Lucaweb Posted October 14, 2011 Posted October 14, 2011 A giochi abbastanza vicini i tifosi s'interrogano. Qual è lo spessore potenziale di questa Cimberio? È superiore o inferiore alla squadra della scorsa stagione con i playoff in saccoccia? E giù le prime impressioni o sensazioni, utili a far uscire la pallacanestro da un lungo letargo, mercato a parte che, fra partenze e arrivi, non ha certo strabiliato gli ''aficionados''. Il motivo è il solito, da disco per l'estate: ''no tengo dinero''. E quei soldoni presi a prestito da una banca, da restituire con gli interessi? Già, servono per cose ritenute utili, come cambiare faccia al palasport, operazione cara agli artefici del consorzio la cui attività portante, si sa, è il marketing. Giornalisti scio, scio: sloggiati dai primi posti. Ora quelle postazioni, da privilegio esagerato per dei ''gazzettieri'', che lì sono rimasti sin troppo, stando al concetto di una determinata politica societaria, si possono utilizzare a fine redditizio nell'accomodare ogni potenziale socio, da lisciare e attrarre alla propria causa. Comunicazione e propaganda sono la più grande scienza dei nostri tempi: ne è specialista il vertice del club biancorosso che, tramontata l'era delle grandi famiglie varesine, mecenati per vocazione o necessità, cerca appassionati con il soldo e con l'ambizione di sentirsi parte di un progetto. Sarà, ma il modello Varese, nonostante attenzioni e curiosità suscitate dappertutto, resta l'unico esempio del genere in circolazione. Resta il fine meritorio: la continuità della Pallacanestro oggi e domani. La quale, al di là di ogni sforzo d'opera murale e accessoria, dipende esclusivamente dai risultati della squadra la cui crescita di valore richiederebbe maggiori risorse finanziarie. L'equazione è chiara, non ammette equivoci. Resta allora da capire la vera forza di questa Cimberio, definibile con una certa attendibilità solo attraverso il raffronto con tutte le avversarie. Ingiudicabile oggi, non mancano i primi chiacchiericci, tipici d'una città di provincia, dove tutti sanno di tutti ma senza conoscere bene nessuno, in ogni caso molto vera nella sua passione. Dubbiosi ne esistono e non sono pochi, riconoscibilissimi anche senza un cappellino in testa: basta loro proferire una recriminazione per l'addio a Goss o lo stupore per la grande considerazione di cui gode incredibilmente Stipcevic, non certo rapiti nell'immaginazione dai nuovi arrivati, per far capire come la pensino. C'è poi un'altra schiera di tifosi che affida le proprie certezze alla credibilità di presidente, allenatore e vecchia guardia, mentre scommette su un Hurtt da urlo. Come chi cerca le chiavi di casa sotto un lampione. Le hai perse qui? ''No, ma qui ci vedo''. Già, speranze di certezze cercate nel solito posto. Sin qui una cosa è chiara: riguarda i punti persi quest'estate, che fanno 41,7 di media a gara (visti innanzitutto i 15 di Goss e i 14 di Slay, che piacessero o no, poco importa), mentre Diawara e Garri portano poco più di 20 punti, non avendo alcun riferimento puntuale da Ganeto e Reati, né tantomeno dallo scolaretto americano Hurtt che dà l'impressione di poter esprimere energia a catinelle in campo aperto mentre sembra rischiare corrosioni da paura a difesa schierata, quindi tutto da scoprire al cambio italiano. Questa è la squadra cui manca sempre - sarà una nostra fissazione - un vero pivot. Se c'è un tempo per i giudizi, maturabili sul campo, questa - a campagna abbonamenti in corso - è l'ora dell'amore.
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