Lucaweb Posted May 20, 2011 Posted May 20, 2011 "Salve, signor Serenità!". Da un paio di giorni, un po' per scherzo, un po' sul serio, tutti coloro che incontrano Marco Atripaldi lo salutano nel modo descritto. L'amministratore delegato dell'Angelico Biella, uno degli uomini più illuminati e importanti del nostro basket, sfoggia tranquillità e serenità di giudizio neanche fosse sotto un ombrellone a godersi il sole e non, come in effetti è, alla vigilia di una serie di partite-chiave per la stagione della sua squadra. «Non capisco proprio perchè, secondo il pensare comune, dovrei essere agitato o, peggio, mettere in atto comportamenti isterici. In fondo - commenta con un mezzo sorriso il dirigente biellese - siamo più o meno dove dovremmo essere. E il dover lottare per conquistare la salvezza non rappresenta qualcosa di catastrofico. Abbiamo una squadra che, lo ricordo a tutti, manda in campo da protagonisti assoluti tre esterni nati tra il 1987 e il 1988 (Sosa, Slaughter e Chessa - ndr) e altri giocatori, sempre abbastanza giovani, alla prima esperienza in serie A con vere responsabilità. Quando guardo alla mia squadra penso che solo Soragna, Salyers e Jurak hanno maturato un curriculum da giocatori di vaglia. Tutti gli altri, peraltro molto interessanti, nel progetto dovevano verificarsi strada facendo e rappresentavano scommesse obbligate sotto il profilo economico. Per dirla in termini chiari: più di così, con le risorse a disposizione, non si poteva fare». Quindi, gli alti e bassi che hanno contrassegnato il vostro cammino rientrano nei canoni della normalità. «Ritengo di sì, soprattutto se al volante della tua squadra metti Edgar Sosa, un ragazzo talentuoso ma con scarsa esperienza a questi livelli. Non a caso siamo partiti molto bene, subendo un contraccolpo e perdendo diverse partite negli ultimi possessi una volta che gli avversari ci hanno preso le misure. Però il gruppo, se si eccettuano i fischi successivi alla pessima prestazione casalinga contro Sassari (74-94 ndr), ha sempre giocato alla pari contro tutti dimostrando cuore e mentalità. I 4000 spettatori che solitamente affollano le tribune del Lauretana Forum, dimostrando grande sensibilità, hanno capito le difficoltà del gruppo e ci hanno sempre sostenuto, consapevoli che in questo momento, con un budget limitato, il restare in vita è più importante che vendere fumo per una-due stagioni e poi sparire per sempre». Proposte per "vivere" più a lungo? «Moratoria di almeno due-tre stagioni per bloccare le retrocessioni; riforma vera dei campionati eliminando almeno un paio di categorie; revisione immediata della Legge '91 e apertura di un tavolo di trattative con l'Associazione Giocatori Italiani. Con alcune società, tra queste anche Varese, c'è grande unità d'intenti, ma bisogna agire rapidamente per evitare altri sconquassi». Varese: qual è il suo giudizio? «Buonissima squadra, che ha percorso una strada opposta alla nostra: gruppo solido formato da tanti giocatori esperti e italiani costosi. Hanno fatto bene e, di più, nel momento critico hanno trovato la "grana" per sistemare e rinforzare la squadra meritando l'attuale posizione-playoff». Pronostico per la sfida di domani sera? «Ormai con Varese si può parlare di mezzo derby: c'è rivalità (in alto un momento di tensione dell'andata - Blitz), beninteso solo sportiva, e un clima d'attesa che va oltre il risultato. Mi aspetto una gara emozionante, ricca di pathos, con una Angelico capace di mettere i bastoni fra le ruote a una Cimberio tosta perchè anche noi stiamo bene, siamo in forma e siamo arbitri del nostro destino. Meglio di così...». Massimo Turconi
Recommended Posts