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RECALCATI «Non c’è bisogno di stimoli»


Lucaweb

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Non si può certo dire che Carlo Recalcati non avesse avvertito squadra e ambiente delle difficoltà della trasferta di Cremona: col senno di poi la Cimberio ha scoperto sulla propria pelle la durezza fisica della difesa della Vanoli, capace di mandare fuori partita in un quarto la truppa biancorossa.

Partita mai iniziata e chiusa con un passivo pesante per Varese, cui il coach biancorosso (foto Blitz in alto) chiede di far tesoro della lezione come accaduto dopo lo stop di Avellino.

«Finchè non si riesce a creare una mentalità per cui viene spontaneo scendere in campo sempre al massimo della concentrazione e devi forzare determinate situazioni, può succedere di infilare una serata storta come quella che è capitata a noi a Cremona. In questo campionato tutte le squadre sono ben attrezzate, e quelle in grado di giocare una pallacanestro molto fisica come la Vanoli sono meno soggette ad alti e bassi; è un dato di fatto che a noi giocare sempre al massimo dell’energia costa impegno, perché non essendo molto atletici è una cosa che non abbiamo nel nostro Dna. Pur facendo più fatica degli altri, però, dobbiamo arrivare ad avere sempre lo stesso atteggiamento aggressivo...».

Dunque, Recalcati chiede alla squadra di imparare a competere anche su campi non esattamente abituali per molti suoi giocatori.

«Proprio quando vai a giocare sui campi di avversarie toniche e muscolose come Cremona, che ti sfidano sul piano dei contatti, serve uno sforzo supplementare per adeguarci alle esigenze della partita. Dobbiamo imparare a non farlo soltanto saltuariamente, anche se dopo tre vittorie in fila è probabilmente umano che ci sia un pizzico di rilassamento. D’altra parte, il passaggio decisivo per diventare una squadra dal rendimento continuo è proprio nella capacità di migliorare nelle cose che ci vengono meno spontanee: se riusciremo a farlo, allora sapremo essere completi senza soffrire certi tipi di avversari».

In ogni caso il coach varesino farà leva sulla voglia di rivalsa del gruppo per ricaricare le batterie della squadra in vista del match di domenica contro la Virtus Bologna.

«In questa settimana ci sarà sicuramente maggior disponibilità da parte dei giocatori: in questo gruppo ci sono persone che hanno dignità e amor proprio, e a nessuno di loro è piaciuto essere preso a schiaffi o farsi schiacciare in testa. Certo, non ci sarà bisogno di stimoli particolari tra la voglia di riscatto di tutti e il blasone di una sfida tra due società dalla grande tradizione. Poi nelle nostre file ci saranno tre ex assai motivati: Righetti è sicuramente colui che vorrà mettersi più in mostra, ma così sarà anche per lo stesso Kangur, non considerato dopo un buon playoff, e Fajardo, che dopo un ottimo campionato non ha trovato l’accordo per rimanere».

E il fattore-campo di Masnago, sinora determinante in tutte e tre le uscite casalinghe della Cimberio, sarà ovviamente un vantaggio per la formazione biancorossa in una gara che Varese vuol far sua alla vigilia delle due trasferte di Roma e Caserta.

«Abbiamo messo da parte un piccolo tesoretto, ma siamo chiamati a legittimarlo sempre per non disperdere quel che abbiamo fatto di buono in questo inizio di stagione. Giocheremo contro un’avversaria che ha i nostri stessi punti, pur essendo partita con maggiori ambizioni. Soprattutto giocando in casa contro una squadra di rango come la Virtus dovremo cercare di difendere il nostro fortino, come è avvenuto contro Siena, ma anche contro Pesaro e Brindisi. Di certo il fattore-campo si farà sentire: le tribune non saranno piene ma il pubblico è molto caldo, i vuoti si vedono ma non si percepiscono perché chi viene al PalaWhirlpool vuole starci vicino e ci trasmette energia con la sua passione».

Giuseppe Sciascia

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