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VARESE Il Cavalier Cimberio vuole dire la sua. Alla vigilia del suo quinto anno da sponsor, forte di una passione che non ha eguali, l'uomo che ha legato il suo nome alla Pallacanestro Varese ha voglia di farsi sentire: la squadra, la società, il futuro. E quando un personaggio così ha qualcosa da dire, conviene sempre starlo ad ascoltare. <<Il futuro - attacca il Cavaliere - appartiene agli uomini capaci di guardare lontano. È una frase che si adatta bene al momento attuale>>.

Questa, però, ce la spiega.

Semplice. Vedo una società che finalmente sta lavorando per costruire un domani certo e sereno. Una società che si è rafforzata al suo interno, che sta facendo investimenti importanti, che lavora per gli anni a venire e non solo per tirare ad arrivare al giorno dopo. Una società che ha deciso di spendere dei soldi per migliorare il palazzetto: la casa della Pallacanestro Varese e di tutti i varesini. Spiace sentire che qualcuno continua comunque a storcere il naso, nonostante tutto.

Ognuno è libero di pensarla come crede.

Certo. E io sono libero di dire come la penso. E io penso che il PalaWhirlpool versasse in uno stato pietoso, che avesse bisogno di lavori urgenti e che una società come Varese meriterebbe di giocare in un impianto diverso. La società ci sta lavorando, sta facendo qualcosa per la città, sta adeguando il palazzo alle norme imposte dall'Eurolega perché non si sa mai. Eppure qualcuno, che evidentemente tutto vuole fuorché il bene della Pallacanestro Varese, non è d'accordo e fa polemica.

A proposito di polemiche. Pare che Bryant non andrà a Bologna per colpa di Varese che si è opposta alle richieste della Virtus. Che ne dice?

Ma voi davvero credete a questa favola?

No.

Nemmeno io. Punto primo: Varese non è stata l'unica ad opporsi alle richieste assurde di Sabatini. Punto secondo: ha fatto bene a dire di no.

Perché?

Evidentemente Sabatini ha scambiato il campionato di basket italiano per uno show dove tutto è consentito, dove nel nome del marketing e della visibilità si può andare oltre a concetti sacrosanti come la sportività e la regolarità del campionato. Per fortuna la nostra pallacanestro è ancora uno sport serio, che tra mille difficoltà prova a sopravvivere e a darsi delle regole.

Quindi?

Quindi credo sia sbagliato, oltre che poco sportivo, stravolgere partite e calendari per consentire a un giocatore di venire qui per un mese per poi salutare tutti e tornarsene a casa sua.

Parliamo di Varese, che è meglio.

E cosa volete che vi dica?

Ci dica la sua impressione sulla squadra.

Ancora non ne ho una. L'ho vista giocare solo contro Sassari, e per di più la squadra era largamente incompleta: impossibile dare giudizi.

I nuovi arrivi, le piacciono?

Secondo me abbiamo pochi punti nelle mani. Nei giorni scorsi avevo spinto per l'acquisto di Szewczyk che, secondo me, ci avrebbe fatto fare un bel salto di qualità: purtroppo l'affare è sfumato sul più bello.

Quindi, secondo lei, si deve andare ancora sul mercato?

Ho paura che il giovane Hurtt sia ancora un po' acerbo e abbia bisogno di tempo per esprimersi: l'ho visto molto spaesato, fuori dai giochi della squadra. Credo ci sia bisogno di garantire alla squadra un po' di pericolosità offensiva, anche per consentire a Hurtt di crescere con calma e di esplodere visto che mi dicono abbia grosse potenzialità. Insomma, io un giocatore lo prenderei.

Francesco Caielli

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