Lucaweb Posted September 8, 2011 Posted September 8, 2011 Questo è il periodo di Marco Armenise. Lui è il preparatore atletico, l'uomo che ha nelle mani la salute e la forza dei giocatori della Pallacanestro Varese, l'uomo che in queste settimane dirigerà i lavori, tra il campo di atletica di Calcinate e il Golf Club di Luvinate. Ma non solo: Marco è anche quello che si occupa di stare con i giocatori - specialmente gli stranieri che sono qui senza famiglia - anche fuori dal campo. Sabato sera lo abbiamo trovato al ristorante ''La Bottega Lombarda'' di Bodio Lomnago (consorziato di Varese nel cuore) insieme a Justin Hurtt. E ora vogliamo sapere qualcosa di più sul nuovo arrivato: <<Non è uno schizzinoso - racconta Armenise - non ha paura di provare cose nuove e conoscere sapori particolari: e per un americano, non è cosa da poco. Ricordo Slay, che prima di mangiare qualcosa doveva annusarla e sezionare quello che aveva nel piatto>>. Cos'ha mangiato Hurtt nella sua prima cena italiana? Tagliatelle al ragù di coniglio, una tagliata di manzo con insalata verde, e poi ha voluto l'anguria. Ha divorato tutto e, che ci crediate o no, per la prima volta nella sua vita ha assaggiato l'acqua frizzante: non l'aveva mai bevuta. Prima impressione? È un tipo alla mano, molto curioso. Per la prima volta nella vita esce dal suo Paese e da un ambiente nel quale è stato viziato, coccolato e trattato come una stella. Per il momento credo che abbia il giusto atteggiamento. Sa che il suo lavoro, insieme a Hurtt, è molto importante? Me ne rendo conto. Per un giocatore americano l'ambiente è fondamentale, influisce per il 60% sul suo rendimento in campo. Quest'anno, poi, c'è una situazione particolare: con il palazzetto inagibile ci tocca spostarci ogni giorno. Lui, abituato a vivere in un campus dove c'è tutto, chissà cosa sta pensando: io sto cercando di spiegargli che non è finito nel terzo mondo. Come sta andando il lavoro di preparazione? Ottimamente: abbiamo dei giocatori molto intelligenti, che hanno voglia di lavorare e capiscono l'utilità di quello che stiamo facendo. E poi, avere a che fare con Recalcati è il massimo: ha la capacità di ascoltare ogni membro del suo staff, di rispettare le competenze di tutti. Preparazione un po' particolare, con i giocatori che arriveranno a singhiozzo. Sto cercando di adattare il lavoro in questo senso. Con i giocatori che ora sono presenti sto facendo il classico lavoro di potenza per aumentare la resistenza e prevenire gli infortuni: all'inizio della stagione saranno un po' appesantiti, ma poi la forma crescerà. E con gli altri? Arriveranno già in forma, perché stanno giocando: questo per noi può essere un vantaggio, visto il calendario delle prime giornate con sfide difficilissime. Poi, però, avranno una flessione. Quindi? Inserirò dei momenti, durante l'anno, nei quali metterò sotto i giocatori che hanno saltato la prima parte della preparazione per fare un po' di potenza. Per un paio di settimane saranno imballati, ma è un lavoro che pagherà. Francesco Caielli
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