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Chiamala se vuoi "partita di cartello"


Lucaweb

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di GIANCARLO PIGIONATTI

Se le solennità riempiono di fedeli le cattedrali, i "sacerdoti" biancorossi si stanno preparando a una festa, almeno se l'augurano in una Masnago all'antica, dopo un debutto tiepido per presenze ma non per sostegno, sempre grande in Curva nord.

La presenza di Siena, roba da attrazione fatale per chi ama la pallacanestro, grazie al talento dei suoi atleti e alle qualità d'un super gruppo, fa diventare speciale la sfida che, sabato sera, attende la Cimberio.

Vien la tentazione di definirla una gara di cartello, anche se oggi, in una pallacanestro con identità molto ballerine e gerarchie contate, anzi scontate, ogni partita dovrebbe essere tale per ogni club se è sorretto dalla tradizione di imbattibili passioni nel proprio circondario.

Trent'anni fa, quando le squadre avevano un'identità forte e chiara nei loro italiani, veri campioni (molti dei quali bandiere) e nelle due "vedettes" straniere (soggetti spettacolari), i grandi appuntamenti si rincorrevano a Masnago, basti pensare alle stagioni della DiVarese e della Ranger, e Vescovi lo sa bene, per ricordare tanti pienoni qui ma anche in altri palazzi dello sport.

A differenza di altre città, in ogni caso, la nostra "piazza" s'è sempre fatta invidiare per presenze sugli spalti, innegabilmente, colorite e suggestive, roba da creare un'atmosfera. Ne hanno beneficiato, soprattutto, la Cagiva e i Roosters che, sul campo, hanno deliziosamente e grandiosamente ripagato i tifosi ma, ugualmente, nell'ultimo decennio, Varese non ha offuscato la propria meritata denominazione di "Basketcity" pur non registrando il "tutto esaurito", se non in rare occasioni, visti i tempi e il valore della squadra la quale, ben sappiamo, non ha fatto certo sognare la sua gente.

Ha sempre retto lo "zoccolo duro", pure rinfoltito dalle iniziative promozionali di Gianfranco Castiglioni il quale, pur di qualificare Varese tra le prime società d'Italia, per importanza di interessi, concedeva tessere a prezzi di favore.

Già, l'occhio vuole la sua parte in una Masnago che possa imporre, ogni volta, l'ideale testimonianza di una così forte appartenenza della città alla squadra non senza un riflesso e autorevole messaggio all'intero movimento, avversari di turno e arbitri compresi. Un biglietto da visita che va oltre all'esito della prova, segno d'una realtà grande e consolidata.

Ora siamo di fronte a una stagione molto particolare, se non delicata, segnata da un mutamento di corso attraverso una società costretta a tagliare qui e là da necessità finanziarie, dovendo far corrispondere il bilancio preventivo a quello consuntivo nell'attesa di una partecipazione più congrua e diretta dei propri sportivi per dare più slancio al futuro.

E' una scommessa non senza rischi, sicuramente capibile e sostenibile, voltando pagina, sempre che la pallacanestro sia ancora una religione per la città.

Sabato sera, concorrenza televisiva a parte, per dire di un'altra e severa concomitanza (come lo è Milan - Juventus), sono auspicabili almeno quattromila spettatori come merita la stimolante sfida, ancorché assai ardua, ai campioni d'Italia. La società sta dando l'esempio con biglietti a cinque euro, a disposizione degli abbonati affinché la platea grondi sensibilità al destino della squadra.

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