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Diciamo la verità, questo impossibile derby era solo il prologo. Classifica a parte, Varese, che ha scioccato subito i diecimila di Assago e poi non sfigurato nel punteggio di fronte a una superba Milano, affronterà la sua prima vera gara a Masnago potendo far capire, contro una non esagerata ma anche attrezzata Montegranaro, quale sia la sua supponibile potenzialità.

Non ci sentiamo di trarre, dal match con Milano, alcuna valutazione di prospettiva competitiva per gli uomini di Recalcati.

Certo, se ritrovassimo un Diawara da venti punti all'intervallo, in ogni gara, potremmo anche scommettere sui play off ma un così scatenato francese, tipo "solista del mitra", non è poi fatto con lo stampino al di là di un'inossidabile garanzia contributiva per effetto delle sue qualità. Obiettivamente la Cimberio non ha assaggiato a lungo i velenosi affondi di Gallinari (solo una dozzina di minuti in campo, quanto è bastato per esaltarlo e ammirarlo) e neppure le soverchie presenze di Bourousis e Fotsis, preferendo Scariolo dare spazio, attraverso quintetti, anche bislacchi e di forza diversa, ai comprimari, tra i quali Rocca è parso una vecchia gloria.

Questa sottolineatura non vuol sminuire alcuna valutazione, ancorché sommaria, di Varese cui, peraltro, sono mancati Kangur (disarmato e disarmante), Talts (un po' perso laddove tirava una brutta aria) e Rannikko all'attacco, per dire di un elemento che, di solito, è come quei cerchi che tengono insieme una botte. Ha fatto tenerezza il giovane Hurtt, partito come uno Shuttle e schiantatosi appena fuori dell'atmosfera, quindi da rivedere, facendogli tutti, e affettuosamente, coraggio.

Una cosa è invece certa: lo spirito di una Pall. Varese orgogliosa e ardita, sempre frontale nel gioco e mai spalle a canestro, anche per suoi limiti dentro l'area, quindi per nulla condizionata, nell'approccio a un evento straordinario, proprio al contrario dell'Armani, parsa in avvio come un emporio di erroracci, dettati, stando agli interessati, dall'emozione del debutto, francamente, incomprensibile per una formazione di top player. In questo senso è piaciuta la squadra di Recalcati, volitiva nel suo stare in campo, semmai e poi guastata dal confronto, a tratti, impari con individualità d'altro spessore.

Si possono magari pronosticare dubbi in gare meno stimolanti di un derby assomigliante a una Prima della Scala ma, ugualmente, si possono fare opposte considerazioni, potendo immaginare una Cimberio positiva di fronte ad antagoniste della sua dimensione.

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