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Meo Sacchetti lucida i cannoni. «Artiglieria pesante contro Varese»


Lucaweb

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“Chi vuol esser lieto sia, di doman non v’è certezza...”. Questo estratto di una celeberrima poesia di Lorenzo de’ Medici, potrebbe rappresentare il “manifesto” di Meo Sacchetti.

L’ex, amatissimo, campione della Pall. Varese, protagonista di un’ottima stagione alla guida della Dinamo Sassari, rivede comparire sullo sfondo i fantasmi e i patemi legati al futuro già vissuti nella sfortunata stagione di Capo d’Orlando.

«Vivere il presente è ciò che mi interessa anche perchè i problemi legati al domani di Sassari escono dalla mia sfera di competenze e riguardano i dirigenti che, da persone serie, sapranno trovare le soluzioni. Io ho un solo dovere: lavorare e dare il massimo assieme ai miei giocatori e sperare per il meglio. Ma nutro totale fiducia sul fatto che le mie speranze possano realizzarsi, perchè negli ultimi due anni, sul campo, abbiamo fatto un ottimo lavoro coinvolgendo Sassari e tutta la Sardegna in un discorso importante».

Talmente importante al punto di essere ancora in corsa per conquistare i playoff...

«La matematica ci offre ancora delle possibilità che, a dispetto di un calendario durissimo (Varese, Siena e chiusura a Cremona) cercheremo di cogliere. Sarà importante pensare a una gara per volta per tagliare un traguardo, i playoff, che rappresenterebbe un premio fantastico per tutti: società, giocatori, pubblico e staff tecnico».

Una stagione esaltata dal “fosforico” Travis Diener. Come avete fatto a mettergli le mani sopra?

«Un pizzico di bravura e una buona dose di fortuna perchè l’estate scorsa, appena girata la voce di una sua disponibilità per l’Europa, chiamai suo cugino Drake (guardia che gioca a Teramo, ndr), mio ex giocatore a Castelletto. Il “drago” ci aiutò ad aprire il contatto personale e nel giro di un paio di colloqui trovammo l’accordo. Stiamo parlando di un playmaker di altra categoria che, se a posto fisicamente, è in grado di elevare di parecchio il valore di un’intera squadra grazie a un’eccelsa visione di gioco e a doti realizzative tutt’altro che trascurabili».

Diener-White è una coppia Usa lussuosa.

«James, atleta strepitoso, è nato per giocare a pallacanestro. Devastante in campo aperto, è un giocatore pulito, lineare che deve solo migliorare contro la difesa schierata e quando il basket si trasforma in battaglia di trincea. Tuttavia, accanto agli stranieri mi piace sottolineare l’apporto dei giocatori italiani che, a turno, recitano un ruolo decisivo: Pinton, De Vecchi, Cittadini,Vanuzzo, mio figlio Brian».

Varese in quota post-season la sorprende?

«Nessuna sorpresa perchè la Cimberio, a cavallo tra andata e ritorno, ha solo pagato una flessione dovuta a infortuni, ma adesso che ha recuperato tutti gli effettivi e ha aggiunto altri elementi di valore credo occupi un posto più che meritato avendo qualità tecniche, fisiche e tanta esperienza».

Che cosa ha preparato per fermare la marcia-playoff di coach Recalcati?

«Luciderò i cannoni perchè - conclude Meo con una battuta - contro una Varese che è carica, in forma e ha tantissime frecce al suo arco, non resta che usare l’artiglieria pesante».

Massimo Turconi

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