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Il 16 ottobre del 1983 c’era anche l’allora 19enne Cecco Vescovi in campo nelle file della formazione di Varese vittoriosa al PalaMaggiò. Il raid dell’allora Star guidata dal compianto Riccardo Sales resta l’unico successo conquistato dalla truppa biancorossa in “Terra di Lavoro”, con un ruolino di marcia di 12 sconfitte consecutive tra la storica rivalità degli anni Ottanta e gli ultimi capitoli dopo il ritorno in serie A della Pepsi a rendere il campo di Caserta un vero e proprio tabù per la Cimberio.

L’attuale presidente (in alto con Recalcati - foto Blitz) del club di via Sanvito non vede l’ora di provare a sfatarlo: «Così come accaduto con Roma, dovremo cercare di acuire le difficoltà di Caserta: dopo quanto successo a Berlino l’ambiente non sarà dei migliori, a noi il compito di mostrare il piglio giusto soprattutto in avvio, proprio come abbiamo fatto domenica scorsa. I campionati di vertice si costruiscono anche sfruttando queste situazioni vantaggiose: noi stiamo vivendo un periodo positivo e potremo giocare con la sicurezza garantita dalla classifica e dalle ultime vittorie; sarà opportuno iniziare in una certa maniera per mettere in risalto le loro incertezze e far sì che la situazione non ci si ritorca contro».

Un eventuale bis esterno su un campo storicamente avverso come quello di Caserta consoliderebbe il ruolo di "grande” che la Cimberio sta esercitando a sorpresa nelle gerarchie del campionato.

Pur soddisfatto per i risultati oltre le aspettative, il presidente biancorosso invita comunque a non abbassare la guardia: «Siamo ovviamente soddisfatti della posizione in classifica e del rendimento della squadra, ma non possiamo permetterci di staccare il pedale dall’acceleratore: ricordo nella scorsa annata squadre come Avellino e Biella che erano partite fortissimo ma si sono afflosciate nel girone di ritorno, e addirittura i piemontesi si sono giocati la salvezza all’ultima giornata. Bisogna mantenere il giusto equilibrio tra l’entusiasmo generato dal secondo posto e la necessità di rimanere concentrati sul lavoro per continuare su questa strada».

Di certo la posizione attuale in classifica è legata a filo doppio alla coralità espressa dalla squadra, prova ne sono le uniche due stecche arrivate nel contesto di prestazioni sottotono di tutto il collettivo.

«Le sconfitte di Avellino e Cremona ci ricordano in maniera chiara come si vince e si perde tutti insieme, e la necessità di giocare al massimo dell’intensità c’è contro qualsiasi avversaria. Il fatto che ad ogni partita ci sia un protagonista diverso evidenzia come la squadra giochi in un certo modo se tutti quanti portano il loro mattoncino: al di là del tabellino che può esaltare a turno uno o l’altro, la nostra identità dipende dalla coralità».

E il buon funzionamento del “sistema Varese”, che la squadra di Recalcati esprime in maniera ottimale sul campo, trova riscontri puntuali anche al di fuori del campo: i risultati positivi della Cimberio sono frutto diretto dell’efficacia del “consorzio” tra tutte le componenti a livello societario, organizzativo e sportivo.

«Tutto quel che abbiamo costruito sin dall’estate passata si sta riflettendo sul campo grazie al lavoro di staff tecnico e giocatori; evidentemente le basi sulle quali è stato impostato il nuovo progetto erano valide e la squadra ne sta traendo stimoli positivi. Questo è un aspetto fondamentale affinchè i giocatori sappiano cogliere l’impegno della società e siano coinvolti anch’essi nel progetto. Stiamo tutti remando dalla stessa parte per dare un futuro migliore a Varese: tutte le premesse dell’anno zero si stanno realizzando ma dobbiamo continuare a fare il massimo per alzare l’asticella dei risultati e pure per aumentare la base societaria. E, uscendo dalla cerchia dei soliti nomi e degli appassionati già noti, sono già arrivate belle novità: basti pensare alla famiglia Monferini, che ha dato un contributo fattivo e sostanzioso».

Giuseppe Sciascia

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