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STIPCEVIC «Mi manda Komazec»


Lucaweb

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«Arijan Komazec? Lo conosco benissimo, prima di accettare l’offerta di Varese ho parlato per due giorni con lui e mi ha detto grandi cose della città e del pubblico di Masnago».

Decisamente un gradito biglietto da visita quello con il quale Rok Stipcevic si presenta sotto le Prealpi. D’altra parte per un ragazzo di 25 anni cresciuto a Zara l’ex stella della Cagiva e poi dei Roosters non poteva che essere uno degli idoli della sua infanzia («Avrei voluto il numero 6 che indossavo allo Zadar come faceva Komazec, ma visto che è occupato mi accontenterò del 20...» spiega il regista croato).

Di certo il nuovo playmaker della Cimberio ha tanta voglia di "sfondare" a Varese: «So che qui c’è una grande tradizione cestistica, e poi Arijan mi ha confermato che Varese è una città di basket: mi piace giocare dove c’è passione ed entusiasmo e quella della Cimberio era una opportunità ghiotta per mettermi alla prova in un campionato competitivo come quello italiano, dove si gioca una pallacanestro di alto livello. Poi i colloqui con Komazec mi hanno convinto che questo è il posto giusto...».

A pesare nella decisione di Stipcevic ha giocato anche il fascino del "Belpaese" («Cosa mi piace? Pasta, lasagne, tortellini: sono convinto che mi troverò benissimo»); in attesa di vedere dal vivo le bellezze "scovate" su Internet («Mi sono documentato prima di partire, ho sentito parlare del Sacro Monte e dei laghi») il regista del 1986 non vede l’ora di cimentarsi con la nuova realtà nella prima esperienza assoluta fuori dal suo paese:

«L’impatto in un campionato estero non mi spaventa: in fondo ho giocato in Nazionale vincendo i Giochi del Mediterraneo e disputando i Mondiali, poi tra l’Eurocup con Zara e l’Eurolega col Cibona ho già accumulato una buona esperienza internazionale. Non credo che ci saranno grandi differenze, anzi non vedo l’ora di misurarmi ad un livello più alto: credo che l’Italia sia il meglio per me vista la qualità delle squadre e delle organizzazioni. Penso di poter migliorare ancora e dare il mio aiuto ad una squadra che per quanto ho potuto vedere nel primo allenamento di ieri ha diversi elementi di valore».

E l’auspicio di Stipcevic è quello di lasciare un segno a Varese, anche attraverso l’opzione a favore del club biancorosso per proseguire il legame anche nella prossima stagione

«Cercherò di sfruttare al massimo questa occasione e dare il mio contributo per riportare in alto questa società: al momento c’è da pensare prima di tutto alla partita di sabato perchè la classifica impone di fare risultato. Poi nell’ambito dei prossimi tre mesi ci sarà tempo per conoscersi: al momento penso a fare il meglio possibile per Varese, sarebbe bello essere parte di qualcosa in grado di riportare questo club ai livelli che gli competono e dei quali ho parlato tanto con Komazec».

E le stimmate del giocatore "di squadra" emergono quando gli si chiede di parlare di sè e del suo modello: «Non mi piace puntare l’attenzione sul singolo - mette in chiaro - visto che questo è uno sport di squadra: si vince e si perde tutti insieme, dunque la cosa fondamentale è dare sempre il 100 per cento e fare tutto quello che serve per arrivare al risultato desiderato. Se c’è qualcuno cui mi ispiro? Direi di no, ma reputandomi un giocatore intelligente cerco di prendere qualcosa da chiunque possa darmi spunti utili per crescere. E come tanti ragazzi cresciuti alla scuola cestistica della ex Jugoslavia spero di poter sfruttare l’occasione di giocare in Italia per completare definitivamente la mia maturazione. In fondo Croazia, Serbia e Slovenia hanno la stessa matrice cestistica: tanti ragazzi sono partiti da lì per arrivare ai massimi livelli europei, spero di seguire lo stesso percorso...».

Giuseppe Sciascia

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