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Vescovi chiama all’appello Varese


Lucaweb

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Dall’incertezza economica dell’estate 2010 allo ''zoccolo duro'' dei 55 consorziati attuali è ben diverso il clima che si respira attorno ad una Pallacanestro Varese che ha messo solide basi per garantire la prosecuzione dell’attività su livelli quantomeno dignitosi. Chiuse le operazioni di mercato il presidente biancorosso Cecco Vescovi fa il punto della situazione sul fronte societario tra presente e futuro:

"12 mesi fa eravano più vicini al baratro che alla salvezza, poi dal 10 settembre in poi abbiamo lavorato per condurre al sicuro la Pallacanestro Varese e oggi si può dire che ci siamo riusciti. Sicuramente sono stati comemssi errori ma tutti coloro che insieme a me hanno lavorato in questo senso ci hanno messo il massimo in termini di passione.

Ora ci siamo assestati ma non vogliamo abbassare la guardia, anzi l’idea è di rendere più forte ed autonomo il consorzio con l’aumento dei soci". E la crescita delle ambizioni della squadra biancorossa è legata a filo doppio all’incremento dei soci di ''Varese nel cuore'' rendendo meno dipendenti dalle entrate delle sponsorizzazioni il bilancio del club:

"La crescita dei consorziati darebbe più garanzie in termini di budget: la nostra opera non riguarda solo la prima squadra ma tanti aspetti che comprendono il vivaio, l’organizzazione della società e non ultimo la squadra in carrozzina. Operazioni che nel complesso richiedono sacrifici per far tornare i conti al centesimo:

inutile nascondere che al momento attuale non potremo mai permetterci un giocatore come James White, il cui arrivo magari porterebbe 300 abbonamenti in più ma sarebbe fuori portata ".

E dunque Vescovi lancia un nuovo appello alla città per capire gli effettivi margini di crescita del progetto ''consortile'' al di là dell’incremento del 5 per cento del budget rispetto alla stagione di ''start-up'':"Mi aspetto che la città inizi a muoversi concretamente per supportare la crescita ulteriore del consorzio: l’alternativa è lasciare in mano a pochi una realtà di tutti come la Pallacanestro Varese, col rischio che chi ora compie sforzi impegnativi per far funzionare la macchina arrivi al punto di non farcela più.

Lo scorso anno una certa diffidenza nei confronti di un progetto al via era da mettere in conto, ora abbiamo dimostrato con i fatti la bontà dell’iniziativa tra risultati del campo e riscontri a livello societario e conseguentemente ci aspettiamo un salto di qualità. Per diventare grandi ci vorrà tempo e pazienza, la cosa che conta sarebbe quella di poter fare investimenti sia sulla squadra che sulle giovanili e continuare a costruire qualcosa di concreto come abbiamo fatto nel caso dei lavori a Masnago.

Si tratta di un’operazione voluta per dare un segnale alla città ed alle istituzioni che il consorzio vuole sostenere per decenni la pallacanestro e si impegna al posto del Comune a fare opere utili anche a livello sociale ed istituzionale".

Chiaro che i playoff conquistati lo scorso anno dovranno fungere da ulteriore ''traino'' per il club biancorosso, anche se Vescovi non vuole legarsi a filo doppio alla logica del risultato sportivo:

"L’anno scorso le cose sono andate bene ma in assoluto non dobbiamo legarci a filo doppio al verdetto del campo, altrimenti il primo anno che non si otterrà quanto prefisso tutto salterà in aria. La Pallacanestro Varese ha radici profonde in città e sul territorio ma stiamo cercando di fare in modo che abbia basi altrettanto strutturate a livello economico.

Per quanto riguarda la squadra del prossimo anno abbiamo puntato sulle motivazioni:

Hurtt vuol mettersi in mostra in Europa, Diawara riscattare la retrocessione di Brindisi, Ganeto mostrare il suo valore dopo un anno in cui è stato seduto, Reati lanciarsi in serie A, Fajardo e Rannikko dimostrare di voler rimanere ancora, Stipcevic diventare un play importante a livello europeo, Garri dimostrare di valere un certo livello e non essere un comprimario, Kangur meritare la chiamata di Siena e Talts di sapersi esprimere su questi palcoscenici. Visto che non abbiamo la possibilità di ingaggiare fenomeni abbiamo scommesso sulle motivazioni condivise anche da noi e da Recalcati che deve confermarsi allenatore ideale per una piazza come Varese; tutte scommesse ragionate da vincere se come lo scorso anno tutte le componenti del sistema ad iniziare dai giocatori remeranno dalla stessa parte».

Giuseppe Sciascia

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