Jump to content

Recommended Posts

Posted

“Ci sono corde, nel cuore umano, che sarebbe meglio non fare vibrare”. Claudio Sabatini, vulcanico proprietario della Virtus Bologna, probabilmente ignaro dell’aforisma di Charles Dickens, domenica scorsa nel parterre del PalaWhirlpool ha assistito a un intero concerto fatto con le corde del cuore. Protagonista, sul palco, Alex Righetti impegnato in un personale, fantastico assolo: "Concerto n° 21: la vendetta”.

«Le motivazioni esercitano un ruolo fondamentale nella vita di ognuno ma - sottolinea Righetti (in alto nella foto Blitz) - hanno un valore straordinario in quella degli sportivi. La gara contro la Virtus per me aveva un valore speciale e, dopo tante sofferenze, dopo aver ingoiato bocconi amarissimi, era logico che rappresentasse il momento, tanto atteso, del mio riscatto. I 21 punti realizzati, le triple importanti, alcune giocate decisive sui due lati del campo mi hanno ripagato, seppur in minima parte, delle sofferenze subite alla Virtus. Così, domenica sera, dopo la partita, mi sono sentito proprio bene, in pace con me stesso, con la sensazione di aver chiuso definitivamente i conti col passato».

Il suo tabellino, con 5/8 dall’arco, propaga una bella armonia. Dentro c’è stato spazio anche per qualche tripla "ignorante"?

«Direi di no. Riguardando il film della partita ho visto come sia i miei che quelli dei compagni siano stati tutti tiri cercati, aperti e, fortunatamente, andati abbastanza a buon fine. Credo che tutta la squadra abbia giocato bene, sempre munita della lucidità necessaria per creare spazi e vantaggi per tutti. E in qualche occasione, è toccato a me recitare il ruolo di tiratore designato».

La vostra classifica è bella e anche invidiata.

«Sono alla Cimberio solo da poche settimane e, anche per il prestigio della Pallacanestro Varese, sento in pieno l’importanza di quel che stiamo facendo. Tuttavia, penso che solo il successo ottenuto contro Siena sia da considerare fuori pronostico. Dunque, credo che ci vada riconosciuto un solo merito: quello di aver iniziato la stagione col piede giusto, e livelli di mentalità e concentrazione adeguati. In prestagione c’era la consapevolezza di essere una buona squadra e, insieme, abbiamo solo lavorato per sviluppare il talento a disposizione».

Domenica prossima sarete a Roma: c’è in vista un altro concerto dell’ex?

«Ci conto, anche se - puntualizza Righetti -, nei confronti della Virtus capitolina (altra coincidenza favorevole? ndr), non c’è astio. Avevo capito che il mio tempo col team giallorosso si era concluso e ci siamo lasciati bene, anche se Roma, in realtà, avrebbe voluto confermarmi. Ad ogni modo, nessun dente avvelenato ma, quella sì, tanta voglia di vincere e spingere Varese ancora più in alto».

Quale la sua idea su Roma, società che a dispetto di ingenti investimenti ha raccolto pochino?

«E' difficile dare spiegazione e trovare cause concreti agli insuccessi di una società che, comunque, da anni, è sempre tra le prime. Posso soltanto dire che giocare a Roma è davvero complicato perchè l’ambiente è tutt’altro che ovattato e sonnacchioso. Anzi se perdi, stante il clima di feroce competizione col calcio, non ti viene perdonato nulla. Viceversa, se fai una buona stagione, la gente risponde alla grande e, non a caso, nei miei anni, trascinammo al PalaEur anche 12.000 spettatori. Però, è chiaro, a Roma devi solamente fare bene».

Adesso la Lottomatica sembra passarsela maluccio, ma...

«Ma la squadra c’è ed è pure di alto livello, con Smith, Washington, Traorè, Dedovic, Vitali e soci. Insomma, i romani disputeranno sicuramente una gara di grande aggressività, con le mani sempre addosso, usando tutto il loro notevolissimo impatto fisico. Toccherà quindi a noi non sbagliare approccio, come invece successo ad Avellino o a Cremona, tirare i nostri avversari punto a punto e, restando più sereni, infilzarli nel finale in un match che - conclude “Rigo” - possiamo davvero vincere».

Massimo Turconi

×
×
  • Create New...