rispettivi spettatori, con eventuali sconti sui biglietti. Ma l’obiettivo, auspicabilissimo, è addirittura la fusione delle risorse. Ovvero un unico salvadanaio da spartire secondo canoni e modalità precisi e inderogabili.

Sia chiaro: le due società sono e devono restare assolutamente distinte. Ma il consorzio, generato operativamente da Fim Credit e attualmente presieduto da Michele Lo Nero (sabato al "Franco Ossola" per il big-match contro l’Atalanta - foto Blitz in alto a destra), sabato potrebbe rappresentarne la cassaforte e un rassicurante catalizzatore per eventuali sponsor di altissimo livello disposti a investire sul doppio fronte.

Tante volte, nel passato più remoto o più recente, si è parlato di collaborazione tra le due maggiori realtà sportive della "città giardino". Però mai si è giunti al traguardo, anche per le esigenze spiccatamente diverse. Ora l’idea viene rilanciata trovando nuovo vigore soprattutto grazie all’esplosione di entusiasmo generata dal ritorno della squadra di calcio in serie B. E dal ritorno del grande pubblico al "Franco Ossola" (vedi l’articolo accanto). Difatti, il rischio concreto - e da evitare... - è che la Pallacanestro Varese e il Varese 1910 finiscano inconsapevolmente o involontariamente per farsi la guerra, cercando di "concupire" gli stessi imprenditori o di convincere gli stessi potenziali partner.

Una doppia ricerca che potrebbe rivelarsi un boomerang se si finisse per... sfinire un possibile socio tirandolo per la giacchetta in direzioni opposte.

Invece, senza stravolgerne gli assetti societari, all’inizio di ogni stagione i club di basket e di calcio potrebbero semplicemente attingere in quote prefissate dal "salvadanaio" rappresentato dal consorzio "Varese nel cuore". E ogni socio del forziere ne trarrebbe giovamento, dato che con un unico investimento ricaverebbe doppia visibilità. E sue due vetrine di assoluto prestigio, come quelle rappresentate dalla serie A del basket e dalla serie B del calcio.

Considerando i diversi budget, si potrebbe ipotizzare di indirizzare il 60% delle risorse sul calcio e il 40% sul basket. Naturalmente, diamo solo... i numeri, ma è evidente come i criteri di spartizione andrebbero studiati a fondo e condivisi senza tentennamenti né gelosie.

Ma, allo stesso modo, è lampante come l’abbinamento - che comunque dovrebbe lasciare distinti i ricavi delle due società per evitare pericolose commistioni - aprirebbe scenari allettanti anche per gli sponsor di prima fascia. Nel senso che i grandi marchi (banche comprese...), oggi non disposti a puntare soltanto sul basket o sul calcio cadetto, potrebbero trovare significativamente accattivante l’opportunità di identificarsi con un’intera comunità. Non senza un doppio ritorno d’immagine e non senza la chance di "colpire" target di appassionati in larga parte diversi.

Vale la pena di provarci.

Antonio Triveri

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