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Morto Claudio Castiglioni


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da Corriere.it

AVEVA 64 ANNI

Addio a Castiglioni, genio delle moto

Con la sua Cagiva prima e con la Ducati e la MV Agusta poi inventò motociclette straordinarie, dalla 916 alla F4

MILANO - Ducati 916 e Monster, MV Agusta Brutale ed F4: non sono moto qualsiasi quelle che hanno consentito a Claudio Castiglioni, l’imprenditore spentosi a 64 anni nell’Ospedale di Varese, ( funerali si svolgeranno venerdì 19 agosto alle ore 14.00 presso la chiesa della Brunella in via Crispi a Varese) di vivere da protagonista nel motociclismo internazionale. Sono creazioni tecnologiche innovative, per le quali tirare in ballo il genio è tutt’altro che esagerato, e che hanno scritto la storia delle due ruote sia sul versante della produzione stradale sia in quello delle corse.

LA CARRIERA - Il padre Giovanni possedeva un laboratorio di carpenteria metallica che iniziò l’attività nel 1950, ma fu nel 1978 che la passione di Claudio trasformò passo dopo passo la Cagiva (nome nato dalla fusione delle iniziali di CAstiglioni GIovanni VArese) in azienda motociclistica. A partire dalla partecipazione nel Motomondiale con la GP 500 guidata dai piloti Gianfranco Bonera e Marco Lucchinelli, fino all’acquisizione di alcuni stabilimenti a Varese appartenuti ad Harley-Davidson. Grazie allo sport, dalle piste del Mondiale a quelle sabbiose della Dakar, e alla produzione di serie, prima con le piccole poi con le alte cilindrate, Claudio matura un’esperienza che gli consente di rilevare la Ducati nel 1985. In seguito nascono i modelli ancora oggi simbolo della Casa di Borgo Panigale, la Monster e la 916. La prima ha inventato il segmento delle naked, letteralmente moto «nude», cioè essenziali e senza carenatura; la seconda è fra le moto sportive più amate e titolare nel Superbike. Nel 1987 Castiglioni acquista anche Husqvarna, ceduta nel ‘97 a BMW Motorrad dopo averla portata alla vittoria nel cross e nell’enduro.

Infine, nel ‘91, fa sua la MV Agusta, storica azienda italiana attiva nell’aviazione e dedicatasi anche al motociclismo a partire dal ‘45. È in MV Agusta che Claudio Castiglioni concentra i propri sforzi dal 1997, dopo aver venduto la Ducati agli americani di Texas Pacific Group. In quegli anni concepisce la F4, una sportiva nata con un motore a 4 cilindri da 750 cc e giunta ora a 998 cc e 201 cavalli dichiarati nella versione «RR», sebbene il massimo delle prestazioni lo si ritrovi nella F4 1078 312 RR, dove quel «312» indica la velocità massima raggiungibile. Ma a Varese Castiglioni innova di nuovo il segmento naked con la sua Brutale. Con la sportiva, la F4, viene negli anni perfezionata l’efficacia in pista mentre nella «scarenata», la Brutale, è esaltata la perfezione stilistica. Creare motociclette differenti da quelle giapponesi: era l’obiettivo, il sogno, di Claudio Castiglioni. Ogni appassionato di due ruote sa che questo traguardo è stato raggiunto.

Stefano Marzola

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Sicuramente una grave perdita quella di QUESTO Claudio Castiglioni.

Una storia di inventiva, di fabbriche, di produzione varesina. Una vicenda di ingegneria e di economia che non può non appassionare.

R.I.P.

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Una perdita per l'imprenditore che è stato, ma visto che è anche bello pensare alla vita che continua credo che DEBBA essere anche il giusto sprono per i nuovi manager ed imprenditori dell'azienda varesina per il rilancio dei marchi.

I prodotti sono meravigliosi e da sempre imitati da tutto il mondo, per Claudio e sulle suo orme dovrebbero cogliere l'occasione per il rilancio.

Claudio RIP...

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