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flavio Vanetti e la beffa varesina


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Ritorna in campo l’Ignis ma è una beffa per Varese

12/09/2005 09:00

Proprio a Masnago l’esordio in campionato delle nuove maglie

- Corriere della Sera -

Lo «strano» incontro è già avvenuto venerdì scorso. Palasport di Castellanza, prima uscita della rinnovata (e ancora imballata) Varese del basket nel precampionato: di fronte non tanto i Draghi di Castelletto Ticino, neopromossi in LegaDue e per la cronaca vincitori di due punti sul blasonato avversario, bensì una maglia. E un nome su di essa: Ignis. L’icona da associare a una leggenda, a fuoriclasse, a un giallo e a un blu che erano stati i colori della vittoria. Adesso quella scritta assomiglia al sarcofago di un faraone che si scoperchia ed emana influssi nefasti per chi ha permesso il sacrilegio: vale a dire la Pallacanestro Varese. È mai possibile che nell’anno in cui la società si appresta a festeggiare il 60° della sua avventura tra i canestri (feste ufficiali il 30 settembre, con partita, spettacolino e cotillons), un nome così speciale sia finito «sulle canotte sbagliate», come osservano i reduci dell’ex Basket Club Ignis e come nel profondo dell’animo ritiene Guido Borghi, figlio di Giovanni-il cumènda, il Mister Ignis dei miracoli industriali e sportivi? Bella domanda. E risposta a seguire, tra poco. Ovvero, non prima di aver avvisato che non è finita qui, con il tremendo smacco del nome Ignis che batte... Varese. Lo sbarco dello storico marchio nella cittadina a due passi dal Ticino e dal Verbano prevede pure la «profanazione del tempio». Accadrà il due ottobre: il nuovo impianto di Castelletto non sarà ancora disponibile e la squadra in campionato debutterà così a Varese. Al PalaIgnis: il marchio tornerà, in quei volumi che profumano di tradizione; ma, appunto, sarà sulle maglie sbagliate. «Ma quali maglie sbagliate, noi abbiamo solo fatto il nostro interesse senza ostacolare nessuno» insorge Mario Verdina, il presidente dei Draghi. Ha le sue buone ragioni, commerciali, di marketing e pure storiche. «Partiamo proprio da queste. La Whirlpool di oggi non c’entra nulla con la Ignis di Borghi. Borghi vendette agli olandesi della Philips, ai quali subentrarono poi gli americani: Ignis è diventato un marchio di prodotto e non è più il nome di un’azienda».

Già, ma l’affronto rimane; anche se a suo tempo la sigla Simmenthal, altro mito della storia cestistica italiana, visse qualcosa di simile, rientrando nel basket a Brescia dopo aver fatto la leggenda di Milano, e anche se la Ignis fu già protagonista di una rentrée , sponsorizzando per una stagione il volley di Padova.

Tutto giusto, eppure... Insomma, per tanti è difficile mandarla giù. Di nuovo Verdina: «Violazione, sacrilegio? Macché. A parte che ignoravo la ricorrenza del sessantesimo anniversario della Pallacanestro Varese, non siamo affatto blasfemi e non abbiamo mai pensato di fare uno sgarbo ad essa. Abbiamo anzi avviato un eccellente rapporto di collaborazione, destinato a rafforzarsi nel futuro: il nostro tecnico, Tarcisio Vaghi, è un ex assistente di Ruben Magnano e in squadra giocano Stefano Rusconi e Paolo Conti, due nomi non proprio trascurabili nella storia varesina. Piuttosto, chi dirige oggi a Comerio si è riconosciuto nel nostro progetto: gruppo giovane; una proposta dinamica, in linea con gli obiettivi dell’azienda. Il contatto non nasce a caso: due anni fa inviammo la nostra brochure . Piacque, ma i tempi non erano maturi. Ora lo sono diventati, a cifre per noi soddisfacenti».

Ecco allora la risposta alla domanda di prima: alle spalle ci sono un lavoro che dura da mesi e una buona relazione con il territorio. Anzi, perfino con il territorio «straniero», perché Castelletto è in Piemonte e la Whirlpool in Lombardia. La capacità di rapportarsi con la propria terra invece manca, ed è una lacuna grave, alla Pallacanestro Varese, gestita oggi dalla famiglia Castiglioni, encomiabile e preziosa, ma prigioniera delle sue autarchiche visioni organizzative. Sarebbe bastata una telefonata e magari a Comerio avrebbero agito diversamente. Il vicepresidente Claudio Maria Castiglioni, diventato un cultore del faso-tuto-mì , si difende: «Intanto la Ignis ha un rapporto anche con noi, visto che sponsorizza l’impianto. In secondo luogo stiamo esplorando altre strade, altrettanto prestigiose». Si dice che il nuovo marchio per le maglie sia in arrivo. Ma lo si affermava pure l’anno scorso. Poi, aspettando Godot, finì che la squadra si chiamò Casti Group. Ovvero, un nome che riconduce allo stesso proprietario. Il maso chiuso. Il solito maso chiuso. I Castiglioni non si sono mai domandati se è la loro presenza così diretta, non mediata da un professionista adeguato in grado di affiancarli, la ragione che tiene lontani i partner?

Flavio Vanetti

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in aggiunta ........

Gli ex dell’armata gialloblù: «Un tradimento»

12/09/2005 09:00

Aldo Ossola: «Si violerà un tempio del basket» Critico anche Dino Meneghin: «In questo modo è stata gettata al vento una grande occasione»

- Corriere della Sera -

Trattasi di insulto alla storia o di paturnie retrò, superate dalle logiche del villaggio globale? «Per me è un insulto bell’e buono. E quando il Castelletto giocherà a Masnago, il tempio sarà davvero violato». Aldo Ossola, il von Karajan del basket, le mani magiche della regia Ignis, non ha dubbi: sarebbe stato meglio se non fosse mai andata in porto l’operazione che ha portato lo storico marchio sulle maglie dei Draghi. «E questo, sia chiaro - precisa Ossola - con il massimo rispetto e affetto per questa società: non è certo colpa sua». Incerto nel pronunciarsi, invece, un altro grande reduce della valanga gialloblù: Marino Zanatta. «Sinceramente, non saprei giudicare. In fondo, se di affronto si tratta, era già stato perpetrato anni fa, con la sponsorizzazione Ignis alla pallavolo di Padova. Certo, qui la provocazione è più diretta: noi ex e i tifosi possiamo in effetti sentirci scandalizzati. Ma pongo un quesito provocatorio: Varese è ancora una squadra interessante da sponsorizzare? Penso che se oggi fosse ancora in vita il commendator Borghi questa cosa non sarebbe mai accaduta. Invece, con tutta probabilità, ha deciso un uomo del marketing. Ma così va il mondo, occorre prenderne atto. No, non è indelicato, tuttavia mi chiedo: quale logica c’è? Hanno calcolato, quelli della Ignis, quale entusiasmo ci sarebbe stato a Varese se quel nome fosse tornato sulle ‘‘nostre’’ maglie?» Dino Meneghin, totem del basket italiano, firma e controfirma: «Sono felice che Ignis torni nella pallacanestro e auguro le migliori fortune al Castelletto. Ma io avrei preferito rivedere la sponsorizzazione a Varese: la Whirlpool si è giocata un grande scoop». Ossola chiude con amarezza: «Così si perde l’identificazione di un marchio con una città e con una storia. Stiamo parlando della Ignis, non di un nome qualsiasi. Sì, c’è parecchio che non quadra, in questa vicenda: avrei accettato, al limite, di vedere una Ignis Sud, a Masnago; era già capitato, ai tempi... Ma Ignis, proprio no: sarebbe bastato un briciolo di buona volontà per evitare questa situazione; invece le cose giuste sono quelle che non si riescono a perfezionare». f.van.

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Troppo rumore per nulla.

La whirlpool da a Castelletto meno di quanto servirebbe per sponsorizzare Varese.

Forse potremo lamentarci se giocheremo ancora con il marchio CastiGroup, ma se arriverà uno sponsor questi saranno tutti discorsi inutili.

Se poi li fa uno che da Varese è andato a Milano lo sono ancora di più.

Sponsorizza comunque l'impianto.

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per come la vedo io... dipende dai soldi che garantiva la Whirpool per la sponsorizzazione... è evidente che Castelletto essendo in legadue ha meno visibilità e quindi è meno costosa... inoltre un presidente secondo me ha anche il diritto di recuperare una cifra per lui interessante.... se la squadra costa 5 milioni l'anno (è un'ipotesi) e lo sponsor mi offre 200.000 non è che copra poi chissà quale percentuale delle spese, o no ????

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Troppo rumore per nulla.

La whirlpool da a Castelletto meno di quanto servirebbe per sponsorizzare Varese.

Forse potremo lamentarci se giocheremo ancora con il marchio CastiGroup, ma se arriverà uno sponsor questi saranno tutti discorsi inutili.

Se poi li fa uno che da Varese è andato a Milano lo sono ancora di più.

Sponsorizza comunque l'impianto.

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Vero.

Ovvio che il marchio Ignis ha sempre un suo fascino, peró ho proprio idea che non ci fosse accordo tra quanto la whirlpool potesse mettere a disposizione e quanto i Castiglioni pensavano di poter ottenere da uno sponsor.

Bene ha fatto quindi la Whirlpool a limitare il proprio esborso pur garantendosi il ruolo di major sponsor in una squadra dell'area geografica di appartenenza in tempi di riduzione personale.

Bene hanno fatto i Casti a non discutere eventuali offerte a cifre troppo basse.

Tutto fantastico? Direi di no, soprattutto alla luce del fatto che a furia di rifiutare proposte i Casti ci hanno giá penalizzato l'anno scorso. Spero bene che quest'anno trovino la forza di accordarsi con qualcuno e che questo qualcuno ci dia piú di quanto la Ignis passa ai Draghi altrimenti possiamo pure aprire un laboratorio addetto alla raddrizzatura delle banane.

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si vede che il buon vanetti doveva riempire uno spazio di giornale e ha tirato fuori un articolo degno di novella 2000

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Il fatto che il marchio Ignis sia ricomparso nel mondo del basket in una zona territoriale vicina a Varese non poteva che attirare l'attenzione della stampa, soprattutto locale ma anche nazionale (pure la gazzetta ha pubblicato un articolo in cui si sottolineava la strana sfida Ignis Castelletto-Pall.Varese).

Perciò l'articolo di Vanetti non mi pare così fuori luogo...

Detto questo, per me, il fatto che il marchio Ignis sia finito sulle maglie di Castelletto e non su quelle di Varese non è così scandaloso!Ognuno persegue le proprie strategie di mercato e l'offerta della Whirpool probabilmente era più adatta alle aspettative di Castelletto che a quelle di Varese.

Per noi comunque il problema sponsor esiste ormai da più di un anno!Come dice Vanetti è sempre in arrivo ma non si giunge mai ad una conclusione positiva.

I Casti hanno tutto il diritto di non "svendersi" ma se nessuno si avvicina minimamente alle loro richieste evidentemente è perchè Varese (purtroppo) non ha più il fascino di una volta;sarebbe quindi secondo me più ragionevole abbassare le pretese e avere una sponsorizzazione piuttosto che proseguire sulla via dell'autarchia!

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Tra l'altro Scavolini, Benetton e altri hanno sempre sponsorizzato le proprie squadre, e non ho mai sentito nessuno lamentarsi...

f.

28792[/snapback]

Beh xò Scavolini e Benetton sono marchi che possono trarre vantaggi commerciali dalla sponsorizzazione essendo beni di consumo!Casti Group un pò meno...

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Troppo rumore per nulla.

La whirlpool da a Castelletto meno di quanto servirebbe per sponsorizzare Varese.

Forse potremo lamentarci se giocheremo ancora con il marchio CastiGroup, ma se arriverà uno sponsor questi saranno tutti discorsi inutili.

Se poi li fa uno che da Varese è andato a Milano lo sono ancora di più.

Sponsorizza comunque l'impianto.

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..quoto !!

Aggiungo che nè la Pallacanestro Varese nè il marchio Ignis sono più dell' unico proprietario di un tempo.

Edited by ROOSTERS99
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Personalmente l'ho trovata una forzatura giornalistica del tutto fuori luogo, comunque la chiosa finale dimostra il vero obiettivo dell'operazione: caldeggiare - come più volte fatto lo scorso mese di maggio - l'arrivo di un manager esterno alla famiglia Castiglioni.

La verità assoluta sull'arrivo dello sponsor Ignis a Castelletto Ticino è che la moglie del presidente della società piemontese lavora come area manager nel gruppo Whirlpool...

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Personalmente l'ho trovata una forzatura giornalistica del tutto fuori luogo, comunque la chiosa finale dimostra il vero obiettivo dell'operazione: caldeggiare - come più volte fatto lo scorso mese di maggio - l'arrivo di un manager esterno alla famiglia Castiglioni.

La verità assoluta sull'arrivo dello sponsor Ignis a Castelletto Ticino è che la moglie del presidente della società piemontese lavora come area manager nel gruppo Whirlpool...

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....ecco......la realtà è sempre moolto più semplice..... :rolleyes:

Edited by ROOSTERS99
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...

Per noi comunque il problema sponsor esiste ormai da più di un anno!Come dice Vanetti è sempre in arrivo ma non si giunge mai ad una conclusione positiva.

I Casti hanno tutto il diritto di non "svendersi" ma se nessuno si avvicina minimamente alle loro richieste evidentemente è perchè Varese (purtroppo) non ha più il fascino di una volta;sarebbe quindi secondo me più ragionevole abbassare le pretese e avere una sponsorizzazione piuttosto che proseguire sulla via dell'autarchia!

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Tra l'altro Scavolini, Benetton e altri hanno sempre sponsorizzato le proprie squadre, e non ho mai sentito nessuno lamentarsi...

f.

28792[/snapback]

E così pure Borghi / ignis ...

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Personalmente l'ho trovata una forzatura giornalistica del tutto fuori luogo, comunque la chiosa finale dimostra il vero obiettivo dell'operazione: caldeggiare - come più volte fatto lo scorso mese di maggio - l'arrivo di un manager esterno alla famiglia Castiglioni.

La verità assoluta sull'arrivo dello sponsor Ignis a Castelletto Ticino è che la moglie del presidente della società piemontese lavora come area manager nel gruppo Whirlpool...

28890[/snapback]

vanetti è sponsor di cappellari.

ma nessuno sponsorizza vanetti.

deve trovarsi un buon gm invece di mettersi in proprio...

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