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VARESE Una partita giocata a metà, un'incompiuta,

l'ennesimo rospo da buttare giù, mia settimana da iniziare

con i fantasmi pesaresi da cacciare via che fanno

a cazzotti con mia partita troppo importante da preparare.

E in tutte queste premesse un filo conduttore che

riesce soltanto a fare arrabbiare ancora di più: Varese,

sul campo della Scavolini, ha gettato alle ortiche un'occasione

grande come una casa. «Tutto vero - chiosa un

Recalcati non arrabbiato come domenica sera ma poco

meno - e l'incazzatura che tutti stiamo provando in

questi giorni è sacrosanta e legittima».

Occasione buttata via, perché?

Innanzitutto perché abbiamo giocato un primo tempo

sciagurato, senza energia, senza voglia: abbiamo

concesso tutto ai nostri avversari che, ringraziando,

hanno messo la freccia e sono scappati via.

E poi?

E poi c'è quell'ultimo quarto nel quale abbiamo gettato

al vento troppe occasioni di vincere la partita: in dieci

minuti abbiamo perso dieci palloni, per quattro volte

abbiamo avuto l'occasione di restare in vantaggio per

due azioni consecutive e mettere pressione alla Scavolini

e non siamo riusciti a farlo.

Per quale motivo?

Per tanti motivi, ma più che altro perché abbiamo avuto

fretta, abbiamo ceduto alla tentazione di fare tutto

subito, non abbiamo avuto pazienza. A tutti resterà negli

occhi la palla persa di Goss nell'ultima azione, che

in dieci secondi non è riuscito né a tirare né a passare

la palla. Ma quello è stato l'ultimo di una serie di errori

banali, stupidi.

I numeri dicono che Pesaro ha tirato una montagna

di liberi in più rispetto a Varese: fischi casalinghi?

No: era nostro preciso volere quello di essere aggressivi

e quindi di fare qualche fallo in più. Il problema

sta sempre nella misura e nella testa: bisognerebbe evitare

i falli stupidi, specialmente quando hai già raggiunto

il bonus. Nel primo periodo per quattro azioni

in fila noi perdevamo palla e immediatamente dopo li

mandavamo in lunetta per due liberi comodi comodi.

Ma lei come si spiega questi passaggi a vuoto?

Non me li spiego, nel senso che non dovremmo patirli

visto che siamo una squadra esperta fatta di gente

sgamata: ima volta che abbiamo la partita in mano,

dovremmo riuscire a tenerla. Spesso non lo facciamo.

Ecco la classifica: sentimenti scatenati?

Un po' di rammarico, perché dobbiamo tenere d'occhio

quello che succede dietro di noi: e il fatto che le

nostre inseguitrici perdano tutte, come è successo domenica,

deve farci arrabbiare ancora di più. Perché

significa che vincendo le avremmo staccate.

Non è tranquillo?

No, perché la situazione è fin troppo chiara. Ci sono

delle squadre davanti a noi contro le quali abbiamo

vinto, e poi ci sono delle squadre dietro di noi contro

le quali abbiamo perso: e nel girone di ritorno dovremo

andare a giocare sui campi di queste squadre per

cercare di ribaltare il parziale. Teramo, Sassari, Biella.

Bisogna vincere domenica.

Bisogna vincere domenica perché dobbiamo continuare

a vincere in casa, per muovere la classifica e arrivare

a giocare quelle partite su quei campi difficili con

un margine di sicurezza il più ampio possibile.

La bella notizia è che per un po' non si giocherà più

ogni tre giorni.

Vero: e che se continuiamo a lavorare come abbiamo

fatto nelle ultime due settimane non potremo che avere

benefici e migliorare.

Damien Ryan.

Non è il singolo a esaltare la squadra, ma il contrario:

Damien nel primo tempo si è smarrito nel marasma di

tutto quello che lo circondava e nella confusione della

squadra. Poi qualcosa è cambiato, e i compagni hanno

capito che lui è imo che deve essere attivato e servito.

Bene: ora lo conoscono e sanno cosa fare per metterlo

nelle condizioni di aiutarci per davvero. Questa

settimana servirà soprattutto per inserirlo di più in un

gruppo che ha bisogno di uno come lui,

Francesco Caielli

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