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Thomas, giudizio rinviato


Lucaweb

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Riattivazione a scartamento assai ridotto per Jobey Thomas, che dopo 25 giorni di riposo e terapie per recuperare dal problema alla tibia sinistra evidenziato già prima di Natale ha provato ieri a riprendere in mano il pallone per verificare la risposta alle sollecitazioni dell’articolazione. Il tiratore americano si è dapprima mosso sul campo da solo e poi ha provato a svolgere la prima parte dell’allenamento svolto anche stavolta a ranghi ridotti con Rannikko e Slay ancora “ai box” (per il finlandese e lo statunitense la ripresa del lavoro è prevista per lunedì). Non più di una trentina di minuti di lavoro che però hanno procurato fastidio alla “parte lesa” dello statunitense: di certo non un segnale positivo in vista dell’auspicato ritorno a pieno regime a partire da lunedì prossimo sul quale la società aveva puntato quando era stata stabilita la “strategia di recupero” successivamente al derby di Cantù, fermando il giocatore per 4 settimane e ingaggiando la “stampella” Damien Ryan.

Stamattina Thomas proverà comunque a lavorare di nuovo in palestra e così dovrebbe fare anche domani, visto che la situazione sarà valutata in maniera efficace solo con il progredire dei carichi di lavoro. Solo dopo una serie di allenamenti consecutivi si potrà infatti capire se l’infiammazione del piatto tibiale sinistro che procura dolore all’atleta statunitense si è riassorbita quel tanto che basta per consentirgli di sostenere la routine abituale degli allenamenti settimanali: Thomas è atleta abituato a stringere i denti come dimostrato lo scorso anno quando dovette convivere da settembre con una fastidiosa fascite plantare, ma il problema attuale sembra più serio e “fastidioso” (per una completa guarigione eliminando l’edema attuale serviranno mesi di terapia e riposo).

La strategia di Varese è quella di fare il punto della situazione dopo l’allenamento di domani: «La situazione fisica di Jobey si potrà valutare soltanto col progredire dei carichi di lavoro, solo dopo qualche giorno di lavoro potremo avere un quadro più chiaro - conferma il dirigente biancorosso Max Ferraiuolo -. La condizione fisica del giocatore sarà valutata soltanto dopo che avremo la garanzia relativa alla sua possibilità di allenarsi con continuità; purtroppo il tempo stringe e non potremo permetterci di aspettare ancora, c’è bisogno di un giocatore sano e pronto per affrontare il prossimo ciclo di impegni…».

La sensazione dunque è che entro il fine settimana Varese dovrà prendere una decisione definitiva sul conto del suo fuciliere principe: se i prossimi due giorni invertiranno l’attuale sensazione non confortante sul possibile ritorno in gruppo di Thomas dall’inizio della prossima settimana con conseguente presenza in campo sabato contro Treviso o al più tardi nello “scontro salvezza” del 27 febbraio a Brindisi, allora la Cimberio esplorerà concretamente le varie ipotesi alternative sul cui conto la società sta iniziando a prendere informazioni preventive in questi giorni.

Un cambio certamente doloroso ma necessario - fermo restando l’anno di contratto ancora in essere per il 2011/2012 - qualora non ci fossero garanzie di rapido ritorno in campo in buona efficienza fisica. Il tutto con risorse logicamente limitate e su un mercato che offre poche soluzioni interessanti, dovendo necessariamente pescare dalla lista ridotta dei giocatori freschi di taglio o non pagati già attivi in Europa, visto l’aggravio economico (da 35 a 45mila dollari di buyout) per liberare oggi un atleta militante nella D-league americana.

Più che sulle caratteristiche tecniche la scelta si aprirebbe anche sul colore del passaporto (se arrivasse un europeo potrebbe tornare nelle rotazioni anche Ryan); di sicuro se Thomas dovesse gettare la spugna ci sarebbe bisogno di un elemento con punti nelle mani, e questo punto della stagione poco importa se tiratore puro come Jobey o più "creativo" dal palleggio...

Giuseppe Sciascia

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