Lucaweb Posted February 21, 2011 Posted February 21, 2011 VARESE Una partita giocata a metà, un'incompiuta, l'ennesimo rospo da buttare giù, mia settimana da iniziare con i fantasmi pesaresi da cacciare via che fanno a cazzotti con mia partita troppo importante da preparare. E in tutte queste premesse un filo conduttore che riesce soltanto a fare arrabbiare ancora di più: Varese, sul campo della Scavolini, ha gettato alle ortiche un'occasione grande come una casa. «Tutto vero - chiosa un Recalcati non arrabbiato come domenica sera ma poco meno - e l'incazzatura che tutti stiamo provando in questi giorni è sacrosanta e legittima». Occasione buttata via, perché? Innanzitutto perché abbiamo giocato un primo tempo sciagurato, senza energia, senza voglia: abbiamo concesso tutto ai nostri avversari che, ringraziando, hanno messo la freccia e sono scappati via. E poi? E poi c'è quell'ultimo quarto nel quale abbiamo gettato al vento troppe occasioni di vincere la partita: in dieci minuti abbiamo perso dieci palloni, per quattro volte abbiamo avuto l'occasione di restare in vantaggio per due azioni consecutive e mettere pressione alla Scavolini e non siamo riusciti a farlo. Per quale motivo? Per tanti motivi, ma più che altro perché abbiamo avuto fretta, abbiamo ceduto alla tentazione di fare tutto subito, non abbiamo avuto pazienza. A tutti resterà negli occhi la palla persa di Goss nell'ultima azione, che in dieci secondi non è riuscito né a tirare né a passare la palla. Ma quello è stato l'ultimo di una serie di errori banali, stupidi. I numeri dicono che Pesaro ha tirato una montagna di liberi in più rispetto a Varese: fischi casalinghi? No: era nostro preciso volere quello di essere aggressivi e quindi di fare qualche fallo in più. Il problema sta sempre nella misura e nella testa: bisognerebbe evitare i falli stupidi, specialmente quando hai già raggiunto il bonus. Nel primo periodo per quattro azioni in fila noi perdevamo palla e immediatamente dopo li mandavamo in lunetta per due liberi comodi comodi. Ma lei come si spiega questi passaggi a vuoto? Non me li spiego, nel senso che non dovremmo patirli visto che siamo una squadra esperta fatta di gente sgamata: ima volta che abbiamo la partita in mano, dovremmo riuscire a tenerla. Spesso non lo facciamo. Ecco la classifica: sentimenti scatenati? Un po' di rammarico, perché dobbiamo tenere d'occhio quello che succede dietro di noi: e il fatto che le nostre inseguitrici perdano tutte, come è successo domenica, deve farci arrabbiare ancora di più. Perché significa che vincendo le avremmo staccate. Non è tranquillo? No, perché la situazione è fin troppo chiara. Ci sono delle squadre davanti a noi contro le quali abbiamo vinto, e poi ci sono delle squadre dietro di noi contro le quali abbiamo perso: e nel girone di ritorno dovremo andare a giocare sui campi di queste squadre per cercare di ribaltare il parziale. Teramo, Sassari, Biella. Bisogna vincere domenica. Bisogna vincere domenica perché dobbiamo continuare a vincere in casa, per muovere la classifica e arrivare a giocare quelle partite su quei campi difficili con un margine di sicurezza il più ampio possibile. La bella notizia è che per un po' non si giocherà più ogni tre giorni. Vero: e che se continuiamo a lavorare come abbiamo fatto nelle ultime due settimane non potremo che avere benefici e migliorare. Damien Ryan. Non è il singolo a esaltare la squadra, ma il contrario: Damien nel primo tempo si è smarrito nel marasma di tutto quello che lo circondava e nella confusione della squadra. Poi qualcosa è cambiato, e i compagni hanno capito che lui è imo che deve essere attivato e servito. Bene: ora lo conoscono e sanno cosa fare per metterlo nelle condizioni di aiutarci per davvero. Questa settimana servirà soprattutto per inserirlo di più in un gruppo che ha bisogno di uno come lui, Francesco Caielli
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